Il dolore, purtroppo, può interessare anche i più piccoli. In questo caso i primi elementi da considerare sono la misurazione del dolore, che si avvale di opportune scale di valutazione, e la stima del suo impatto sul benessere del bambino, in termini di riduzione della vivacità e rinuncia alle attività da lui ritenute più piacevoli.
Mese: Maggio 2020
La verità sull’idradenite suppurativa
Quante persone sono affette da questa condizione che provoca protuberanze simili a brufoli sulla pelle? È contagioso? Quali fattori possono far peggiorare i sintomi? Ecco quello che bisogna sapere.
Mens sana in corpore sano!
Già gli Antichi Romani erano a conoscenza della positiva correlazione tra esercizio fisico ed attività mentale. Ma non tutti gli sport sono uguali.
Quali sport favoriscono l’attività mentale e qual è la quantità di attività fisica ottimale?
A queste domande hanno cercato di dare una risposta un gruppo di ricercatori dell’Università di Basilea in Svizzera e dell’Università di Tsukuba in Giappone in uno studio pubblicato sulla rivista Nature Human Behaviour.
Uno sport che comprenda allenamenti basati sullo sviluppo di forza e resistenza sembra essere più efficace sul piano degli effetti sulle prestazioni cognitive. Effetti ancora più positivi derivano da quelle attività sportive che richiedono schemi di coordinamento complessi e l’interazione con altri giocatori.
Comunque i miglioramento cognitivo non sembra correlato con la maggiore intensità dell’allenamento, quanto piuttosto con la maggiore durata dello stesso.
I benefici riguardano tutte le fasce di età, potenzialmente soprattutto l’infanzia, quindi la fase di maggior sviluppo cognitivo, e la vecchiaia, che è la fase di degrado. In base ai risultati della ricerca però non è stato possibile definire un indicatore di efficacia delle differenti attività sportive secondo le diverse fasce di età. Si è visto invece che età diverse possono essere accomunate nella stessa attività sportiva, come per esperienze già in corso che vedono nonni e nipoti fare attività fisica insieme o uomini e ragazzi impegnati in attività sportive più intense.
Già sappiamo che il volume di attività sportiva è più importante per l’idoneità fisica degli uomini che per quella delle donne. Questo vale anche per l’idoneità mentale. Soprattutto in riferimento all’intensità del movimento. Mentre uomini e ragazzi godono di un significativo miglioramento, e per un periodo più lungo, delle prestazioni cognitive in seguito ad un duro allenamento e ad un aumento, anche se graduale, dell’intensità, per le donne il miglioramento delle capacità cognitive appare collegata con attività sportive di intensità da bassa a media.
La forma del corpo rivela le condizioni del nostro stato di salute
A seconda che si è pera o mela, si potrebbe avere più grasso corporeo di quanto si pensa, specialmente in dipendenza dell’età.
In che modo l’esercizio fisico supporta la tua forma mentale: raccomandazioni attuali
Le attività sportive possono portare a un miglioramento a lungo termine delle prestazioni cognitive in tutte le fasce d’età. Tuttavia, gli effetti differiscono tra uomini e donne e non tutte le discipline sportive sport determinano lo stesso impatto. I ricercatori hanno fornito raccomandazioni basate su un’analisi completa di studi precedenti.Un corpo sano ospita una mente sana: l’attività sportiva può migliorare le prestazioni cognitive. Tuttavia, ci sono numerosi e diversi tipi di sport e una vasta gamma di esercizi e allenamenti. Quale tipo di esercizio e con quale frequenza manterrà la mente in perfetta forma? Questa è la domanda che è stata esplorata dai ricercatori dell’Università di Basilea e dai loro colleghi dell’Università di Tsukuba in Giappone attraverso un’analisi su larga scala della letteratura scientifica. Hanno usato questa analisi per ricavare raccomandazioni che hanno recentemente pubblicato sulla rivista Nature Human Behaviour.
