Benchè il servizio sanitario italiano si collochi tra quelli più apprezzati a livello mondiale, numerose risultano le aree “scoperte”, in genere più per mancanza di adeguati supporti organizzativi che non di competenze. Tra queste rientra senz’altro l’assistenza al post-partum per quanto riguarda il benessere psicofisico della donna.
Redazione My Special Doctor
2. Il bisogno di ritrovare se stessa
L’approccio attuale, privilegia giustamente l’approccio clinico, con l’obiettivo di salvaguardare lo stato di salute di madre e neonato, ma tiene in considerazione soltanto marginalmente dubbi, timori, aspettative e fragilità della donna che, dopo aver portato a termine la gravidanza, ha necessità di ritrovare sé stessa, di consolidare la propria autostima e di riappropriarsi di tutte le dimensioni esistenziali, in un rinnovato contesto di vita familiare.
3. Una guida a riscoprirsi
Spesso, in caso di difficoltà, si chiama in causa l’assenza o la debolezza di quella che è stata recentemente ribattezzata la “rete di sostegno sociale”, costituita in primis dal nucleo familiare e in seconda istanza dalle relazioni amicali. Di fatto, però, non è pensabile che la responsabilità dell’intera “gestione” del benessere psicofisico debba essere demandata ad attori esterni, come pure sarebbe riduttivo attribuirla unicamente al ruolo di professionisti che, per quanto dotati di tutte le competenze necessarie, sono soliti operare singolarmente, con un approccio orientato a problematiche specifiche e non in team e con intento educazionale e preventivo.
4. Avviare e mantenere l’allattamento al seno
Un’evenienza paradigmatica è rappresentata dalle difficoltà nell’avviare o mantenere l’allattamento al seno: in questo caso, a seconda della problematica, può essere chiamato a intervenire il pediatra, il ginecologo, l’ostetrica o l’infermiera esperta (IBCLC), ma sempre in una prospettiva univoca e fortemente polarizzata a superare un ostacolo specifico. Scarsa rilevanza viene al contrario riservata alla dimensione biopsicosociale della donna, intesa come sua diretta interazione (in ottica ”patient-cenmtered”) con il mondo immediatamente circostante che parte proprio dal suo equilibrio psicofisico.
5. Un programma per il benessere delle mamme
Alla luce di queste riflessioni, in assenza di una “cultura multidisciplinare” del puerperio e in considerazione della dimestichezza consolidata con i new media, la proposta di un programma ragionato in grado di promuovere il benessere in tutte le sue poliedriche sfaccettature, oltre a essere innovativa, è senza dubbio di utilità sia nel fornire indicazioni concrete alla neomadre sia nello stimolare i professionisti sanitari. D’altra parte una donna che dopo il parto riacquista serenità e benessere sarà in grado di affrontare con maggiore sicurezza e fiducia la maternità e di condividere con il proprio bambino una relazione più stimolante e improntata alla ricerca di nuove esperienze comuni piuttosto che circoscritta, quasi in atteggiamento difensivo, a una mera funzione di protezione vigile, sì, ma intrinsecamente passiva.
6. Un nuovo modello di fitness per le neomamme
Da qui l’opportunità di promuovere un nuovo modello di fitness per le neomamme che, proprio a partire dai rudimenti basilari, e senza ambizioni utopistiche, offra a ogni donna, con modalità espressive consone e con un percorso sistematico e graduale, la possibilità di ritrovare non soltanto la propria forma fisica ma anche quel livello di energia e di comfort indispensabile per affrontare la maternità con dinamismo e determinazione, presupposti fondamentali anche per prevenire numerosi disturbi nel neonato (per esempio coliche, disturbi del sonno) e fungere per il proprio figlio, anche nelle epoche successive, da solido modello di riferimento.
Il varicocele: sintomi, cause e cura
Il varicocele è una dilatazione patologica delle vene testicolari (o spermatiche), che decorrono lungo il funicolo spermatico e che hanno il compito di drenare il sangue dai testicoli. Tale alterazione provoca un gonfiore in corrispondenza del testicolo interessato. Di solito, il gonfiore a carico del testicolo è l’unica manifestazione patologica del varicocele. Tuttavia, in alcuni casi, al gonfiore possono aggiungersi il dolore, e nelle forme più gravi atrofia testicolare e infertilità.
