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Ancora un bicchiere? Il consumo di bevande alcoliche tra abitudine ed effetti sulla salute

Ancora un bicchiere? Il consumo di bevande alcoliche tra abitudine ed effetti sulla salute

Molte sono le bevande alcoliche che possono rientrare nelle abitudini di consumo da parte di tante persone, il vino e la birra nelle loro diverse caratteristiche, gli aperitivi, i coktail, e poi i superalcolici come whisky, cognac, brandy e cosi via.
Consumate prima, durante o dopo i pasti tutte queste bevande alcoliche sono in grado di agire immediatamente sui vari sistemi ed apparati dell’organismo umano, influenzando poi meccanismi complessi come il metabolismo, la circolazione sanguigna, le funzione cerebrali e quelle fisiologiche, apportando talvolta dei danni significativi che compaiono in modo graduale.

Quante volte, in occasione di un pranzo con amici, si fa girare la bottiglia di vino per riempire più volte i bicchieri per fare molti brindisi, che prevedono una bevuta rapida mentre altrettanto rapidamente è pronto il bicchiere successivo.
Pochi secondi dopo aver bevuto i primi sorsi l’alcol va subito in circolo raggiungendo il cervello, dove va a svolgere un’azione di condizionamento neurochimico rallentando la trasmissione dei messaggi inviati al corpo dalle cellule cerebrali e provocando cambiamenti nell’umore, nella deambulazione che diventa meno coordinata, in alcuni casi con perdita dell’equilibrio e rallentamento dei riflessi.
Accade che si genera uno stato generale di confusione con pensieri lenti e offuscati e con una ridotta capacità di memoria come quando si cerca di ricordare un nome, un fatto di pochi giorni prima o un numero di telefono.

Non vi è dubbio che nel consumo di bevande alcoliche debba prevalere un atteggiamento di moderazione e di prudenza, dal momento che un conto è il consumo moderato, come ad esempio un bicchiere di vino al pasto, o un flut di champagne per un brindisi, ed un conto è il bere a ruota libera un bicchiere dietro l’altro.
Il bevitore moderato non oltrepassa la linea immaginaria che separa lo stato di lucidità e prudenza da quello di confusione e rischio. Anche un bevitore moderato può perdere l’abituale controllo e rischiare l’assuefazione.

È importante per tutti conoscere le insidie dell’alcol, essere informati dei suoi effetti sulla salute umana.

La narrativa, il cinema, lo spettacolo spesso prendono spunto da personaggi accaniti bevitori puntando sulle loro stranezze o sulla parlata da ubriachi, e in qualche modo, come avviene nel mondo della fiction, sdrammatizzando un problema grave come l’uso smodato di bevande alcoliche.

Ma in termini pratici che cosa vuol dire prendersi una sbornia?

Vuol dire svegliarsi al mattino con la bocca impastata, la testa pesante e talvolta dolente, la vista un po’ annebbiata, lo stomaco disturbato dalla nausea per via dell’eccesso di acido accumulatosi, una generale spossatezza, talvolta accompagnata da tremori, in molti casi un ritmo cardiaco alterato.

Se l’abitudine a bere bevande alcoliche è consolidata da tempo il bevitore abituale può subire un rallentamento nella capacità di pensare e di agire, di coordinare i movimenti o di ricordare in modo chiaro anche i fatti  i fatti avvenuti di recente. Anche dal punto di vista anatomico accade che Il cervello vada gradualmente diminuendo di volume come effetto del restringimento delle singole cellule.
L’alcol altera la temperatura corporea, fa aumentare l’acidità nell’ambiente gastrico irritando la mucosa e favorendo, talvolta, in condizioni di un mix alcol/acidità, anche improvvisi episodi di nausea e vomito, spesso accompagnati dal danno alla mucosa gastrica provocato dall’azione usurante dell’alcol, con bruciori di stomaco e lesioni ulcerose, dal danno intestinale per ridotta motilità e diminuiti tempi di transiito del cibo, dal ripresentarsi di fenomeni diarroici. Ed ancora l’inappetenza, nel bevitore abituale, causata dalla forte acidità, e la conseguente denutrizione dovuta ad una insufficiente alimentazione.
Anche l’apparato urinario. risponde all’azione alcolica con irritazione, con uno stimolo continuo ad urinare, che in alcuni casi può provocare una disidratazione, e ad un danno renale per il superlavoro al quale i reni sono sottoposti.

Ma l’azione dell’alcol non si ferma qui , continua piuttosto ad espandersi ad altri organi, come ad esempio il fegato, vera e propria officina di smaltimento dell’alcol, che deve costantemente provvedere ad elaborare l’alcol con un lavoro impegnativo, che può logorare l’organo, danneggiare le cellule, per l’accumulo di tessuto fibroso, dando luogo alla “steatosi epatica” o “fegato grasso”, una condizione che nel tempo puo’ indebolire l’organo e le sue cellule, che non riuscendo ad essere sufficientemente irrorate dal sangue, possono estinguersi lasciando il posto a cicatrici nel parenchima epatico ed aprendo la strada alla cirrosi, una malattia in cui il fegato smette di funzionare.
L’azione dell’alcol sul pancreas non è da meno , in quanto questo organo che svolge la delicata funzione di produrre sostanze chimiche come l’insulina ed altre ancora utili a regolare le funzioni gastriche ed intestinali. Quando il consumo di alcol diventa eccessivo il pancreas può infiammarsi e non riuscire a svolgere la sua produzione delle sostanze utili alle diverse funzionalità dell’apparato digerente , trattenendole al suo interno. Ne derivano una serie di disturbi o patologie come il diabete, indotto dall’insufficienza di insulina, o come disturbi a carico dell’intestino che perde la sua funzione di selezione e scomposizione del cibo, senza contare che l’infiammazione del pancreas può favorire l’insorgenza di tumori.
Anche il cuore può risultare una vittima del consumo rilevante di alcol, per via di una graduale alterazione dei muscoli cardiaci che non consentono, una volta modificati,  un sufficiente pompaggio del sangue, che nel tempo logora il cuore, modifica la temperatura corporea, e provoca un aumento nel sangue degli ormoni dello stress che contribuiscono ad un graduale peggioramento cardiocircolatorio.
Un sistema immunitario più fragile è un’altra delle conseguenze dell’alcol, che risulta essere un potente inibitore della produzione di globuli bianchi che servono a svolgere un’adeguata difesa immunitaria, tanto che è possibile, dopo ogni grande bevuta, dover fare i conti anche con qualche infezione da germi più o meno grave o anche con un semplice raffreddore.
Anche la sfera sessuale ne esce male dall’azione dell’alcol, che inibisce la libido e condiziona il giusto equilibrio ormonale. L’alcol ha inoltre un’azione rilevante sul sonno notturno con una insufficiente qualità del riposo, dal momento che l’organismo dovrà elaborare e smaltire l’alcol proprio durante le ore del sonno. Tuttavia, anche nelle ore diurne può manifestarsi una persistente sonnolenza indotta dal bere alcolici, che può trasformarsi in un forte condizionamento nell’espletamento del lavoro, degli spostamenti e delle abitudini quotidiane. Ci si può addormentare con molta faciltà e in modo improvviso, esponendo se stessi ed altri al rischio di incidenti o infortuni.

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