La sensazione, almeno una volta nella vita, l’hanno provata tutti. La frequenza accelera, il cuore si fa “pensante”, sembra perdere il ritmo, dimenticare un battito, per poi rincorrerlo. Nel linguaggio comune, si dice di “avere le palpitazioni”. Un’esperienza spiacevole, ma nella maggior parte dei casi transitoria e non grave, né meritevole di approfondimenti. In termini tecnici, si parla di aritmia e i fattori che possono causarla sono molti: soltanto quando il disturbo persiste per diversi minuti, si associa a peso al centro del torace, confusione mentale o svenimento, oppure tende a ripresentarsi spesso è consigliabile segnalarlo al medico e sottoporsi ad alcuni esami, a partire dall’elettrocardiogramma. Qualche utile informazione a riguardo.
Redazione My Special Doctor
Scompenso cardiocircolatorio nei bambini
Si tratta di una sindrome clinica in cui il cuore è incapace di mantenere una gettata adeguata alle necessità metaboliche dei tessuti. La maggior parte dei pazienti sono bambini al di sotto di un anno. Le cause dello scompenso cardiocircolatorio sono: cardiopatie congenite, cardiopatie acquisite, tachicardia parossistica sovraventricolare e cause iatrogene.
Quali sono i sintomi?
I sintomi più evidenti sono: cianosi, rantoli, gemito espiratorio, tachipnea, edemi, distensione delle vene del collo, distrofia, pallore, sudorazione, variazione del polso e ritmo di galoppo. Nel caso si verificassero questi sintomi è necessario effettuare subito ossigenoterapia, idratare il bambino e posizionarlo semiseduto.
Fonte: Emergenze mediche in Pediatria di Mediserve
Anche la casa può aiutare a restare sani
Quando si parla di prevenzione e tutela della salute, in genere, si pensa alla dieta sana, all’attività fisica, alla qualità del sonno, ai controlli periodici dal medico, all’importanza di evitare il fumo e gli alcolici o gli ambienti inquinati. Sicuramente pochi, se non nessuno, inseriscono nell’elenco le caratteristiche della propria abitazione. Eppure, è il luogo dove si mangia, si dorme, ci si lava, si guarda la televisione o si legge e dove ci si rifugia quando si è ammalati o stanchi, passandoci, in definitiva, almeno il 40% della propria vita. Inevitabile, dunque, che possa influenzare il livello di benessere fisico e psicologico. Ecco alcuni suggerimenti per fare della propria casa un ambiente, non soltanto salubre, ma anche in grado di facilitare le scelte di salute e proteggere da disturbi e malattie.
Situazioni da evitare per proteggere l’udito
I cinque sensi, ossia vista, udito, olfatto, gusto e tatto, sono la nostra finestra sul mondo: ci permettono di percepire ciò che sta oltre i confini del nostro corpo e di interagire attivamente con quanto ci circonda, in modo semplice e immediato. Quando tutto funziona bene, non sempre ci si accorge della loro importanza, ma quando uno di essi viene compromesso in modo significativo iniziano i problemi. Per questo, fin dove possibile, è importante prevenire danni agli organi della sensibilità e alle strutture nervose che li collegano con il cervello. Nel caso dell’udito, per esempio, è bene evitare questi fattori di rischio. Ascoltate il consiglio!
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Lesione delle dita della mano e del piede
FRATTURA/LUSSAZIONE
Per individuare una frattura è necessario che il paziente faccia il test della percussione, tenendo le dita in piena estensione su una superficie solida. Percuotere con fermezza la punta delle dita, e trasferire la forza lungo la diafisi delle ossa delle dita. Se la percussione determina un dolore aggiuntivo bisogna sospettare una frattura.
Cosa fare?
- Immobilizzare le dita attraverso una delle seguenti tecniche:
- Usare un cerotto per unire il dito a quello adiacente, oppure mettere la mano e le dita nella posizione “funzionale”.
- Porre al centro della mano una medicazione voluminosa, fermarla con un rotolo di benda su un asse di legno o su un giornale ripiegato.
- Portare in ospedale.
AVULSIONE DELL’UNGHIA
Se un’unghia è parzialmente rotta o staccata è necessario stabilizzarla con una benda adesiva. Se l’unghia si è completamente staccata è importante applicare una pomata antibiotica e proteggere con un bendaggio adesivo. È assolutamente sconsigliato tagliare l’unghia staccata.
SCHEGGE
Se una scheggia passa sotto un’unghia, interrompendo il flusso ematico, c’è bisogno di rimuovere la parte conficcata con una pinzetta. Se la scheggia si è conficcata nella pelle, per estrarla c’è bisogno di un ago sterile, fino a quando non è possibile eliminarla con una pinzetta.