Bronchiectasie
- La causa più comune è rappresentata dalle infezioni respiratorie gravi o ripetute, spesso in persone che presentano un problema di base a carico dei polmoni o del sistema immunitario.
- La maggioranza dei pazienti sviluppa tosse cronica (alcuni con sangue) dolore toracico ed episodi ricorrenti di polmonite.
- Per stabilire l’entità e la gravità della malattia, si svolgono, in genere, una radiografia toracica, una tomografia computerizzata e i test per la funzionalità respiratoria.
- Spesso il trattamento prevede la somministrazione di farmaci per inalazione, antibiotici e l’uso di altre misure volte a sopprimere ed eliminare l’accumulo di muco.
Malocclusione: problema dentale che può diventare serio
Deviazioni dall’occlusione ideale sono conosciuti come malocclusione. Il tipo di deviazione è variabile, ma qualsiasi tipo di disallineamento può causare problemi. È necessario allineare i denti superiori per evitare morsi alle labbra e alla guance, mentre è importante allineare i denti inferiori per proteggere la lingua dai morsi.
Ci sono tre principali classi di malocclusione:
- classe 1
è la più comune tra le tre, dove i denti superiori si sovrappongono a quelli inferiori.
- classe 2
questa condizione, nota come retrognazia, porta i denti superiori e la mascella a sovrapporsi in maniera significativa ai denti inferiori e alla mandibola.
- classe 3
è anche nota come prognatismo e si verifica quando la mascella inferiore sporge in avanti. Questo fa sì che i denti inferiori si sovrappongono ai denti superiori e alla mascella.
Poliposi nasale: sintomi e cura
I polipi nasali sono piccole proliferazioni cellulari, non cancerose e a forma di goccia, che si sviluppano sulla mucosa nasale e e dei seni paranasali. I sintomi caratteristici della poliposi nasale sono dovuti alla progressiva crescita di queste rilevatezze, che possono ostruire in maniera importante le vie aeree nasali, rendendo difficile la respirazione, facendo perdere il senso dell’olfatto e predisponendo allo sviluppo di sinusiti.
Epatite D: cos’è?
L’epatite D è causata da un virus a RNA difettivo (agente delta) che si può replicare solamente in presenza del virus dell’epatite B. L’infezione da epatite B raramente si configura come coinfezione in corso di epatite B acuta o come superinfezione in corso di epatite cronica sempre di tipo B.
Micosi: i funghi della pelle
Le micosi sono delle infezioni generate da funghi che, come i batteri, possono riprodursi nell’organismo umano.
Qui di seguito sono affrontate, in particolare, le forme di tipo benigno, che, spesso, non presentano alcuna sintomatologia e sono più frequenti nel periodo estivo. Per questo motivo, cercheremo di chiarire bene:
– che cosa sono le micosi e chi sono i soggetti più a rischio?
– come e dove si possono contrarre le micosi?
– curare le micosi: come intervenire?
Che cosa sono le micosi e chi sono i soggetti più a rischio?
Le micosi sono infezioni che possono colpire la pelle, i peli, le unghie e le mucose, e che possono essere classificate nelle seguenti categorie:
- superficiali, ovvero micosi che interessano pelle, cuoio capelluto o unghie
- sottocutanee, ovvero infezioni più invasive che penetrano all’interno del derma e dei tessuti sotto cutanei
- sistemiche, ovvero micosi che colpiscono organi interni o il sangue, e, quindi, molto pericolose
- opportunistiche, ovvero infezioni che possono essere molto gravi e che colpiscono soprattutto persone affette da deficit del sistema immunitario
Le micosi possono essere, quindi, anche molto gravi, invadendo mucose e organi interni. Si presentano particolarmente in pazienti con ridotte difese immunologiche, come nel caso di portatori di trapianti d’organo o di pazienti sottoposti a chemioterapia. I chemioterapici diminuiscono i globuli bianchi che rappresentano una prima barriera contro l’invasione di microrganismi, funghi inclusi. In particolare i trattamenti con cortisonici possono favorire le infezioni da funghi.
