Una reazione allergica di particolare intensità che in estate rischia di manifestarsi con più frequenza rispetto ad altre stagioni. Per questo, contro lo shock anafilattico è essenziale avere sempre con sé l’adrenalina
Lo shock anafilattico, reazione allergica estrema ad alimenti, farmaci e altre sostanze, può comparire in qualsiasi momento nel corso dell’anno. L’estate, però, è un momento particolarmente a rischio. Il tempo trascorso all’aperto, a contatto con la natura e con alcuni insetti, l’abitudine di cenare fuori può esporre maggiormente al rischio di questo evento. Per questo motivo è importante sapere che cos’è lo shock anafilattico, per non sottovalutare i sintomi soprattutto nel caso compaia per la prima volta. Inoltre, è bene ricordare che si deve sempre portare con sé il rimedio di emergenza, vale a dire la penna all’adrenalina, un vero salvavita per gli episodi di shock anafilattico.
Che cos’è lo shock anafilattico e le sostanze responsabili
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Lo shock anafilattico è una reazione allergica intensa, grave e che può portare al decesso se non viene trattata tempestivamente. In Europa ne soffrono circa 17 milioni di persone, secondo dati riportati dall’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. È causato da una massiccia produzione di istamina e altre sostanze, attivate dall’organismo dopo l’esposizione a una sostanza, verso la quale si è in precedenza creata un’iper-sensibilizzazione. Compaiono sintomi acuti e sistemici, come accelerazione del battito cardiaco, vertigini, sudorazione fredda, difficoltà respiratoria e senso di soffocamento. Ci possono essere anche segnali gastrointestinali, per esempio dolori addominali, nausea, diarrea e reazioni cutanee come orticaria, labbra e lingua gonfie. Questi sintomi possono presentarsi da pochi minuti fino a due ore dopo il contatto con la sostanza responsabile. Lo shock anafilattico può essere dovuto ad alimenti come latte, uovo, grano, crostacei e altri cibi ancora, spesso non riconoscibili perché presenti solo in tracce in alcuni piatti già pronti e serviti nei ristoranti dove è assolutamente normale cenare nei mesi estivi. Anche il veleno degli imenotteri (insetti come api, vespe, bombi, calabroni) può portare a una reazione allergica estrema ed è bene prestare attenzione quando, in estate, si trascorre del tempo in luoghi aperti. Infine, alcuni farmaci come antinfiammatori non steroidei, antibiotici e altri possono causare shock anafilattico nelle persone sensibilizzate.
Come intervenire in caso di shock anafilattic
Fig.2
In qualche caso è sufficiente una quantità anche piccola della sostanza non tollerata per scatenare i sintomi. Per questa ragione è essenziale sapere come intervenire nel caso compaia lo shock. In primo luogo è importante stendere la persona con le gambe sollevate, per favorire l’afflusso di sangue al cuore. Se presenta difficoltà respiratorie, è meglio aiutare il paziente ad assumere una posizione seduta. Inoltre, sarebbe opportuno contattare il 118 per chiedere il trasporto in ospedale per accertamenti. Il rimedio più importante per affrontare lo shock anafilattico è utilizzare l’auto-iniettore con adrenalina, una sostanza che contrasta l’effetto vasodilatante dell’istamina e delle altre sostanze infiammatorie, riportando ai giusti livelli la pressione arteriosa e facendo regredire i sintomi acuti.
Il trasporto in ospedale è comunque necessaria, per gli opportuni accertamenti sanitari. Fortunatamente, non tutte le persone con problemi di allergia rischiano lo shock anafilattico, ma qualcuno è più a rischio. Se si hanno frequenti episodi di orticaria, di gonfiore alle labbra, di malessere generalizzato dopo aver consumato un certo tipo di alimento o essere entrati in contatto con una sostanza, si deve parlare con il proprio medico e sottoporsi a una visita allergologica con esami approfonditi. Lo specialista, in seguito a test cutanei e ad un’attenta anamnesi famigliare, può capire se l’allergia rischia di portare prima o poi a un episodio di anafilassi, che non è purtroppo prevedibile. L’auto-iniettore va portato sempre con sé ed è importante che anche i bambini, non appena raggiungono l’età di potersi gestire in modo autonomo, imparino a somministrarsi da soli questo farmaco salvavita.
Le regole di prevenzione
Una volta che si ha la diagnosi di allergia, oltre a portare sempre con sé l’iniettore è essenziale cercare di evitare il contatto o l’assunzione con la sostanza pericolosa, adottando un comportamento responsabile che tutela se stessi. Con gli alimenti, questo può essere più difficile perché le sostanze che possono scatenare lo shock anafilattico sono spesso nascoste in prodotti pronti o piatti già cucinati. Come riferisce lo European Food Information Council – Eufic, in UE esiste una legge che tutti gli stati membri devono adottare, la quale obbliga a indicare in etichetta i 14 principali allergeni (cereali contenenti glutine, crostacei, uova, pesce, arachidi, soia, latte, frutta a guscio, sedano, senape, semi di sesamo, anidride solforosa e solfiti in concentrazioni superiori a 10 mg/k, lupini, molluschi). Per questo le etichette vanno lette con attenzione. Nei locali pubblici come bar, ristoranti, pizzerie, secondo il regolamento UE 1169/2011 è obbligatorio comunicare ai clienti in modo chiaro e per iscritto gli allergeni presenti nelle preparazioni. Questi si devono trovare scritti nei menu oppure in cartelli esplicativi ben visibili ai clienti. È sempre diritto del consumatore chiedere ulteriori delucidazioni a tutela della propria sicurezza.





























