Non è certo il caso di allarmarsi troppo alla prima macchiolina sulla pelle, per un po’ di fastidio in gola o a ogni minimo formicolio dall’origine poco chiara. Tuttavia, ci sono alcuni segni e sintomi, anche modesti, che è bene non sottovalutare e che, se non passano in un ragionevole periodo di tempo o peggiorano, devono indurre a consultare il medico di famiglia per avere un giudizio competente e avviare, se necessario, opportuni approfondimenti. Sapete quali sono i segnali del nostro corpo da non trascurare? Eccone sei particolarmente importanti cui prestare attenzione.
Mese: Ottobre 2019
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Strategie semplici per farsi del bene ogni giorno
Ci sono momenti della vita in cui ci si sente stanchi, sotto pressione, giù di corda o non in perfetta forma, pur senza avere malattie specifiche, e si capisce che è il momento di pensare un po’ di più a se stessi e di “farsi del bene”. Non sempre, però, si sa come fare. Una vacanza? Una puntata alle terme o in una spa, per massaggi rilassanti e docce cromatiche? Una camminata in montagna? Di certo sono tutte idee perfette per rilassarsi e ricaricarsi, ma non sempre immediatamente praticabili o abbordabili e, comunque, estemporanee e con effetti di durata limitata nel tempo. Per migliorare il proprio benessere a lungo termine, meglio prendersi cura di se stessi ogni giorno, attraverso scelte e attività quotidiane semplici e a costo zero, o quasi. Provate queste.
Lesione della caviglia e del piede
È difficile spiegare la differenza tra una slogatura di una caviglia ed una frattura.
È importante che la lesione venga considerata una frattura a prescindere da tutto. È necessario esercitare una pressione lungo il margine osseo e chiedere alla vittima se prova dolore in posizione eretta. A quel punto caricare un peso sulla caviglia, che provochi dolore. Se la vittima è in grado di fare alcuni passi è probabile che la caviglia sia solo slogata. Se la caviglia è fratturata la vittima non proverà a caricare nessun peso e non sarà in grado di fare più di 4 passi.
Cosa fare?
- Togliere le scarpe e controllare la lesione.
- Controllare la CSM (circolazione, sensibilità, movimento).
- Usare le procedure RICE. Ogni minuto di ritardo per tale procedura può aggiungere un’ora alla guarigione.
Fonte: Guida Tascabile di Pronto Soccorso di Mediserve
Tumori: quali sono i fattori di rischio accertati?
Di tumori negli ultimi anni si parla molto: sia perché, purtroppo, sono malattie che interessano milioni di persone; sia perché, fortunatamente, la ricerca biomedica compie continui passi avanti nella comprensione delle cause che li determinano e nell’individuazione di strategie preventive e terapeutiche che aiutano a contrastarli. Essere informati sull’argomento è importante, ma l’eccesso di informazioni su un tema così complesso può confondere un po’ le idee e indurre a comportamenti inutili o errati. Per esempio, sapete quali sono i principali fattori di rischio noti dei tumori e come evitarli? Mettevi alla prova con questo quiz.
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Cos’è la piastrinopenia?
La piastrinopia è la condizione nella quale il numero delle piastrine è inferiore a 150.000 mmc. Ciò può avvenire a causa di una ridotta produzione, da sequestro o da un aumento della distribuzione. Segni e sintomi più comuni sono emorragie di superficie, ematuria, melena, epato-spenomegalia, anemia e sintomi legati a pregresse malattie infettive.
Quali esami di laboratorio è necessario effettuare?
Gli esami di laboratorio da effettuare con una certa urgenza sono l’esame emocromocitometrico con formula leucocitaria, per controllare l’effettiva presenza di piastrinopenia. Se sono presenti piastrine tra 20.000 e 150.000/mmc non sono richiesti interventi specifici, se non in caso di sanguinamento grave. Se le piastrine sono inferiori a 20.000/mmc senza segni di sanguinamento bisogna tenere il paziente sotto stretta osservazione clinica. Se le piastrine sono superiori a 20.000 con sanguinamento importante è necessaria una trasfusione di piastrine.
Fonte: Emergenze mediche in Pediatria di Mediserve
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Gli alimenti amici del fegato
Alcolici, fritti, insaccati, carni e formaggi grassi, creme, salse e intingoli vari possono essere molto attraenti e gradevoli per il palato, ma lo sono molto meno per il fegato, che deve faticare parecchio per digerirli. Questo è risaputo. Meno noto è che esistono anche cibi che possono aiutare il lavoro del fegato, favorendo una buona digestione e il benessere generale senza rinunciare al gusto. Conoscerli, assumerli ogni giorno nella giusta quantità e mantenere orari dei pasti e ritmi di vita regolari permette di sentirsi più in forma ed evitare disturbi addominali, mal di testa, stanchezza e accumulo di tossine dannose.
