Infezioni da herpes simplex virus
I virus herpes simplex (herpes virus umani di tipo 1 e 2, HHV-1 e 2) comunemente causano un’infezione recidivante che interessa cute, bocca, labbra, occhi, e genitali. Varianti gravi comuni comprendono encefaliti, meningiti, herpes neonatale, e infezioni disseminate nei pazienti immunodepressi. Le infezioni mucocutanee si manifestano come grappoli di vescicole piccole e dolenti, su base eritematosa. La diagnosi è clinica; si può ottenere la conferma di laboratorio attraverso test colturali, PCR (reazione a catena della polimerasi), immunofluorescenza diretta o esami sierologici. La terapia è sintomatica; il trattamento antivirale con aciclovir, valaciclovir, o famciclovir è utile nelle infezioni gravi e, se iniziato precocemente, nelle infezioni primarie o ricorrenti.
Herpes genitale
L’herpes genitale è la più diffusa patologia ulcerativa a trasmissione sessuale dei Paesi sviluppati. È causata da herpes virus umani 1 (virus herpes simplex-1) o 2 (virus herpes simplex-2), che sono due degli 8 tipi di herpesvirus che infettano l’uomo.
Dopo l’infezione iniziale, il virus dell’herpes simplex rimane quiescente nei gangli nervosi a partire dai quali può periodicamente riattivarsi. Quando il virus emerge, può o meno causare sintomi (ossia, lesioni genitali). La trasmissione può avvenire attraverso il contatto con le lesioni o, più spesso, attraverso il contatto pelle-a-pelle con partner sessuali quando le lesioni non sono evidenti (chiamato spargimento asintomatico).
Gonorrea: cos’è
La gonorrea è causata dal battere Neisseria gonorrhoeae. La gonorrea è causata dal batterio Neisseria gonorrhoeae, che caratteristicamente infetta l’epitelio di vescica, cervice, retto, faringe o congiuntiva, e provoca infiammazione e secrezione purulenta. La diffusione alla pelle e alle articolazioni, non rara, causa ferite cutanee, febbre e poliartrite migrante o artrite settica pauciarticolare. La diagnosi viene effettuata al microscopio, attraverso esame colturale o mediante test di amplificazione degli acidi nucleici. Possono essere utilizzati numerosi antibiotici orali o iniettabili; tuttavia, la resistenza ai farmaci è un problema crescente.
Foruncolosi – Che cos’è?
La foruncolosi è un’infezione profonda dei follicoli piliferi generalmente causata dal batterio Stafilococco aureo e che colpisce principalmente il viso.
La foruncolosi è un’infezione profonda dei follicoli piliferi generalmente causata dal batterio Stafilococco aureo e che colpisce principalmente il viso. I foruncoli, che possono manifestarsi sia singolarmente sia in gruppo, si presentano come una lesione rilevata, arrossata con una parte centrale nodulare dura e dolorosa; col passare del tempo i foruncoli possono ingrandirsi e può avvenire la formazione di pus nella parte superiore degli stessi.
I foruncoli possono formarsi per un eccesso di produzione di sebo da parte delle ghiandole sebacee dell’epidermide (per motivi genetici od ormonali), tale da ostruire i pori della pelle e da interagire con la microflora microbica residente: si genera così una reazione infiammatoria con conseguente formazione dei lesioni. In alcuni casi, invece, la formazione dei foruncoli può essere collegata alla presenza di un pelo incarnito o di un corpo estraneo nel follicolo pilifero.
Epitelioma: cause e sintomi
Gli epiteliomi, pur essendo dei tumori maligni, raramente producono metastasi. Quindi la loro malignità si esprime prevalentemente nella zona di insorgenza e la loro rimozione chirurgica è quasi sempre risolutiva. Si dividono in Basaliomi (carcinoma basocellulare) e Spinaliomi (carcinomi spinocellulari).
La loro comparsa è strettamente legata all’esposizione solare (lunga e duratura) e predilige soggetti di carnagione chiara, zone fotoesposte e soggetti che per attività lavorative o ludiche sono esposti a lungo al sole. Inevitabilmente una predisposizione genetica è sempre presente.
Che cos’è e come si manifesta l’epidermolisi bollosa?
