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Il comfort digestivo

È stato così introdotto negli ultimi anni il concetto di “comfort” digestivo, applicato soprattutto al lattante, che è notoriamente soggetto alle fastidiose coliche gassose. Ma cosa devono sapere (e saper osservare) i genitori? La preoccupazione più diffusa, ma anche meno allarmante agli occhi del pediatra, è rappresentata dalla stitichezza, che però, il più delle volte, è facilmente correggibile con semplici accorgimenti alimentari (per esempio aumento dell’apporto di acqua e fibre). Sarebbe invece più importante prestare attenzione al comportamento del bambino in fase digestiva (il pianto, per esempio, è un indizio di sospetto), alla facilità, più che alla frequenza, con cui evacua e alla comparsa di manifestazioni quali scariche liquide, abbondante emissione di gas e disagio.

Tutti questi elementi dovrebbero essere riportati puntualmente al pediatra, unitamente a informazioni sull’alimentazione del bambino: questo perché, soprattutto nel primo anno di vita, un’allergia può manifestarsi in maniera atipica, per esempio con episodi ripetuti di reflusso acido oppure con marcato gonfiore addominale.

Il rischio intolleranza

Tra i possibili fattori che possono minare il comfort digestivo a partire in genere dall’anno di vita in su, è l’intolleranza al lattosio: non si tratta di un’allergia ma dell’incapacità di scindere questo zucchero che, accumulandosi nell’intestino per il mancato assorbimento, fermenta. In ogni caso il comfort digestivo è un aspetto da valutare sempre nel contesto della vita quotidiana di ogni bambino, in quanto è strettamente integrato al suo stato di benessere generale. L’attenzione dei genitori è un prezioso supporto per il pediatra, nel risalire alla possibile causa delle manifestazioni e nell’identificare la conseguente strategia più appropriata.

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