Nella maggioranza dei casi, chi si affida alle terapie alternative esercita un atto di fede. Le evidenze scientifiche che ne supportano un’efficacia oggettiva, o quanto meno probabile, infatti spesso mancano e i benefici propagandati trovano conferme in opinioni personali, suggestioni diffuse e fantasiose interpretazioni, più filosofiche che biologiche. Che cosa c’è di vero? Quali pratiche possono davvero aiutare e quali no? E fino a che punto? Qualche precisazione in merito, per curarsi davvero e non correre rischi.

Malattia di Alzheimer: come aiutare chi aiuta
Assistere una persona cara con problemi di salute ha sempre una natura ambivalente. Da un lato fa sentire bene perché si ha la consapevolezza di aiutare in un momento di

