Epidermolisi bollosa è il nome generico dato a un gruppo di malattie genetiche in cui la cute e i tessuti di rivestimento (epiteli) delle mucose vanno incontro, spontaneamente o in seguito a traumi minimi, a scollamento e formazione di bolle. La gravità è molto variabile: esistono forme lievi che consentono una vita quasi normale e forme gravissime, che possono essere letali in età neonatale o prenatale. I primi sintomi si manifestano in genere nei primi mesi di vita. In base alla profondità delle lesioni, le epidermolisi bollose sono suddivise in tre classi: semplici, giunzionali e distrofiche. Nelle forme semplici è coinvolta l’epidermide (lo strato più superficiale della pelle), mentre le mucose sono interessate raramente; le bolle guariscono senza cicatrici e la complicazione principale è rappresentata dall’infezione delle lesioni. Nelle forme giunzionali le lesioni sono più profonde (tra l’epidermide e il derma), e le bolle sono estese e spesso interessano le mucose; a questo gruppo appartiene l’epidermolisi bollosa letale (tipo Herlitz).
Crosta lattea (o dermatite seborroica infantile): cos’è e cosa occorre fare
La dermatite seborroica è una delle più frequenti patologie cutanee: può risolversi nel primo anno di vita o avere invece un andamento cronico recidivante (e ripresentarsi quindi negli anni).
Alla base della dermatite seborroica c’è una infiammazione della pelle che coinvolge le zone del corpo più ricche di ghiandole pilo sebacee (cioè delle piccolissime ghiandole collegate ai peli e che producono una sostanza chiamata sebo). Questa infiammazione provoca un arrossamento della pelle e la formazione di squame, che possono essere secche oppure giallastre ed untuose.
Angioma cutaneo
Gli angiomi della pelle sono neoformazioni per lo più benigne, dovute all’anormale sviluppo cellulare dei vasi sangunei o linfatici. La forma più comune di angioma cutaneo è l’emangioma, che consiste in una proliferazione dei vasi sanguinei ed appare solitamente alla nascita o nel corso del primo anno di vita, per poi recedere spontaneamente nel tempo, senza richiedere alcun trattamento. Molto più raro è il linfangioma, che interessa i vasi linfatici e può essere di natura capillare o cistica.
Carie dentali: cosa sono?
La carie dentale, ( dal latino caries, «corrosione, putrefazione») è una delle malattie degenerative più diffuse e comuni in ambito odontoiatrico. Si tratta di un processo degenerativo che danneggia i tessuti duri del dente (smalto e dentina) ed è causato da batteri presenti nel cavo orale e che si rifugiano nella placca e nel tartaro all’interno dell’arcata dentaria. I denti maggiormente colpiti dalla carie sono in genere i molari, i premolari e gli incisivi superiori.
Morbo di Kaposi: cos’è?
Il sarcoma di Kaposi è un tipo raro di tumore causato da un virus, chiamato HHV8, appartenente alla famiglia degli herpes virus. Può colpire sia la pelle che gli organi interni.
Circa il 30-40% dei malati con infezione da virus dell’immunodeficienza umana (HIV), non curati con i farmaci cosiddetti antiretrovirali, ha la probabilità di sviluppare il sarcoma di Kaposi e/o linfomi durante il corso della malattia. Il sarcoma di Kaposi può verificarsi anche in persone con il sistema immunitario indebolito o con una predisposizione genetica.
Nei paesi industrializzati, è 2000 volte più comune nelle persone con HIV che nella popolazione generale. Negli Stati Uniti d’America (USA) e in Europa la diffusione (prevalenza) del sarcoma di Kaposi, in uomini malati di AIDS, varia dall’1% negli emofilici al 21% negli omosessuali, se non sono curati con la terapie oggi ampiamente disponibili contro l’HIV.
Sifilide: cosa c’è da sapere
La sifilide è un‘infezione sessualmente trasmessa (IST) causata dal batterio Treponema pallidum. A livello mondiale, è la terza più diffusa Ist di tipo batterico dopo la clamidia e la gonorrea.
Trasmissione
La sifilide si trasmette attraverso qualsiasi tipo di rapporto sessuale (vaginale, anale e orale) e con il sangue. Una madre infetta può trasmettere la sifilide al nascituro durante la gravidanza (via transplacentare), attraverso il passaggio nel canale del parto e con l’allattamento.
Nello specifico si definisce:
- sifilide acquisita l’infezione contratta dopo la nascita
- sifilide congenita o prenatale quella contratta per via transplacentare
- sifilide connatale quella acquisita al momento del passaggio attraverso il canale del parto.















