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Giornata mondiale dell’Aids: non abbassate la guardia

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La diffusione dell’infezione da HIV è notevolmente diminuita negli ultimi anni, mentre le terapie disponibili per contrastarla sono aumentate, diventando sempre più efficaci e meglio tollerabili. Ciò ha permesso alle persone intercettate dal virus di raggiungere un’aspettativa di vita sovrapponibile a quella della popolazione non infetta e di mantenere un buon livello di benessere, a lungo. Mentre si celebra la Giornata mondiale dell’AIDS (1° Dicembre), l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ricorda che questi risultati, di cui è lecito rallegrarsi, non devono però indurre ad abbassare la guardia nei confronti di un virus che è sempre in agguato e che non ha certo smesso di creare problemi sanitari rilevanti, con relativi costi umani ed economici, in tutti i Paesi del mondo.    

Nonostante il problema HIV/AIDS sia oggi particolarmente drammatico nel continente africano (dove si contano circa 26 milioni di persone sieropositive e si incontrano notevoli difficoltà nel prevenire e contrastare la malattia), non va trascurato che anche 2,3 milioni di cittadini europei, 3,4 milioni di americani e altri 3,5 milioni di persone residenti nel Sud-Est asiatico sono HIV+ e richiedono cure costanti per mantenere una carica virale sufficientemente bassa e livelli di linfociti CD4 sufficientemente alti per evitare stati di immunosoppressione significativa e le complicanze che ne derivano.    

In base ai dati raccolti a livello nazionale dal Sistema di sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV, nel 2018, in Italia si sono avute 2.847 nuove diagnosi di infezione da HIV pari a 4,7 nuovi casi per 100.000 residenti: un’incidenza poco al di sotto della media dei Paesi dell’Unione Europea (5,1 casi per 100.000 residenti) e complessivamente in diminuzione tra il 2012 e il 2018. Tuttavia, tra i giovani di età inferiore a 25 anni la diffusione dell’infezione ha avuto un picco nel 2017. L’incidenza più elevata è stata osservata tra le persone di 25-29 anni (11,8 nuovi casi ogni 100.000 residenti) e 30-39 anni (10,9 nuovi casi ogni 100.000 residenti). Le persone che hanno scoperto di essere HIV+ nel 2018 erano maschi nell’85,6% dei casi; l’età mediana era di 39 anni per gli uomini e di 38 anni per le donne.    

La maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV in Italia, nel 2018, era attribuibile a rapporti sessuali non protetti (80,2% di tutte le segnalazioni) e in un terzo dei casi il test HIV è stato eseguito in seguito al riscontro di una patologia correlabile all’HIV o di sintomi caratteristici (32,6%). Altri motivi di esecuzione del test sono stati: comportamento a rischio (14,4%), accertamenti per altra patologia (11,3%), iniziative di screening/campagne informative (9,8%), rapporti sessuali non protetti (9,7%), diagnosi o sospetta infezione sessualmente trasmessa – IST (4,0%).    

Come proteggersi e proteggere gli altri 
Essere consapevoli del fatto che, ancora oggi, l’infezione da HIV può avere gravi conseguenze, conoscere le modalità di trasmissione del virus e i metodi per evitare di essere contagiati è fondamentale per ridurre il rischio individuale di infezione e prevenire il contagio di altre persone. Attualmente, sono essenzialmente due le vie attraverso cui si può contrarre la malattia: l’attività sessuale e l’uso promiscuo di siringhe tra chi fa uso di sostanze d’abuso iniettive. A riguardo, va ribadito (perché molti lo dimenticano o sottovalutano il concetto) che non è necessario adottare comportamenti sessuali “a rischio” in prima persona o conoscere poco il proprio partner per ritrovarsi sieropositivi.    

Al virus dell’AIDS, infatti, non interessa conoscere le preferenze sessuali delle persone che decide di infettare, né se si tratta di rapporti sessuali omo o eterosessuali, se le persone coinvolte sono giovani o più in là con gli anni, se si sono appena incontrate o se sono sposate da tempo. Per l’HIV qualunque occasione è buona per colonizzare un nuovo ospite e non ha nessuna fretta di causare sintomi che potrebbero farne sospettare la presenza nell’organismo, perché rimanendo “in incognito” per un periodo più prolungato avrà maggiori probabilità di trasmettersi a più persone.    

Prendere precauzioni durante l’intera durata dei rapporti sessuali, prevedendo sempre l’uso del profilattico, è il mezzo più efficace per proteggere se stessi e il partner e per ridurre la diffusione dell’HIV. Questa cautela permetterà anche di tutelarsi da altre malattie a trasmissione sessuale, che negli ultimi anni hanno ripreso a diffondersi notevolmente soprattutto tra i giovani, come l’infezione da Chlamydia, la gonorrea, la tricomoniasi, l’herpes genitale e la sifilide (una malattia potenzialmente molto severa se non diagnosticata e trattata precocemente, che si pensava relegata ai libri di storia e che è, invece, tornata a far parlare di sé).    

Altrettanto importante, se si pensa di poter essere stati esposti al virus dell’AIDS per qualunque ragione, è verificare il proprio stato di sieronegatività o positività, attraverso un semplice esame del sangue, innocuo, anonimo e gratuito. Anche se l’attesa dell’esito può essere un po’ stressante, eseguire il test HIV è cruciale per sapere se è necessario procedere a valutazioni di approfondimento, avviare le opportune terapie e adottare comportamenti opportuni per evitare di trasmettere il virus ad altre persone. Per effettuarlo è sufficiente chiedere informazioni al proprio medico oppure rivolgersi direttamente a un ospedale, un centro clinico-diagnostico o a un ambulatorio autorizzati a eseguire il test.    

Per sapere quali sono i centri più vicini per effettuare il test HIV e/o si hanno domande o dubbi sulla malattia o si vuole approfondire l’argomento per supportare un amico o un familiare, si può contattare il Telefono Verde AIDS e Infezioni Sessualmente Trasmesse (TAV/IST) al numero 800.861.061, attivo dal lunedì al venerdì, dalle 13.00 alle 18.00. Gli operatori rispondono alle domande sia in italiano sia in inglese e, due volte alla settimana, è possibile ricevere anche la consulenza di un legale esperto nella tutela dei diritti delle persone con HIV e delle loro famiglie. In alternativa, si può consultare la mappa dei centri che eseguono il test HIV in ogni Regione presente sul sito web (https://www.uniticontrolaids.it/aids-ist/test/dove.aspx) o anche visitare il sito della ReTe AIDS – Uniti si vince (https://www.uniticontrolaids.it/ReTeAIDS.aspx) e contattare gli operatori delle Associazioni territoriali più vicine al proprio domicilio.       

Fonti    

  • Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS (https://www.who.int/hiv/en/)    
  • Ministero della Salute (http://www.salute.gov.it/portale/hiv/dettaglioContenutiHIV.jsp?lingua=italiano&id=5206&area=aids&menu=conoscere)  

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