Il morbo di Basedow-Graves è una malattia autoimmune, in cui il sistema immunitario riconosce come estranea all’organismo la tiroide e la attacca producendo degli anticorpi contro il recettore del TSH (TSH-receptor antibodies, TRAb) situati sulle cellule tiroidee. I recettori vengono stimolati dagli anticorpi e inducono una iperproduzione di ormoni tiroidei, T3 e T4. Ha una prevalenza media che si aggira tra lo 0.5 ed il 2% della popolazione e predilige il sesso femminile.
Redazione My Special Doctor
Sindrome di Cushing: cause e rimedi
La Sindrome di Cushing (CS) è una rara condizione derivante da un eccesso di cortisolo nell’organismo.
Il cortisolo è un ormone prodotto normalmente dalle ghiandole surrenali ed è fondamentale per la vita: permette di rispondere alle situazioni di stress, come ad esempio le malattie, e ha effetti su quasi tutti i tessuti dell’organismo. Viene prodotto in picchi, più frequenti al mattino e molto ridotti di notte.
Quando l’organismo produce troppo cortisolo, a prescindere da quale ne sia la causa, siamo in presenza della Sindrome di Cushing.
Quando la sindrome di Cushing è causata da un tumore ipofisario siamo in presenza della malattia di Cushing, di fatto la causa più comune della Sindrome.
Tumore dell’ipofisi: come curarlo
L’ipofisi, o ghiandola pituitaria, è una ghiandola situata dentro il cranio, alla sua base. Pur essendo molto piccola, con dimensioni paragonabili a quelle di un pisello, ha un ruolo determinante poiché è collegata direttamente con una parte del cervello chiamata ipotalamo e garantisce il legame tra le attività del cervello e quelle del sistema endocrino per la produzione di ormoni.
L’ipofisi è regolata dagli ormoni prodotti dall’ipotalamo e a sua volta produce ormoni che influenzano l’attività di altre ghiandole come tiroide, ghiandole surrenali e gonadi (ovaie e testicoli) denominate “ghiandole bersaglio”. Proprio per questa funzione di controllo è anche definita “ghiandola maestra“.
Tumore alle ghiandole surrenali
Le ghiandole surrenali, o surreni, sono due piccoli organi ghiandolari posti al di sopra del polo superiore di ciascun rene (da ciò deriva il loro nome, appunto sur-rene).
Hanno una forma triangolare e risultano formate da diverse componenti.
La parte centrale, chiamata midollare del surrene, produce due sostanze chimiche che svolgono importanti funzioni nel sistema nervoso centrale: l’adrenalina e la noradrenalina. La parte esterna è detta corticale e produce gli ormoni steroidei, fra cui l’aldosterone, che contribuisce a regolare la pressione arteriosa, il cortisolo, importante nella regolazione dei livelli di zucchero nel sangue (glicemia), alcuni ormoni sessuali maschili (androgeni) e femminili (precursori degli estrogeni).
Labirintite: vertigini ed altri sintomi, cause, cura
Il termine labirintite viene spesso usato a sproposito per indicare vertigini e conseguente nausea; in realtà la vera causa di questi disturbi è spesso diversa (molto più comune è per esempio la sindrome di Ménière).
La vera labirintite è un disturbo infiammatorio dell’orecchio interno (o labirinto). Dal punto di vista clinico questa malattia provoca disturbi dell’equilibrio e può colpire una o entrambe le orecchie, oltre ai problemi di postura il paziente affetto può andare incontro a riduzione dell’udito e acufene.
La Malattia Parodontale. Di cosa si tratta?
La parodontite è una malattia cronica infettiva che colpisce le strutture di supporto attorno il dente come gengiva e osso. Quali sono le cause scatenanti ed i sintomi?
La Parodontite (una volta chiamata Piorrea) è una malattia cronica infettiva che colpisce le strutture di supporto attorno il dente come gengiva e osso.
La causa principale dello sviluppo della malattia è la placca batterica che si deposita attorno al dente e a livello del margine gengivale. La placca e la risposta infiammatoria del nostro corpo provocano una riduzione dell’osso attorno al dente fino alla perdita dell’elemento dentario. Sebbene la placca sia la causa principale della malattie parodontale anche altri fattori di rischio possono aumentare l’aggressività della parodontite come il fumo (che in rapporto dose/dipendente che può aumentare di 20 volte il rischio di sviluppare parodontite) o malattie sistemiche come il diabete di tipo 1 e 2.
Nevralgia del trigemino: infiammazione, sintomi e cura
La nevralgia del trigemino è una sindrome dolorosa cronica che colpisce il nervo trigemino (quinto nervo cranico), uno dei nervi più grandi della testa. È un disturbo che causa episodi dolorosi
- intensi,
- sporadici
- e improvvisi,
che possono durare da pochi secondi ad alcuni minuti. Tali attacchi possono susseguirsi in rapida successione e l’intensità del dolore può risultare inabilitante sia a livello fisico che mentale.