Gli sport coordinati sono particolarmente efficaciIl gruppo di ricerca con la partecipazione del Dr. Sebastian Ludyga e del Professor Uwe Pühse ha valutato 80 studi individuali per identificare alcune caratteristiche chiave. L’allenamento di resistenza, l’allenamento della forza o un mix di questi componenti sembrano migliorare le prestazioni cognitive. Tuttavia, gli sport coordinati e stimolanti che richiedono schemi di movimento complessi e l’interazione con gli altri praticanti sono significativamente più efficaci. “Coordinarsi durante uno sport sembra essere ancora più importante del volume totale dell’attività sportiva”, spiega Ludyga.
Un’estensione totale più elevata dell’attività non porta necessariamente a un livello di efficacia corrispondentemente più elevato per l’idoneità mentale. Una durata più lunga per unità di allenamento promette un maggiore miglioramento delle prestazioni cognitive solo per un periodo di tempo più lungo.Tutti i gruppi di età ne beneficiano.Proprio come la nostra condizione fisica, le prestazioni cognitive cambiano nel corso della vita. Esiste un grande potenziale di miglioramento durante l’infanzia (fase di sviluppo cognitivo) e durante la vecchiaia (fase di degrado cognitivo). Tuttavia, il gruppo di ricerca del Dipartimento di sport, esercizio fisico e salute (DSBG) dell’Università di Basilea non ha potuto trovare un indicatore dei diversi livelli di efficacia delle attività sportive all’interno delle diverse fasce di età.
Inoltre, le attività sportive dall’età della scuola primaria a quella successiva non devono essere sostanzialmente diverse per migliorare le prestazioni cognitive. Diverse fasce di età possono quindi essere combinate per un obiettivo comune durante lo sport. “Questo è già stato implementato in modo selettivo con programmi di esercizio congiunti per bambini e i loro nonni”, afferma Pühse. Tali programmi potrebbero quindi essere ulteriormente ampliati.
Si possono condurre sessioni sportive intense per ragazzi e adulti.Lo stesso volume di attività sportiva ha un effetto diverso sull’idoneità fisica per uomini e donne, come già sappiamo. Tuttavia, il gruppo di ricerca è stato ora in grado di verificarlo per l’idoneità mentale. Di conseguenza, gli uomini beneficiano maggiormente dell’attività sportiva.Le differenze tra i sessi sono particolarmente evidenti nell’intensità del movimento, ma non nel tipo di sport. Un duro allenamento sembra essere particolarmente utile per ragazzi e uomini adulti. Abbinato a un graduale aumento di intensità, ciò porta a un miglioramento significativamente maggiore delle prestazioni cognitive per un periodo di tempo più lungo.Al contrario, l’effetto positivo su donne e ragazze scompare se l’intensità viene aumentata troppo rapidamente. I risultati della ricerca suggeriscono che esse dovrebbero scegliere attività sportive di intensità da bassa a media se intendono aumentare la propria capacità cognitiva.
Irritanti, corrosivi e caustici
In commercio esistono tantissimi prodotti chimici con caratteristiche irritanti, corrosive e caustiche per i tessuti viventi. Gli incidenti possono esserci sia negli adulti che nei bambini, che non conoscono la pericolosità di queste sostanze. Ci sono, poi, anche persone che utilizzano queste sostanze a scopo suicida.
Applicate sulla cute queste sostanze provocano infiammazione, vescicolazione, ulcere o necrosi penetranti. Molto spesso il danno resta limitato alla zona di contatto. Con l’ingestione, invece, si realizza un trauma fisico-chimico a livello del tratto gastrointestinale, con esposizione dello strato sotto mucoso. Il cavo orale e la faringe sono i bersagli principali ma stranamente queste regioni possono essere anche risparmiate, mentre la laringe può presentare erosioni o diventare edematosa. All’inizio il paziente avverte una sensazione di soffocamento con bruciore alla lingua e al cavo orale. Può comparire poi un collasso generalizzato o la perforazione dell’esofago e dello stomaco. Se vengono ingeriti 10-20 ml di acido cloridrico concentrato, acido solforico, acido nitrico, acido ossalico possono essere fatali.
