Caldo, umidità, abitudini scorrette possono favorire la comparsa del prurito, non un disturbo in sé ma un sintomo di diverse condizioni che vanno affrontate con l’aiuto del medico.
Estate, pelle al sole, caldo e umidità. Una combinazione perfetta per favorire la comparsa, in varie zone del corpo, di prurito. Parliamo, ovviamente, di un prurito di una certa intensità, che dura anche giorni, che a volte è accompagnato da arrossamento locale e altre manifestazioni, non della sensazione di un istante che poi scompare. Il prurito vero e proprio, una via di mezzo tra il fastidio e il dolore, che si allevia con il metodo peggiore che esista (ossia, grattandosi), può localizzarsi sulla pelle per l’azione del sole o di sostanze irritanti, nella zona intima, nelle pieghe della pelle, ai piedi. Se persiste ed è accompagnato da altri sintomi, è bene parlarne con il medico che suggerirà come comportarsi per risolvere il disturbo sottostante e, quindi, alleviare il prurito stesso.
Il prurito sulla pelle
La superficie cutanea è la parte del corpo più esposta alla possibilità della comparsa di prurito. Spesso la responsabilità è di una puntura di insetto, dalla zanzara a specie più pericolose come i ragni o addirittura gli imenotteri (api, vespe e così via). In questi casi, oltre al prurito localizzato, in corrispondenza della puntura compare un ponfo in rilievo, arrossato e, nel caso di insetti pericolosi, anche un dolore intenso. Lavaggio della parte irritata, applicazione di ghiaccio e di pomate a base di cortisone e antistaminico aiutano a risolvere il problema, anche se, nel caso di allergia al veleno degli imenotteri oppure di puntura di calabrone, è opportuno recarsi al pronto soccorso. È importante resistere alla tentazione di grattare la zona della puntura, per quanto il sollievo sia irresistibile. Si rischia di creare abrasioni che facilitano l’ingresso, nei tessuti sottocutanei, di un batterio che vive sulla pelle, lo Staphylococcus aureus, responsabile di infezioni.
Fig. 2 Stafilococco aureo
Il prurito sulla pelle, più o meno localizzato, è dovuto a orticaria fisica, un disturbo provocato dalla reazione della pelle particolarmente sensibile a sole, calore, acqua o perfino al contatto con erbe e piante che si trovano nei campi e nei boschi. Questa orticaria, quindi, nei mesi estivi può essere particolarmente frequente. Si manifesta con gonfiore, arrossamento e appunto prurito. Per alleviarla, è utile applicare sulla pelle prodotti lenitivi
Fig. 3 Orticaria
e addolcenti. Nei casi più seri, sono efficaci i farmaci a base di cortisone, ma devono essere utilizzati solo dietro prescrizione del medico. È però più importante cercare di prevenire la comparsa di orticaria fisica evitando l’esposizione agli agenti irritanti, in modo particolare al sole. L’irritazione dovuta all’azione dei raggi solari, senza una adeguata protezione, può causare danni che predispongono alla comparsa di tumori cutanei.
Nella zona intima, attenzione ai rapporti
Il caldo e l’umidità possono favorire la comparsa di prurito nella zona intima, che si può talvolta estendere anche alla regione anale. L’ambiente vaginale subisce infatti una variazione di pH a causa delle condizioni esterne con temperature alte e umidità elevata: questo favorisce la proliferazione di microrganismi, come il fungo Candida albicans, che fa parte del microbioma senza causare disturbi. A causa di condizioni ambientali favorevoli, oppure per una cura antibiotica, il fungo da saprofita diventa dannoso e causa prurito locale, dolore ai rapporti, bruciore e caratteristiche perdite bianche. In questo caso, è necessario utilizzare, localmente o per bocca, farmaci antimicotici. Il prurito intimo e gli altri sintomi non vanno trascurati, perché l’infezione fungina può propagarsi anche alla zona anale e, in caso di rapporti sessuali non protetti, passare al partner.
Fig. 4 Vaginosi batterica associata a Gardnerella vaginalis
La Candida albicans non è l’unico microrganismo responsabile di prurito nella zona intima. Possono dare questo fastidioso sintomo batteri come il Trichomonas o la Gardnerella, anch’essi trasmissibili con i rapporti sessuali che, a volte, in estate si vivono con maggiore leggerezza, complici il relax e le nuove conoscenze. Utilizzare sempre il preservativo è indispensabile per tutti i tipi di infezioni intime e per evitare la trasmissione di questi germi, che causano, oltre al prurito, perdite maleodoranti, dolore, bruciore e che vanno affrontate dal ginecologo con le opportune cure.
Le micosi nelle pieghe della pelle
Fig. 5 Funghi dermatofiti
Il prurito localizzato nelle pieghe cutanee è invece dovuto ad altri tipi di funghi, chiamati dermatofiti proprio perché attaccano l’epidermide, si nutrono di cheratina, la proteina che costituisce la pelle e i peli. Sono responsabili delle tigne, micosi spesso accompagnate da intenso prurito e desquamazione cutanea. Le parti del corpo maggiormente coinvolte sono la zona inguinale e i piedi. Le infezioni inguinali, che interessano in particolare le pieghe della pelle, se non vengono affrontate in tempo si diffondono anche agli organi genitali e ai glutei. Causano un prurito e un bruciore spesso insopportabili. La tigna del piede, o piede d’atleta, è favorita dal ristagno del sudore per uso di scarpe non abbastanza traspiranti nei mesi estivi. La zona tra le dita si arrossa per poi desquamarsi, fino a formare vere e proprie piaghe e compare un intenso prurito. È quindi necessario cambiare di frequente calze e scarpe e osservare una scrupolosa igiene di piedi e unghie. Se poi la dermatosi si estende anche ad altre zone del corpo (le parti più a rischio sono mani e inguine), è il caso di rivolgersi al dermatologo, che consiglierà la terapia farmacologica più indicata.






