Sensibilità dentale: ecco come curarla
Con denti sensibili si intende l’ipersensibilità dei denti, nota anche come ipersensibilità dentale, che è essenzialmente un dolore acuto a uno o più denti.
Questo disturbo è dovuto al fatto che le terminazioni nervose che si trovano sotto lo smalto e alla base delle gengive, si sono scoperte e sono più esposte a essere sollecitate da agenti esterni, quali cibi e bevande.
Sindrome di Ménière: vertigini ed altri sintomi, cause e cura
La sindrome di Ménière, così chiamata in onore del medico francese Prosper Ménière per primo la descrisse nel 1861, è un disturbo dell’orecchio interno che influenza equilibrio e udito; è caratterizzata dalla comparsa di
- forti vertigini,
- acufeni (tintinnii e/o ronzii nell’orecchio),
- perdita dell’udito e una sensazione di pienezza o congestione dell’orecchio.
Sinusite: come riconoscerla
La sinusite è un’infiammazione della mucosa che riveste i seni paranasali. Si stima, infatti, che in Italia possa interessare l’8,4 per cento della popolazione, il 9 per cento in Europa e il 13 negli Stati Uniti. Purtroppo, però, capita spesso che venga sottovalutata e non curata a dovere, aumentando così il rischio di ricadute e che quindi diventi un problema cronico.
Le più comuni affezioni del cavo orale
E’ importante fare una distinzione tra quelle stomatomucositi riconducibili a fattori eziologici locali e stomatomucositi che rappresentano la manifestazione locale di malattie sistemiche di ordine generale di tipo infettivo (morbillo, varicella, difterite, tifo, AIDS), di tipo dismetabolico (diabete,uremia), di tipo disormonale (gravidanza, ciclo mestruale), di tipo carenziale (ipo e avitaminosi) e di malattie del sangue (leucemie, emofilia).
In questo articolo tratteremo solo quelle a manifestazione più comune che implicano disturbi più leggeri, tralasciando le stomatomucositi più gravi e più evidenti, di pertinenza decisamente più clinica.
Tonsillite: come curarla
Con tonsillite acuta si intende comunemente l’infiammazione delle tonsille palatine, ovvero del tessuto linfatico di forma ovoidale visibile in orofaringe, lateralmente all’ugola. Le tonsille palatine hanno nella prima infanzia un ruolo di protezione delle vie respiratorie, completando il nostro sistema immunitario. Normalmente dalla prima infanzia in poi vanno incontro a una progressiva atrofia, sia funzionale che oggettivabile dalla loro scomparsa dalla loggia tonsillare come frequentemente si osserva negli adulti. Le tonsille sono esposte a infiammazione, generalmente di natura virale, più raramente batterica, con conseguente ingrandimento delle stesse e con dolore riferito alla gola e in qualche caso all’orecchio.
Xerostomia: disturbo dei denti
La xerostomia è la secchezza del cavo orale causata da un flusso di saliva ridotto o assente.
Questa condizione può causare disagio, interferire con il linguaggio e la deglutizione, rendere difficile l’uso di dentiere, causare alitosi, e compromettere l’igiene orale causando una riduzione del pH orale e un incremento della crescita batterica. Una xerostomia di lunga durata può portare a carie destruente e a candidosi orale. La xerostomia è un disturbo frequente tra gli adulti anziani, colpendo circa il 20% della popolazione anziana.
Aneurisma cerebrale: cos’è?
L’aneurisma cerebrale è una protuberanza permanente, cioè una dilatazione focale di un vaso arterioso del cervello in corrispondenza della quale la parete si tende, assottigliandosi e formando una bolla. Può sfociare nella rottura della parete nel punto in cui il vaso risulta più fragile o assottigliato, causando una emorragia. La perdita di sangue nel cervello può essere causa di ictus emorragico.
Anoressia nervosa
L’anoressia nervosa è stata inserita nel DSM 5 (2013) nella più ampia categoria diagnostica chiamata Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.
La caratteristica principale di questo disturbo è il rifiuto del cibo. Il termine anoressia (letteralmente mancanza di appetito) non risulta corretto per descrivere un disturbo in cui l’appetito è nella maggioranza dei casi conservato. Piuttosto ciò che caratterizza la persona anoressica è il terrore di ingrassare e la necessità di controllare l’alimentazione alla ricerca della magrezza.
Attacco ischemico transitorio (TIA)
Un attacco ischemico transitorio (TIA sta per transient ischemic attack) si caratterizza per una temporanea interruzione o riduzione dell’afflusso del sangue al cervello. Dura pochi minuti e generalmente non provoca danni permanenti. Si verifica quando nelle arterie che portano il sangue al cervello il passaggio di sangue e ossigeno è ostacolato da un piccolo grumo solido di sangue (embolo o coagulo) oppure da un restringimento (stenosi) dei vasi sanguigni dovuto a placche di colesterolo (aterosclerotiche). Questa condizione determina una sofferenza per il cervello (ischemia), che tuttavia dura pochi minuti, generalmente dura al massimo un’ora. Se si protrae oltre le 24 ore si parla di ictus. Si manifesta con problemi quali difficoltà a parlare e a comprendere, improvvisa debolezza, paralisi facciale o degli arti, vertigini. Si tratta di sintomi simili a quelli dell’ictus, ma temporanei. Non a caso l’attacco ischemico transitorio (TIA) viene definito mini-ictus.