EMORRAGIA SUBUNGUEALE
Dopo un trauma ungueale il sangue solitamente si raccoglie sotto l’unghia e provoca un dolore intenso. Per alleviare il dolore far uscire il sangue dall’unghia.
Cosa fare?
- Porre il dito in acqua fredda o applicare un impacco di ghiaccio.
- Alleviare il dolore perforando l’unghia.
- Applicare una medicazione per assorbire il sangue che fuoriesce e cercare di proteggere l’unghia lesa.
RIMOZIONE DI UN ANELLO
Succede a volte che il dito sia molto gonfio e risulti difficile togliere un anello. Se l’anello non viene rimosso si può sviluppare una gangrena nel giro di 4-5 ore. Per evitare che avvenga ciò, utilizzare uno di questi metodi:
- Lubrificare il dito con dell’olio o del burro.
- Mettere il dito in acqua fredda e aspettare che si riduca l’edema.
- Massaggiare il dito dalla punta alla mano per far riassorbire l’edema, lubrificare il dito e cercare di togliere l’anello.
- Se non si riesce a toglierlo, far scivolare sotto l’anello l’estremità di un filo con uno stuzzicadenti o un fiammifero. Avvolgere il filo intorno al dito iniziando dall’anello andando verso la punta. Continuare ad avvolgere in modo uniforme. Ciò spingerà l’edema verso la mano e lentamente svolgere il filo sul lato dell’anello verso la mano.
- Tagliare la parte più stretta dell’anello con una seghetta, proteggendo la mano.
- Gonfiare un palloncino e legare l’estremità. Premere il dito gonfio della vittima nell’estremità del pallone in modo che il pallone si avvolga intorno al dito in modo uniforme. In questo modo il dito ritornerà ad essere normale in circa 15 minuti e l’anello potrà essere tolto semplicemente.
Fonte: Guida Tascabile di Pronto Soccorso di Mediserve
Il desiderio sessuale invecchia oppure no?
In una società dove essere e rimanere giovani è un imperativo assoluto e il corpo è al centro di ogni forma di comunicazione, qualunque segno di invecchiamento che naturalmente il nostro organismo invia con il passare del tempo è visto come un fallimento personale e qualcosa da nascondere. La sfera sessuale non fa eccezione a questa regola, anzi. Spesso, proprio il desiderio e la fisicità che lo accompagna diventano uno degli aspetti più critici dopo gli “anta”. Ma che cosa cambia realmente in uomini e donne con il passaggio a un’età più matura? Il desiderio invecchia oppure no? E il modo di fare l’amore può restare lo stesso? Qualche (rassicurante) risposta.
Il glutine non produce sintomi nelle persone sane
L’assunzione di alimenti contenenti glutine può essere molto dannosa per le persone celiache, ma non provoca alcun sintomo gastrointestinale nelle persone senza un disturbo correlato: lo conferma uno studio in doppio cieco, randomizzato e controllato (DRCT) pubblicato nel numero di settembre di Gastroenterology da un gruppo di ricercatori inglesi.
La ricerca assume particolare rilevanza per il suo rigore metodologico e perché affronta un tema che, per molte persone è ancora fonte di grande confusione. Infatti, forse influenzati dalle scelte dietetiche di alcune celebrità, il 44% degli statunitensi acquista alimenti senza glutine per ragioni diverse dalla celiachia e il 65% ritiene che evitare questa sostanza sia sinonimo di una alimentazione più salutare.
Lo studio inglese che smentisce questa convinzione ha preso in esame 28 partecipanti, 21 delle quali donne, dall’età media di 38 anni, tutti sottoposti a test sierologico per escludere la patologia celiaca.
Gli autori li hanno suddiviso in due gruppi, entrambi educati da un dietista e sottoposti a una dieta priva di glutine per due settimane, alla fine delle quali si sono valutati gli eventuali sintomi gastrointestinali, il dolore addominale, il reflusso, gli episodi di indigestione, diarrea e costipazione; una scala analogica visiva è stata anche utilizzata per misurare la “fatica globale”.
Successivamente, i ricercatori hanno assegnato casualmente ai partecipanti l’aggiunta di bustine di farina con o senza glutine al loro cibo, due volte al giorno per altre due settimane. Il dosaggio giornaliero, per il gruppo di intervento, è stato di 14 proteine di glutine.
Il confronto tra i due gruppi non ha evidenziato differenze significative nei sintomi ad eccezione degli episodi di diarrea, che si sono ridotti tra i partecipanti che avevano assunto il glutine, fatto quest’ultimo ritenuto anomalo dagli stessi autori.
I risultati dello studio suggerisce dunque che il glutine non causa sintomi gastrointestinali nella maggior parte delle persone, ma i ricercatori britannici ricordano che ci sono molte persone con celiachia non diagnosticata e raccomandano, in caso di problemi, di sottoporsi al test per verificare la presenza della malattia.
