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La sanità nel Regno delle Due Sicilie (1735-1860)

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Dott.ssa Paola Russo, Specialista oncologa, Distretto di Giugliano, ASL Napoli 2 Nord

Giunto a Napoli nel Maggio 1734, Carlo di Borbone affrontò subito i problemi che affliggevano il Regno delle Due Sicilie, dopo secoli di ristagno economico e commerciale, legato alle dominazioni straniere succedutesi nel tempo. Una delle sue prime decisioni fu di ordinare che si stabilissero delle Conferenze a cura della  Segreteria di Stato e già nella prima riunione del  giugno 1739 ci fu il doveroso richiamo alle urgenze sanitarie. Allo scopo di istituire un vero e proprio servizio sanitario nazionale ante litteram si considerò l’opportunità di istituire dei  “lazzaretti in diversi porti di questi Regni … attesa la necessità indispensabile … di poter ammettervi in quarantena i bastimenti esteri venenti dal Levante …”. I lazzaretti servivano ad ospitare in quarantena gli individui che, provenienti da altre nazioni, fossero sospettati di essere portatori di malattie contagiose. In particolare, nel verbale della Conferenza del 3 dicembre 1739, si legge, tra l’altro, la raccomandazione di costituire una fabbrica di saponi da utilizzare per l’igiene e la salute pubblica.

Tra le leggi di Ferdinando IV, emanate tra il 1782 e il 1784, sono da ricordare gli speciali regolamenti riguardanti le malattie pestilenziali, la  vigilanza nei porti, il controllo degli attestati di salute dei viaggiatori e i cordoni sanitari in caso di epidemie. Degno di nota è anche l’Ufficio di vaccinazione contro il vaiolo fondato nel 1802.

Nel decennio francese, con la Legge di Navigazione del 1809,  Gioacchino Murat stabiliva che all’entrata di bastimenti stranieri nei porti del Regno gli Impiegati della pubblica salute dovevano eseguire la prima visita e dopo, se fosse stato necessario, prendere delle precauzioni di salute;… Essi vigileranno specialmente sui lazzaretti e depositi di mercanzie soggette a spurgo, conformandosi su di ciò ai regolamenti di salute. Inoltre  gl’Impiegati di Dogana, e quelli di salute si avvertiranno a vicenda de’ Legni che vengono ad approdare in qualunque punto del nostro Regno, ed accorreranno immediatamente per eseguir le loro rispettive funzioni … Pur inserendo dettagli innovativi, si confermava l’esistente, tra cui la pratica della vaccinazione.

Ritornato nel 1816 dopo la caduta di Napoleone Bonaparte, il Re, che assunse il nome di Ferdinando I, in tema di Sanità Pubblica si interessò di costituire amministrazioni diocesane per i frutti dei benefici vacanti da riservare a favore di ospedali  e di altri enti che svolgevano assistenza sanitaria.

Ma è proprio al tanto vituperato Ferdinando I di Borbone che si deve l’importante Legge Organica del 20 ottobre 1819 sulla Pubblica Salute nei Domini di qua e di là del Faro (cioè i territori peninsulari e la Sicilia) che così inizia: “La tutela della salute pubblica ne’ nostri domini …, per quello che concerne tanto il servizio sanitario marittimo, quanto il servizio sanitario interno, viene affidata ad un Supremo Magistrato di Sanità”. Vengono nominati degli Intendenti, considerati veri e propri direttori del servizio sanitario dei rispettivi territori di competenza tanto per il servizio sanitario marittimo, quanto per il servizio sanitario interno: una sorta di direttori generali delle ASL dei nostri tempi.

E’ interessante leggere questi provvedimenti, in quanto vi si notano temi di stretta attualità. Tra gli argomenti riportati, particolare attenzione è riservata alla  salubrità dell’aria “per gli stabilimenti e le fabbriche d’industria”. Per queste strutture si prescriveva la lontananza dai centri abitati e la necessità di incanalare i rifiuti industriali in apposite cisterne e vasche.  Particolare attenzione veniva posta ai gas provenienti dalla liquefazione di metalli o da laboratori chimici. Da rimarcare che questa norma di 200 anni fa si riferiva ai “venefici effetti di polveri e di arie (gas) insalubri”, mentre solo di recente nei paesi europei si è voluto affrontare in maniera adeguata l’inquinamento delle grandi città da gas di scarico e polveri sottili provenienti soprattutto da motori diesel.

Ancora nel Titolo II del suddetto regolamento, De’ cibi, delle bevande e de’ farmaci nocivi si proibiscono i depositi di generi guasti e si stabilisce che ogni abitato abbia la sua fogna e che si provveda per la pulizia delle strade.

Nel Regno delle Due Sicilie dell’800 grande importanza veniva infatti rivolta ai possibili effetti nocivi sulla salute umana provenienti da cibi non più ‘freschi’ e si consideravano nocivi i farmaci di occulta composizione. Era stato anche constatato che il contatto tra malati poteva essere pericoloso  e, pur se non riportato in modo diretto, che una malattia poteva trasmettersi a differenti individui.

Erano perciò confermate le ispezioni a navi provenienti da altre nazioni e la necessità delle quarantene, sottolineando la necessità della prevenzione di tali patologie.

A compimento di tali innovative disposizioni, l’anno successivo, con la Legge del 13 marzo 1820, verrà emanato lo Statuto Penale per le infrazioni delle leggi e de’ regolamenti sanitari esteso a “tutti i reali domini”. E’ opportuno sottolineare che erano previste per chi contravvenisse pene molto severe,  che poteva arrivare sino alla pena di morte, come ad esempio per la violazione dei cordoni sanitari. Similmente si operava in caso di negligenza nei confronti di coloro che erano preposti al controllo, come le guardie di sorveglianza. Con il Decreto del Novembre 1821 Ferdinando I sanciva anche l’obbligatorietà della vaccinazione contro il vaiolo nel Regno delle due Sicilie, mentre in Italia il tema delle vaccinazioni è ostaggio della classe politica e non già appannaggio dell’autorità sanitaria.

Anche le altre norme su riportate sono di grande attualità ed è doveroso constatare che, dopo 200 anni, in Italia, in Europa e nel resto del mondo ancora si discuta di inquinamento atmosferico. Eppure l’enorme sviluppo delle odierne conoscenze permetterebbe la soluzione del problema: le leggi nazionali non mancano, ma alcune grandi potenze bloccano i necessari accordi internazionali.

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