Diagnosi e trattamento
La diagnosi di solito è ovvia per le circostanze e le modalità con cui si manifestano. La lavanda gastrica può provocare rischi ben maggiori dei possibili vantaggi. Si può dare da bere latte o acqua per diluire le sostanza e qualora il doloro agiti troppo il paziente è necessario somministrare un analgesico. Il collasso cardiovascolare può essere prevenuto da un rigido regime di supporto, con mantenimento dell’equilibrio idroelettrolitico.
Fonte: Vadecum di terapia degli avvelenamenti di Roy Goulding
I benefici dei retinoidi contro il tempo
I retinoidi vengono impiegati per limitare gli effetti dell’invecchiamento della pelle, nella psoriasi ed altre condizioni dermatologiche. Essi stimolano la produzione di collagene, la proteina che mantiene elastica la pelle. Ecco cosa bisogna sapere.
L’ansia
L’ansia ha mille volti e le modalità con cui si manifesta possono mutare nel tempo, con pervasività e gravità diversa.
La diagnosi si basa essenzialmente su due concetti base: la centralità specifica del disturbo e la sua significatività clinica.
Il clinico cioè deve chiedersi: Cosa induce il paziente a chiedere aiuto al medico? Quali sono i sintomi centrali (nucleo psicopatologico) che causano sofferenza? Qual è la caratteristica principale di questi sintomi ed in quale categoria di disturbi possono essere riconosciuti? I sintomi hanno un significato clinico? Causano cioè “una menomazione o un disagio clinicamente significativi?
L’ansia si può manifestare
- In forma acuta, come l’attacco di panico
- O subdola, sgradevole ed ingravescente, come l’ansia generalizzata
La sintomatologia può compare all’improvviso, in pieno benessere psicofisico, a ciel sereno, senza apparente nesso con eventi traumatici (attacco di panico) oppure insorgere nell’immediatezza – entro un mese – di un trauma (disturbo acuto da stress) o in un secondo momento (disturbo post-traumatico da stress),
L’ansia può inoltre presentarsi nella pratica clinica sotto forma di sintomi fisici (somatizzazione). Fenomeni vegetativi, disturbi del sonno, astenia, alterazioni dell’appetito e della sessualità, disturbi gastrointestinali (ad esempio crampi/dolori addominali), pesantezza agli arti, alla schiena o alla testa, mal di schiena, dolori muscolari, dolori al petto sono esempi di sintomi somatici ricorrenti durante il decorso di un episodio ansioso.
Molti sintomi quali l’astenia, il tremore, le palpitazioni, la facile affaticabilità, l’irrequietezza, l’insonnia, la difficoltà a concentrarsi, la sensazione di sbandamento o di instabilità nell’equilibrio, le crisi cefalalgiche o altre manifestazioni dolorose, sono aspecifici e possono nascondere patologie organiche – disfunzioni tiroidee, neoplasie, miopatie, insufficienza renale. Occorre quindi saperli diagnosticare con puntualità e tempestività con l’esecuzione di specifiche indagini di laboratorio o strumentali, con la richiesta di consulenze specialistiche sulla base di idonee ipotesi diagnostiche, dopo un’attenta valutazione dell’anamnesi del paziente, del suo stile di vita e del contesto in cui il disturbo si manifesta.
Non sempre è possibile delineare un nesso causale tra gli eventi della vita ed il quadro clinico; in alcune situazioni l’ansia insorge dopo un evento traumatico o in concomitanza con un periodo di particolare stress, altre volte non vi sono apparenti motivi che possano giustificare l’insorgenza dell’ansia.