Fonte: Croall ID, Aziz I, et al. Gluten Does Not Induce Gastrointestinal Symptoms in Healthy Volunteers: A Double-Blind Randomized Placebo Trial. Gastroenterology. 2019 Sep;157(3):881-883.
La polmonite nei bambini
La polmonite è una malattia caratterizzata dall’infiammazione degli alveoli polmonari, che si riempiono di liquido che ostacola la funzione respiratoria. I sintomi più comuni sono febbre, vomito e inappetenza, ma talvolta si presenta anche tosse, polipnea e raramente dolore toracico.
Se il bambino è molto dispnoico è necessario somministrare O2. In presenza di versamento pleurico o di pneumotorace contattare immediatamente il chirurgo, in modo che aspiri l’essudato.
Gli esami di laboratorio da effettuare sono emocoltura ed intradermo alla tubercolina. È importante che al bambino sia controllata la frequenza respiratoria e la frequenza cardiaca ogni 4-6 ore.
Fonte: Emergenze mediche in Pediatria di Mediserve
Strategie semplici per farsi del bene ogni giorno
Ci sono momenti della vita in cui ci si sente stanchi, sotto pressione, giù di corda o non in perfetta forma, pur senza avere malattie specifiche, e si capisce che è il momento di pensare un po’ di più a se stessi e di “farsi del bene”. Non sempre, però, si sa come fare. Una vacanza? Una puntata alle terme o in una spa, per massaggi rilassanti e docce cromatiche? Una camminata in montagna? Di certo sono tutte idee perfette per rilassarsi e ricaricarsi, ma non sempre immediatamente praticabili o abbordabili e, comunque, estemporanee e con effetti di durata limitata nel tempo. Per migliorare il proprio benessere a lungo termine, meglio prendersi cura di se stessi ogni giorno, attraverso scelte e attività quotidiane semplici e a costo zero, o quasi. Provate queste.
Tumori: quali sono i fattori di rischio accertati?
Di tumori negli ultimi anni si parla molto: sia perché, purtroppo, sono malattie che interessano milioni di persone; sia perché, fortunatamente, la ricerca biomedica compie continui passi avanti nella comprensione delle cause che li determinano e nell’individuazione di strategie preventive e terapeutiche che aiutano a contrastarli. Essere informati sull’argomento è importante, ma l’eccesso di informazioni su un tema così complesso può confondere un po’ le idee e indurre a comportamenti inutili o errati. Per esempio, sapete quali sono i principali fattori di rischio noti dei tumori e come evitarli? Mettevi alla prova con questo quiz.
Lesione della caviglia e del piede
È difficile spiegare la differenza tra una slogatura di una caviglia ed una frattura.
È importante che la lesione venga considerata una frattura a prescindere da tutto. È necessario esercitare una pressione lungo il margine osseo e chiedere alla vittima se prova dolore in posizione eretta. A quel punto caricare un peso sulla caviglia, che provochi dolore. Se la vittima è in grado di fare alcuni passi è probabile che la caviglia sia solo slogata. Se la caviglia è fratturata la vittima non proverà a caricare nessun peso e non sarà in grado di fare più di 4 passi.
Cosa fare?
- Togliere le scarpe e controllare la lesione.
- Controllare la CSM (circolazione, sensibilità, movimento).
- Usare le procedure RICE. Ogni minuto di ritardo per tale procedura può aggiungere un’ora alla guarigione.
Fonte: Guida Tascabile di Pronto Soccorso di Mediserve
Cos’è la piastrinopenia?
La piastrinopia è la condizione nella quale il numero delle piastrine è inferiore a 150.000 mmc. Ciò può avvenire a causa di una ridotta produzione, da sequestro o da un aumento della distribuzione. Segni e sintomi più comuni sono emorragie di superficie, ematuria, melena, epato-spenomegalia, anemia e sintomi legati a pregresse malattie infettive.
Quali esami di laboratorio è necessario effettuare?
Gli esami di laboratorio da effettuare con una certa urgenza sono l’esame emocromocitometrico con formula leucocitaria, per controllare l’effettiva presenza di piastrinopenia. Se sono presenti piastrine tra 20.000 e 150.000/mmc non sono richiesti interventi specifici, se non in caso di sanguinamento grave. Se le piastrine sono inferiori a 20.000/mmc senza segni di sanguinamento bisogna tenere il paziente sotto stretta osservazione clinica. Se le piastrine sono superiori a 20.000 con sanguinamento importante è necessaria una trasfusione di piastrine.
