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Raffreddore: cause, sintomi e cure

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Il raffreddore è un’infezione respiratoria acuta di origine virale che interessa principalmente il naso e la gola e che può essere accompagnata da tosse. Una volta colpite dai virus, le mucose nasali si infiammano, si gonfiano e iniziano a produrre muco, generalmente fluido e trasparente, più o meno abbondante. Nonostante possano essere molto fastidiose, queste manifestazioni non dovrebbero essere contrastate perché sono l’espressione dell’attacco che il sistema immunitario sta sferrando al virus del raffreddore e, di fatto, aiutano a guarire.

Il raffreddore è un malanno stagionale innocuo, che di norma guarisce da solo nell’arco di 3-7 giorni. È molto comune tra i bambini, che possono sperimentarlo ripetutamente soprattutto nei mesi autunnali e invernali (arrivando fino a 7-10 episodi all’anno), ma interessa abitualmente anche gli adulti (in media 2-3 volte all’anno).

Disturbi e sintomi

I sintomi caratteristici del raffreddore comprendono naso gocciolante (rinorrea) e arrossato, sensazione di naso chiuso e difficoltà a respirare attraverso le narici, starnuti, mal di gola, tosse, lieve mal di testa (soprattutto al centro della fronte), talvolta qualche linea di febbre e modesto malessere generale.

Nei neonati e nei bambini più piccoli, il raffreddore ricorrente può facilitare l’insorgenza di otiti, sinusiti e infiammazioni più o meno intense delle vie aeree superiori (faringiti, laringiti, tracheiti, tonsilliti): tutte malattie che devono essere gestite con l’aiuto del pediatra e che possono talvolta richiedere l’uso di antibiotici (da assumere sempre esclusivamente su prescrizione).

Cause

A causare il raffreddore sono oltre 200 tipi di virus, appartenenti principalmente alle classi dei rinovirus e dei coronavirus, che si trasmettono per via respiratoria e possono contagiare l’uomo in ogni periodo dell’anno.

I coronavirus tendono a moltiplicarsi e a causare raffreddori soprattutto dall’inizio dell’autunno all’inizio della primavera, quando le difese immunitarie dell’apparato respiratorio si riducono a causa del freddo, degli sbalzi di temperatura, dello smog e di altri fattori ambientali sfavorevoli.

I rinovirus si diffondono meglio quando il clima è più mite (primavera ed estate), provocando fastidiosi sintomi “fuori stagione”, che non vanno confusi con quelli della “rinite allergica”. Le manifestazioni nei due casi sono del tutto simili ma, mentre il raffreddore da rinovirus ha una durata di pochi giorni, i sintomi della rinite allergica tendono a persistere finché sono presenti nell’aria gli allergeni a cui si è sensibili.

A oggi, non esiste un vaccino per prevenire il raffreddore. Per ridurre il rischio di contrarlo, si possono adottare alcuni accorgimenti pratici quali: lavarsi le mani spesso, con acqua e sapone o con gel antisettici; evitare di toccare naso, bocca e occhi con mani non perfettamente pulite; evitare i luoghi chiusi affollati; stare lontani da persone con sintomi da raffreddamento; non fumare; usare fazzolettini di carta usa e getta e buttarli nell’immondizia subito dopo essersi soffiati il naso o aver starnutito; aerare spesso le stanze in cui si soggiorna, ma senza esporsi a colpi d’aria o a sbalzi di temperatura; supportare le difese immunitarie riposando a sufficienza, praticando regolarmente attività fisica, evitando lo stress, mangiando cibi sani e assumendo adeguate quantità di vitamine, zinco e sali minerali.

Diagnosi

La diagnosi di raffreddore è estremamente semplice e legata al riscontro dei sintomi caratteristici. Che interessi un bambino o un adulto, il comune raffreddore non comporta un malessere tale da richiedere l’intervento del medico. Tuttavia, quando il disturbo è molto intenso e/o associato a tosse, quando interessa un bambino nei primi anni di vita o un anziano fragile e quando permane per diversi giorni o si ripresenta spesso, è ragionevole sottoporsi a una visita medica per ricevere una diagnosi precisa e consigli di trattamento mirati.

Come si cura

Un raffreddore anche abbastanza intenso migliora nell’arco di pochi giorni senza trattamenti particolari. Tuttavia, quando i sintomi infastidiscono molto o impediscono di dormire e concentrarsi si può cercare di alleviarli ricorrendo a spray nasali decongestionanti, che attenuano l’infiammazione della mucosa del naso, dando un rapido, seppur parziale e temporaneo, sollievo.

Gli spray nasali decongestionanti sono controindicati nei bambini e in chi soffre di ipertensione, glaucoma, diabete, disturbi della tiroide, in gravidanza e durante l’allattamento. Anche gli adulti privi di queste condizioni, tuttavia, dovrebbero cercare di usare gli spray nasali il meno possibile per non rischiare di prolungare troppo il malanno. Il consiglio è applicarli non più di 3-4 volte al giorno (1-2 spruzzate per narice) e per un massimo di 4-5 giorni.

Alternative efficaci e innocue per liberare il naso di bambini e adulti sono rappresentate dai lavaggi nasali con soluzione salina sterile, dall’aerosol e dai suffumigi. Assolutamente vietato, invece, il ricorso ad antibiotici: contro i virus gli antibiotici sono del tutto inutili e la loro assunzione scorretta promuove lo sviluppo di batteri resistenti sempre più difficili da contrastare.

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