La patogenesi infatti è multifattoriale. Non è facile stabilire la reattività o meno di un disturbo d’ansia, anche quelli che possono sembrare disturbi chiaramente correlati ad eventi della vita possono non esserlo ad un esame più attento; al contrario eventi apparentemente insignificanti per la maggior parte delle persone possono avere in alcune circostanze un chiaro significato patogenetico
E’ importante in ogni caso considerare il rapporto dei Disturbi d’Ansia con la personalità del soggetto.
L’ansia è ubiquitaria, la ritroviamo in molte patologie mediche e psichiatriche ed è presente nella vita quotidiana.
Esiste un’ampia area di sovrapposizione sintomatologica fra i disturbi d’ansia e la depressione.
Paura, timore, preoccupazione e angoscia, vissuti pregnanti della dimensione ansiosa, possono coesistere – con diverse tonalità e modulazioni cliniche – con la tristezza, con l’umore depresso e con vissuti di colpa- caratterizzanti la dimensione depressiva. E’ fondamentale comprendere le ragioni del disagio, il contesto e le modalità con cui si manifesta e quali interventi possono modificare il disagio, ricordandosi sempre che dietro il sintomo c’è la persona con il suo modo di essere e di affrontare la vita.
ANEDDOTO
La paura del pericolo è diecimila volte più agghiacciante del pericolo stesso: il peso dell’ansia ci pare più greve del male temuto. (Daniel Defoe)
Nuove condizioni collegabili al Coronavirus
I Medici sono in allarme per il fatto che un numero crescente di bambini si stanno ammalando con una condizione clinica denominata sindrome infiammatoria sistemica pediatrica, riconducibile al coronavirus. Gli ultimi aggiornamenti sul COVID.
Insufficienza renale cronica e alimentazione
Quando si parla di insufficienza renale cronica ci si riferisce al progressivo ridursi della funzione glomerulare, con una ridotta capacità filtrante del rene. Le patologie che favoriscono la comparsa dell’IRC sono ipertensione, diabete e obesità. È necessario il continuo monitoraggio della crasi ematica, del bilancio proteico ed idroelettrolitico e l’equilibrio acido-base e metabolico. Nei pazienti con IRC, soprattutto nelle fasi più avanzate, sono spesso presenti sintomi gastroenterici, che possono provocare anoressia, vomito e nausea. Alcuni aspetti importanti della terapia dietetica sono la restrizione dell’apporto proteico, l’adeguato apporto energetico e il controllo del bilancio idro-ekettrolitico.
Terapia dietetica
L’intervento dietetico svolge un ruolo fondamentale nella terapia conservativa dell’insufficienza renale cronica. Esso ha funzione di:
- Controllare i livelli di urea
- Controllare i livelli ematici di fosforo e paratormone
- Controllare l’equilibrio acido-base
- Controllare i fattori di rischio cardiovascolare
- Mantenere un adeguato stato nutrizionale
- Rallentare la progressione dell’insufficienza renale cronica verso l’uremia terminale
La dieta ipoproteica ha l’obiettivo di controllare la progressione e le complicanze metaboliche e varia a seconda del grado dell’IRC.
Nell’IRC lieve l’alimentazione deve essere indirizzata al controllo dell’ipertensione arteriosa. Nell’IRC moderata la terapia dietetica deve essere rivolta alla riduzione dell’intake proteico a0.8- 0.6 g/kg di peso corporeo. Infine, nell’IRC grave la dieta deve essere rivolta alla riduzione a 0.6 g/kg di peso corporeo ideale.
Fonte: Manuale di dietetica e nutrizione clinica di Franco Contaldo e collaboratori
Le malattie che possono trasmetterci gli animali domestici
I nostri amici pelosi, piumati o squamosi che siano possono essere causa di ogni specie di malattie: dalla malattia causata da graffio di gatto alla salmonella, alla rabbia o anche alla peste.