Bulimia nervosa: cos’è e come curarla
La bulimia è uno dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Si caratterizza per l’eccessiva assunzione di cibo, le cosiddette abbuffate, seguite da episodi volti a liberarsi della quantità di cibo ingerita, con metodi quali il vomito autoindotto o l’uso di lassativi. Questa patologia è difficile da riconoscere in quanto spesso le persone affette presentano un peso corporeo nella norma.
Cefalee a grappolo
La cefalea a grappolo causa un dolore acuto alla tempia o intorno all’occhio, su un solo lato della testa, che dura per un periodo di tempo abbastanza breve (solitamente da 30 minuti a 1 ora). La cefalea si manifesta solitamente in modo regolare per un periodo da 1 a 3 mesi, seguito da un periodo asintomatico di mesi o anni.
Demenza vascolare, cos’è e come si manifesta
Per demenza vascolare si intende un deterioramento cognitivo acuto o cronico dovuto ad infarti cerebrali diffusi o focali che sono correlati il più delle volte a una malattia cerebrovascolare. Questa tipologia di demenza rappresenta un deterioramento cognitivo globale, cronico e generalmente irreversibile. La demenza vascolare non va confusa con il delirio, anche se la cognizione è disordinata in entrambi.
Cos’è il disturbo alimentare incontrollato?
Il Disturbo da Alimentazione Incontrollata (traduzione italiana del termine Binge Eating Disorder; BED) si caratterizza per la presenza di crisi bulimiche in assenza di comportamenti di compensazione inappropriati.
Il Disturbo da Alimentazione Incontrollata rientra nei Disturbi Alimentari Non Altrimenti Specificati , anche se la sua diagnosi è tuttora oggetto di numerose discussioni e controversie.
Emicrania: cosa fare?
L’emicrania è una cefalea primitiva episodica. I sintomi in genere durano da 4 a 72 h e possono essere di entità grave. Il dolore è spesso unilaterale, pulsante, peggiora durante sforzo fisico ed è accompagnato da sintomi quali nausea e ipersensibilità a luce, suoni o odori. Le auree si verificano in circa il 25% dei pazienti, solitamente appena prima ma a volte dopo il mal di testa. La diagnosi è clinica. Il trattamento si serve di triptani, diidroergotamina, antiemetici e analgesici. La prevenzione si basa sulla modificazione dello stile di vita (p. es., abitudini legate al sonno o dieta) e sulla terapia farmacologica (p. es., beta-bloccanti, amitriptilina, topiramato, divalproex).
Ictus: ischemico e emorragico
L’ictus è una malattia grave che si verifica in seguito alla riduzione, o all’interruzione, dell’afflusso di sangue al cervello (intendendo con questo termine il cervello, il cervelletto, ed il tronco encefalico racchiusi nella scatola cranica) e alla conseguente morte delle cellule cerebrali.
Si distinguono due forme: la più frequente, l’ictus ischemico, si verifica quando un coagulo di sangue ostruisce un’arteria che porta sangue al cervello; l’ictus emorragico è causato dalla rottura di un’arteria.
Si parla di attacco ischemico transitorio (TIA, transient ischaemic attack) quando l’afflusso di sangue al cervello si interrompe per breve tempo.
Jet lag: cos’è?
Il jet lag (termine inglese, letteralmente “ritardo da getto”; spesso indicato come mal di fuso) o disritmia, discronia o ancora disincronosi circadiana, è una condizione clinica che si verifica quando si attraversano vari fusi orari (di solito più di due fusi orari), come avviene nel caso di un lungo viaggio in aereo. Provoca sonnolenza, stanchezza, confusione e meno frequentemente emicrania. Il fenomeno si verifica a causa dell’alterazione dei normali ritmi circadiani.
Neuroma di Morton
Il Neuroma di Morton è una neuropatia che consiste in un rigonfiamento di un nervo del piede che si trova tra il terzo e il quarto dito. La patologia prende il nome dal chirurgo americano Thomas George Morton, che per primo la diagnosticò nell’Ottocento. Il neuroma, con il passare del tempo, può portare allo sviluppo di tessuto cicatriziale fibroso attorno al nervo interessato dal disturbo a causa della continua frizione delle ossa metatarsali adiacenti e del legamento intermetatarsale profondo che, a livello del terzo spazio, sono più mobili rispetto ad altre parti del piede. La patologia, anche se può manifestarsi a tutte le età, colpisce soprattutto le donne di tra i 40 e i 50 anni.















