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Cosa fare e non fare nella spondilite anchilosante

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Non essendo disponibile una terapia specifica e ben definita per il trattamento della spondilite anchilosante diventa importante lo stile di vita del paziente, tutto quello che egli stesso può fare in termini di azioni e comportamenti da dover compiere e quelli da non compiere per poter arginare, alleviare o ridurre i sintomi della malattia, il dolore diffuso, il gonfiore, assicurandosi cosi una migliore qualità di vita, in breve cosa fare e cosa non fare nell’attività di vita quotidiana.

I consigli

Rimanere il più possibile attivi, cercando di non modificare eccessivamente le abitudini personali rispetto alla malattia. Evitare abitudini dannose come quella del fumo, non solo per non recare danno alla salute generale, ma per non aggravare le condizioni della colonna vertebrale.

Le cure e i farmaci

E’ molto importante seguire i consigli e le prescrizioni del medico curante, assumere costantemente i pochi farmaci consigliati, antinfiammatori non steroidei oppure i farmaci biologici, o entrambi, evitando improvvise interruzioni nell’assunzione, che potrebbero riaccendere i sintomi. Assumere molto calcio e vitamina D per la protezione delle ossa.
Sottoporsi ai controlli periodici per monitorare la malattia.
Osservare eventuali effetti collaterali dei farmaci e  riportare al medico curante il tipo di effetto provocato , come ad esempio il manifestarsi di infezioni varie, infezioni da fungo, arrossamento degli occhi, o abbassamento delle difese immunitarie, in modo da prevenire disagi maggiori per il dolore e l’infiammazione o possibili infezioni o patologie correlate.

Le comorbilità

E ancora, se si è già interessati da una o più problematiche mediche per le quali si è seguiti per il trattamento da altri medici, è necessario informare ogni singolo medico, ed anche lo stesso farmacista, del diversi farmaci che si stanno prendendo, cosi da evitare che possano verificarsi effetti dovuti ad interazioni avverse tra farmaci, allorché il medico non è al corrente di tutti farmaci assunti.
E consigliabile vigilare affinché l’informazione riguardi anche farmaci minori come prodotti da banco o integratori, i cui principi attivi probbero interagire con quelli dei farmaci principali per la cura della malattia.

L’attività fisica

Tenersi costantemente attivi, anche nelle piccole attività giornaliere, evitando abitudini sedentarie comoda esempio le tante ore di tv.
L’esercizio fisico regolare, da praticare durante il giorno e non di sera, produce effetti positivi per tutte le forme di artrite.
Tra gli esercizi più indicati vi sono quelli di Pilates, che funzionano bene per migliorare la condizione fisica nella SA, in quanto questa pratica motoria fa lavorare i muscoli del corpo rafforzandoli e rendendoli più flessibili, rispetto alle insidie della rigidità articolare, del gonfiore e del dolore.

La dieta

Di particolare importanza è adottare una dieta sana, evitando di mangiare troppo pane o patate, scegliendo invece molta verdura, frutta e proteine ​​magre, efficaci per ridurre l’infiammazione e diminuire il dolore, ma anche per tenere sotto controllo il peso corporeo e non affaticare le giunture, le articolazioni e la schiena.

Il riposo e il sonno

E’ consigliabile di mantenere abitudini regolari per l’ora di andare a dormire per assicurarsi un adeguato numero di ore di riposo.
Scegliere un materasso rigido che non faccia affondare il corpo, e non usare troppi cuscini, cercando di dormire sulla schiena e con le gambe distese con un solo cuscino non troppo gonfio posizionato dietro la schiena o, in alternativa dormire sulla pancia ma senza cuscino.

Lattività sessuale

Fondamentale è una buona intesa di coppia che si basi sul comunicare tra i partner in modo libero e sincero i disagi, le necessità personali ed anche le paure evitando ogni possibile tensione. Quando i sintomi diventano più intensi l’attività sessuale può risentirne a causa del dolore. Ma si può migliorare la condizione sia utilizzando i farmaci prescritti che ricorrendo a posizioni fisiche che favoriscano la pratica sessuale.

Le posture

Stando in piedi assumere una postura della colonna il più possibile dritta e che contrasti la curvatura, efficace in realtà anche per tenere sotto controllo il dolore, rispetto al tipo di postura spontanea solitamente adottata dai pazienti di SA, quella di assecondare la curvatura della colonna credendo cosi di reagire al dolore riducendolo. Quando ci si siede preferire piuttosto sedie rigide e squadrate, più adatte alla colonna, piuttosto che comode poltrone avvolgenti meno indicate.

La fisioterapia e le terapie complementari

La fisioterapia può aiutare a rendere i movimenti meno rigidi, facilitando il lavoro delle articolazioni. Dalla fisioterapia può anche venire un aiuto per imparare le posture più adatte alle ore notturne e al sonno.
Per contrastare I gonfiori può essere utile l’uso di impacchi ghiacciati, mentre per muscoli ed articolazioni rigide o doloranti può essere di aiuto l’applicazione di calore.
Utili ed efficaci per affrontare i sintomi della SA alcune terapie come l’agopuntura, il massaggio a muscoli e articolazioni, che concorrono ad alleviare i sintomi e migliorare la qualità di vita del paziente.

Il lavoro

In base al tipo di lavoro svolto va cercata una postazione il più possibile rispondente alle esigenze di alternare i tempi di una posizione da seduti a quella di una posizione in piedi, in modo da poter variare le proprie posture durante le ore di lavoro. Qualche breve pausa può migliorare eventuali sintomi più lievi. Informare i colleghi del proprio problema di salute accettando eventuali suggerimenti può favorire un’atmosfera più vivibile sul lavoro.
Utilizzare regole comportamentali suggerite dalla “terapia occupazionale” può risultare utile e risolutivo, essendo proprio scopo principale di questa disciplina medica studiare le migliori condizioni ambientali, i movimenti e le posizioni più adatte per convivere al meglio con la patologia.

La guida dellauto

Solitamente i pazienti affetti da spondilite anchilosante riescono a guidare l’auto senza particolari problemi.
La postura di guida deve risultare agevole, in modo che la parte superiore della testa sia appoggiata e protetta dal poggiatesta, che il sediolino di guida sia sufficientemente alto rispetto alla visuale della strada.
Ricorrere all’utilizzo di specchietti retrovisori più ampi.
In quei casi nei quali alcuni movimenti articolari risultino difficili o dolorosi, come ad esempio durante manovre più impegnative per il parcheggio, o durante manovre di immissione in strada, dove è necessario un adeguato raggio di movimento poter vedere le altre auto,
Evitare di guidare per molte ore di fila, ma preferire tappe più brevi e che prevedano delle soste per uscire dall’auto anche per pochi passi, facendo qualche esercizio di distensione delle gambe.

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