Epitassi: cosa fare?
L’epitassi è un’emorragia che ha origine all’interno delle fosse nasali. Il sangue può fuoriuscire attraverso le narici o transitare posteriormente nella faringe. Se l’emorragia è posteriore o se la situazione lo richiede si può praticare il tamponamento con catetere di Foley a palloncino, introducendolo nella narice e gonfiarlo fino ad avvertirne resistenza alla trazione.
Se non si conosce la causa del sanguinamento è necessaria una radiografia dei seni paranasali 2 settimane dopo la rimozione del tampone.
Fonte: Handbook della Guardia Medica a cura di Piercarlo Salari
Avvelenamento da cianuro e derivati
Il cianuro è al primo posto come pesticida, ma non è l’unico modo attraverso il quale è possibile avvelenarsi. I cianuri organici sono altamente tossici se ingeriti. Questi Sali possono anche essere assorbiti per via percutanea ed il più pericoloso è il gas idrogenato di cianuro. Un’altra sorgente di cianuro si trova nel nocciolo di alcuni frutti, come le albicocche e le mandorle. L’azione del cianuro è abbastanza specifica: blocca la citocromo-ossidasi, in modo che il metabolismo si arresti.
I sintomi compaiono in breve tempo. All’inizio il paziente avverte una sensazione di vertigini e agitazione, seguita da cefalea, tachicardia e senso di costrizione toracica. Altri sintomi che si manifestano sono confusione mentale, atassia, debolezza, e collasso.
Diagnosi e trattamento
Per quanto riguarda la diagnosi è necessario misurare i livelli plasmatici di cianuro, ma in caso di avvelenamento acuto non è possibile aspettare i risultati di queste indagini. Come primo provvedimento si deve rompere una capsula di nitrito d’amile sotto le radici del paziente, in modo che la sostanza volatile venga inalata assicurandosi che il paziente respiri evitando di ricorrere alla respirazione bocca a bocca. Il trattamento prevede dicobalto edetato, che risulta essere il più efficace. Un trattamento alternativo è l’iniezione di nitrato di sodio e di tiosolfato di sodio.
Fonte: Vadecum di terapia degli avvelenamenti di Roy Goulding
Se i genitori fumano i figli potranno avere più facilmente scarse funzioni cognitive nella mezza età
Il Centro Studi di Medicina Cardiovascolare Applicata e Preventiva dell’Università Finlandese di Torku ha condotto uno studio, da cui si evince che in soggetti maturi (tra i 34 e i 49 anni) le capacità di apprendimento e di memoria risentono dell’esposizione al fumo passivo dei genitori avvenuta durante l’infanzia e l’adolescenza.
Eravamo già a conoscenza dell’effetto dannoso del fumo attivo e del fumo passivo sulle capacità cognitive. Questo studio, in un periodo tra l’altro in cui l’invecchiamento della popolazione, con le conseguenti problematiche relative ai deficit cognitivi e di memoria, acquista una dimensione sempre più centrale, fornisce interessanti correlazioni tra i deficit dell’età adulta e l’esposizione al fumo passivo nell’infanzia.
Le prestazioni cognitive, infatti, degli oltre 2000 partecipanti alla ricerca hanno evidenziato che i soggetti i cui genitori non avevano fumato in loro presenza, davano risultati migliori rispetto a quelli dei soggetti esposti in fase evolutiva al fumo passivo. E questo indipendentemente dal fumo attivo dei soggetti durante l’adolescenza o l’età adulta. La differenza delle prestazioni è risultata equivalente alla differenza data da un invecchiamento di cinque anni.
La prevenzione dal fumo passivo dunque oltre ad avere come finalità la protezione di bambini ed adolescenti dai danni del fumo stesso e funzionare come elemento di dissuasione rispetto a futuri stili di vita che possano contemplare il fumo, serve anche a promuovere e salvaguardare la salute del cervello in età adulta.
