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L’accumulo di grasso all’addome: i rischi e le soluzioni

L’accumulo di grasso all’addome: i rischi e le soluzioni

E’ luogo comune che l’aumento di peso sia negli uomini che nelle donne sia un segno dell’età che avanza e che il grasso in eccesso che si accumula a livello della vita, la cosiddetta “pancetta” sia un inevitabile segno degli anni, ma non corrisponde al vero, anche se l’età, in buona parte, influisce in parte su questa condizione.
Il dato reale è che un girovita invaso dall’accumulo di grasso rappresenta un serio pericolo per la salute esponendo le persone a molti disturbi e diversi tipi di patologie.

Il grasso addominale gradualmente può aumentare dando luogo all’Obesità Centrale, una condizione particolarmente subdola poiché, differentemente dal grasso che si accumula su altre parti del corpo sotto la cute, quello viscerale è annidato in una posizione profonda dell’addome pretendendo di riempire lo spazio tra i diversi organi addominali.
Questo tipo di grasso in uomini e donne è Il responsabile conclamato di alterazioni del sistema cardiocircolatorio, del metabolismo e principale responsabile della malattia diabetica, soprattutto negli uomini, mentre nelle donne concorre anche al carcinoma mammario o alla formazione di calcoli della colecisti o delle vie biliari.

Anche quando non si sia manifestata una patologia specifica, l’accumulo di grasso viscerale permette l’instaurarsi di una condizione denominata Sindrome Metabolica, nella quale possono coesistere una serie di fattori come sovrappeso, aumento della pressione arteriosa, tendenza alla sedentarietà provocata dallo stesso aumento ponderale, ed altri disturbi che potrebbero rappresentare l’anticamera di gravi patologie.

Si sa che l’accumulo di grasso sul girovita altera il profilo delle persone, provocando in esse un sentimento di disagio, talvolta anche nei rapporti familiari e sociali.

L’accumulo di grasso addominale può far apparire il proprio profilo come simile ad una pera o anche ad una mela, a seconda della localizzazione particolare del grasso addominale, dove la forma di pera si riferisce principalmente ad un grasso collocato sotto la cute, e dove la forma di mela si riferisce ad un grasso collocato a livello più viscerale.

Va detto che poi entrano anche in gioco fattori come le caratteristiche genetiche delle singole persone, il quadro ormonale, altre patologie pregresse, gli stili di vita, ma in ogni caso è oggi certezza da parte di medici e  ricercatori che l’accumulo di grasso addominale deve significare per chi ne è interessato un importante avviso da don sottovalutare per tutelare la propria salute e per l’operatore sanitario un dato clinico da approfondire in un’ottica di prevenzione delle malattie.

Il grasso viscerale può avere un ruolo significativo nello sviluppo delle infiammazioni, nell’ influenzare il sistema immunitario e cardiovascolare, ed anche influenzare le cellule rispetto all’azione dell’insulina, ed essere responsabile dell’aumento del colesterolo nel sangue.
Il primo consiglio è quello di prendere consapevolezza totale del problema, che poi, secondo le logiche dell’Empowerment della Salute, rappresenta il punto di partenza verso la soluzione di un disturbo o di una malattia o almeno verso un miglioramento.

Un secondo consiglio riguarda l’esercizio fisico e la dieta.
Infatti scegliere di essere fisicamente attivi durante la giornata, non cercando di sottrarsi a piccole fatiche routinarie ed aggiungendo a queste un tipo anche breve di esercizio dedicato.
Una maggiore attività fisica generalizzata aiuta a distrarre una eccessiva attenzione per il cibo, fino a autoregolarsi nelle quantità delle porzioni di cibo, fino a decidere di selezionare gli alimenti privilegiando quelli più salutari come le verdure, i prodotti integrali, la frutta, mettendo in minoranza gli alimenti a base di farine raffinate, quelli più grassi, l’alcol e le bevande zuccherine.

Un terzo consiglio riguarda l’approccio positivo della persona alla soluzione del problema clinico, che dovrebbe divenire protagonista in questa difficile condizione e non subirla come un evento avverso.

 

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