Prevenire ansia e depressione: se ne parla nel convegno del Progetto Salus
Comunicato Stampa
Si svolgerà venerdì 8 maggio alle ore 17, rigorosamente in diretta streaming, il Convegno Ansia e depressione che fa parte di un ciclo di incontri del progetto InfoSALU organizzati presso l’Ufficio del Parlamento europeo a Milano. A discutere di migliori stili di vita che potrebbero aiutare a dimezzare o addirittura a prevenire stati ansiogeni e momenti depressivi – l’Istat calcola che siano 4 milioni gli italiani affetti da questi disturbi – ci saranno il dott. Alberto Donzelli, esperto di sanità Pubblica e Direttore editoriale delle Pillole di educazione sanitaria, la naturopata Milena Simeoni, Direttrice didattica di LUMEN e ideatrice di Salus, Lorenzo Del Moro, dottore in Medicina e Chirurgia e membro del Comitato Scientifico e della Fondazione Allineare Sanità e Salute. Introdurrà i lavori l’eurodeputata Eleonora Evi, presidente Interest Group Salus.
Il Progetto SALUS: sani stili di vita al centro, per migliorare salute e sostenibilità ambientale ha come obiettivo la divulgazione di un nuovo concetto che pone al centro la promozione della salute e la prevenzione, non solo la cura delle malattie.
La salute umana e la salute del pianeta sono temi urgenti, più che mai in questo momento storico, al centro dell’agenda globale, di cui non viene sufficientemente preso in considerazione il legame indissolubile.
La proposta SALUS mette in evidenza questo legame e sostiene un reale cambiamento verso una società più sana e sostenibile a partire dall’uomo per arrivare all’ambiente in cui vive.
Tra le azioni che SALUS sta mettendo in atto sui temi emergenti è prevista l’organizzazione di eventi, sostenibili e coerenti con i principi del progetto, che diffondano informazioni valide sulle concrete possibilità di un cambio di paradigma sul tema della salute globale.
Interest Group Salus è costituito dagli eurodeputati Eleonora Evi (M5S), Patrizia Toia (PD), Rosa D’Amato (M5S), Carlo Fidanza (FdI) e Mara Bizzotto (Lega).
Se non hai ancora firmato la petizione che abbiamo lanciato per favore leggi con cura e se condividi firmala.
Se l’hai già firmata, per favore falla girare il più possibile, nel fine settimana invieremo un’altra lettera al governo e racconteremo anche dei risultati della petizione.
Fonte: Il Patto Sociale
Rianimazione cardiopolmonare – Il fabbisogno di ossigeno
In presenza di ossigeno, le cellule del nostro corpo ricevono l’energia dalla trasformazione chimica di sostanze nutritive. Quest’energia in parte viene utilizzata per il mantenimento ed il rinnovamento delle strutture cellulari. Dato che il nostro organismo non può rifornirsi di ossigeno tramite cellule specializzate o tramite un organo specifico, l’ossigeno deve essere continuamente immagazzinato e distribuito ai diversi distretti.
Questo processo è possibile grazie ad un corretto funzionamento dei centri nervosi. Se, però, viene meno una sola funzione diminuisce l’afflusso di ossigeno, danneggiando inizialmente la funzionalità dei singoli tessuti e compromettendo anche la sopravvivenza del paziente.
Anche gravi traumi, alte temperature e sostanze tossiche possono danneggiare i tessuti. La carenza di ossigeno per l’organismo è fatale, in quanto si assiste ad rapido deterioramento delle funzioni cerebrali, oltre che cardiache. Ciò provoca anche un peggioramento delle funzioni vitali, che può interessare anche gli organi che inizialmente non erano danneggiati.
Fonte: Handbook delle Emergenze da Shock
Le nostre abitudini di andare al bagno sono normali?
Accade speso di doversi alzare durante la notte per urinare? La “vescica esitante” è un fatto reale? E quando bisognerebbe rivolgersi al medico?
Dopo un infarto, l’attività fisica migliora la condizione di salute del paziente
I pazienti colpiti da attacco di cuore, che poi prendono parte a un programma di miglioramento dello stile di vita si sentono meglio, soprattutto quando svolgono un’attività fisica aggiuntiva. E’ il risultato di un ampio studio presentato su ACVC Essentials 4 You, una piattaforma scientifica della European Society of Cardiology (ESC).
“L’esercizio fisico consolida la forma fisica, con benefici sia per la salute fisica che mentale“, ha dichiarato l’autore dello studio, il dott. Ben Hurdus dell’Università di Leeds, Regno Unito. “Se gradualmente si è in grado di partecipare ad attività che prospettano serenità , allora si hanno maggiori probabilità di raggiungere una migliore qualità della vita.”
A persone colpite da attacco cardiaco vengono solitamente proposte delle lezioni sullo stile di vita – che rientrano nel quadro della riabilitazione cardiaca – a meno che non esistano particolari controindicazioni. Le lezioni comprendono l’assistenza fisica, lo smettere di fumare, dei consigli sulla dieta e sulla gestione dello stress, oltre che sull’attenzione all’assunzione dei farmaci.
Questo studio ha messo in evidenza soprattutto il modo in cui i pazienti coipiti da infarto considerano la propria salute fisica e mentale (concetto definibile come “qualità della vita correlata alla salute”).
Gli attacchi di cuore hanno un effetto dannoso sulla qualità della vita, comportando dei problemi di mobilità, una maggiore cura di sé nelle attività quotidiane, anche se molte persone danno per scontate, come il lavoro e il tempo libero.
Ricerche precedenti hanno mostrato un legame tra riabilitazione cardiaca e miglioramento della qualità della vita nei pazienti con infarto. Tuttavia, la maggior parte di questi studi sono stati condotti prima dei moderni farmaci, statine per abbassare il colesterolo “cattivo” e gli stent per aprire le arterie ostruite.
Lo studio EMMACE-3 ha reclutato 4.570 pazienti che sono stati ricoverati in 48 ospedali in tutta l’Inghilterra con sospetto di infarto dal 2011 al 2013. I pazienti hanno a più riprese riempito un questionario ,mentre erano in ospedale, e poi dopo 1 mese, dopo 6 mesi e dopo 12 mesi dalla dimissione.
Tra i punti di domanda veniva chiesto se frequentavano la Riabilitazione Cardiaca, la qualità di vita da loro percepita e una valutazione deilivelli di attività fisica.
I pazienti che hanno partecipato ai programmi di Riabilitazione Cardiaca , comunicavano una generale qualità di vita più elevata rispetto ai pazienti non praticanti.
I pazienti che frequentavano una sessione di Riabilitazione Cardiaca esercitandosi fino 150 minuti o anche più a settimana, hanno potuto riscontrare risultati soddisfacenti sulla loro qualità di vita, rispetto a quanti restavano fuori dal programma. Il dottor Hurdus ha dichiarato: “La Riabilitazione Cardiaca comporta non solo risultati fisici, ma anche maggior impegno nella conduzione di un adeguato stile di vita e nell’assunzione di farmaci che si traducono in un generale miglioramento della qualità di vita. A questi risultati si aggiungono anche altri benefici di tipo sociale, come stare con altre persone in una situazione simile e condividerle senso di comunità. Le persone che poi scelgono di svolgere le loro pratiche riabilitative per un numero maggiore di minuti rispetto al minimo raccomandato di 150 minuti a settimana, segnalano di aver ottenuto una qualità della vita ancora maggiore “.
Il professor Chris Gale, autore senior dell’Università di Leeds, ha concluso: “Tutti i pazienti colpiti da un attacco cardiaco dovrebbero essere indirizzati ad un programma di Riabilitazione Cardiaca, a meno che il loro medico non abbia motivi per sconsigliarlo. Si consiglia ai pazienti di parlarne con il proprio medico curante per considerare se il programma di Riabilitazione Cardiaco può essere adatto alla condizione fisica del paziente”.
Fonte: European Society of Cardiology
Formaldeide: cos’è?
La formaldeide è un gas che si dissolve nell’acqua, dando origine ad una soluzione di formalina. Nell’atmosfera il gas formaldeide è molto irritante e causa tosse, lacrimazione, bruciore e dolore oculare, irritazione bronchiale ed edema polmonare. Se un soggetto ingerisce la formalina, essa si comporta come agente corrosivo.
Trattamento
Le reazioni ai vapori devono essere trattate in modo sintomatico, con la certezza di evitare ulteriori esposizioni. Quando la formaldeide viene ingerita il trattamento da utilizzare è lo stesso dell’avvelenamento da corrosivi.
Fonte: Vadecum di terapia degli avvelenamenti di Roy Goulding
Emergenza ipertensiva: cosa fare?
L’emergenza ipertensiva è caratterizzata da un incremento acuto della pressione arteriosa a valori pericolosi o in pazienti a rischio. Le situazioni più frequenti di emergenza sono relative a diversi sintomi:
- Encefalopatia ipertensiva
- Ipertensione maligna
- Eclampsia
- Sospensione di clonidina
- Glomerulonefrite acuta o cronica
- Traumi cranici
- Feocromocitoma
- Emorragia cerebrale o subaracnoidea
- Aneurisma dissecante dell’aorta
- Insufficienza ventricolare sinistra acuta
Per quanto riguarda la terapia i farmaci utilizzati per il trattamento delle crisi ipertensive sono: nitroprussiato, diazossido, idralazina, metildopa, trimetafono, fentolamina, labetalolo.
Fonte: Handbook della Guardia Medica a cura di Piercarlo Salari
Il COVID-19 potrebbe provocare un ictus? Vediamo i segni
Si è evidenziata una nuova e preoccupante espressione dell’infezione da Covid-19.
Ci sono valide ragioni per ritenere che questo virus potrebbe innalzare il rischio di di ictus negli adulti. Ecco quello che i cardiologi ritengono che bisogna sapere.
Insufficienza renale acuta e alimentazione
L’insufficienza renale acuta è una patologia temibile, in quanto insorge rapidamente. Essa può essere classificata in base alla causa in pre-renale, intrinseca renale o post-renale. L’IRA pre-renale è dovuta ad ipoperfusione renale e spesso si identifica con la Necrosi Tubulare Acuta, quella intrinseca si collega a patologie intrinseche del rene e quella post-renale a fattori ostruttivi delle vie escretrici. La diagnosi differenziale è sicuramente importante, in quanto anche il trattamento nutrizionale va trattato in base alla diagnosi.
Terapia nutrizionale
L’intervento nutrizionale ha l’obiettivo di riequilibrare lo squilibrio catabolico e le esigenze energetiche del paziente. Attraverso l’Urea Nitrogen Appearance, che calcola l’escrezione di urea urinaria si distinguono tre livelli di ipercatabolismo:
- Lieve ipercatabolismo
- Ipercatabolismo moderato
- Ipercatabolismo severo
Per quanto riguarda l’alimentazione, essa deve essere introdotta con prudenza, infatti nelle prime 48 ore non viene iniziata perché può avere un effetto nocivo. Si comincia con un apporto pari a circa il 50% di quanto stimato, aumentando in modo graduale nei giorni successivi.
Fonte: Manuale di dietetica e nutrizione di Franco Contaldo e collaboratori
Segnali che avvertono di una fibrillazione atriale
| Questo genere di battiti cardiaci irregolari alza il rischio di ictus e di scompenso cardiaco. Ma in molte persone la Fibrillazione Atriale non presenta sintomi evidenti. |