Fonte: Emergenze mediche in Pediatria di Mediserve
Gli alimenti amici del fegato
Alcolici, fritti, insaccati, carni e formaggi grassi, creme, salse e intingoli vari possono essere molto attraenti e gradevoli per il palato, ma lo sono molto meno per il fegato, che deve faticare parecchio per digerirli. Questo è risaputo. Meno noto è che esistono anche cibi che possono aiutare il lavoro del fegato, favorendo una buona digestione e il benessere generale senza rinunciare al gusto. Conoscerli, assumerli ogni giorno nella giusta quantità e mantenere orari dei pasti e ritmi di vita regolari permette di sentirsi più in forma ed evitare disturbi addominali, mal di testa, stanchezza e accumulo di tossine dannose.
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Farmaci da banco: ne state usando troppi?
I farmaci “da banco” od OTC (sigla dell’inglese Over-The-Counter) sono rimedi preziosi per alleviare molti comuni disturbi, fastidiosi ma non gravi, che possono occasionalmente presentarsi nella vita quotidiana, senza doversi recare per forza dal medico per ottenere la ricetta. Il loro libero acquisto in farmacia è consentito perché decenni di impiego da parte di milioni di persone ha dimostrato che i farmaci OTC sono efficaci e sicuri quando assunti ai dosaggi e secondo le modalità indicate sui foglietti illustrativi o sulle confezioni e che sono semplici da gestire anche senza disporre di conoscenze mediche specifiche. Tuttavia, per trarne i benefici attesi senza non correre rischi, non se ne deve abusare: soprattutto di questi.
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Siete certi di pulire abbastanza bene casa e oggetti?
Pensate di vivere in una casa abbastanza pulita? Ogni quanto pulite pavimenti, tappeti, superfici di bagno e cucina, armadietti e finestre? E il frigorifero? E il forno? Siete consapevoli di quanti batteri può raccogliere uno smartphone usato quotidianamente e appoggiato praticamente ovunque? E di quale variegato ecosistema microscopico possono ospitare il telecomando della tv o lo spazzolino da denti? Cliccate qui per sapere ogni quanto si dovrebbero pulire le diverse zone della casa, utensili e dispositivi vari per assicurarsi un’igiene accurata e ridurre il rischio di malattie infettive.
Crisi addisoniana e da perdita dei sensi
La crisi addisoniana è principalmente dovuta ad un’assenza di ormoni surrenali, mentre la perdita di sensi alla mancanza di mineralcorticoidi nei bambini con sindrome surrenogenitale. Entrambe possono rappresentare l’esordio della malattia, essendo segno di scompenso metabolico in pazienti già diagnosticati e trattati.
I sintomi sono: astenia profonda, ipotensione, sudorazione profusa, disidratazione, iperattività, evidente cianosi, ipoglicemia e turbe della coscienza.
È necessario procedere immediatamente con ossigenoterapia per raggiungere un livello di respirazione adeguato e soluzione fisiologica per idratare il paziente.
Gli esami da eseguire sono PH arterioso, elettroliti, glicemia, azotemia, creatininemia, ECG.
Fonte: Emergenze mediche in Pediatria di Mediserve
Invecchiare è anche questo..
Le energie fisiche inevitabilmente calano e così la prontezza dei riflessi e l’efficienza nell’apprendere e trattenere nuove informazioni. Ci si può sentire già stanchi al risveglio o giù di tono durante il giorno e soffrire di indolenzimenti apparentemente “immotivati” a muscoli e articolazioni, dopo sforzi modesti o addirittura a riposo. Il metabolismo rallenta e, anche se l’appetito cala, si accumula qualche chilo di troppo. Il sonno si fa più breve. Sono soltanto alcuni dei cambiamenti fisiologicamente associati all’invecchiamento con cui tutti, poco o tanto, devono fare i conti soprattutto a partire dai 60 anni. Ma il passare del tempo porta anche qualche vantaggio, che può almeno in parte controbilanciare gli aspetti negativi dell’età. Questi per esempio.
Quali sono le possibili lesioni del naso?
Epitassi
L’epistassi avviene quando c’è una rottura dei vasi sanguigni e alla vittima inizia a fuoriuscire sangue dalle narici.
Cosa fare?
- Tenere il paziente seduto, con la testa piegata in avanti, evitando che il sangue non scenda in gola.
- Stringere entrambe le narici per circa 5 minuti.
- Se l’emorragia continua, è necessario che il paziente soffi delicatamente il naso per rimuovere grumi di sangue e ridurre gli starnuti. In seguito premere di nuovo il naso per 5 minuti.
- Se l’emorragia continua portare il paziente al pronto soccorso.
Se il paziente, invece, è incosciente porlo su un fianco per evitare l’aspirazione del sangue e seguire le procedure indicate sopra.
Corpi estranei nel naso
I corpi estranei nel naso sono un problema che si presenta soprattutto nei bambini piccoli, che provano una particolare soddisfazione nell’infilare nelle narici fagioli, uva, arachidi e altri piccoli oggetti. Dopo aver stabilito quale sia la narice colpita provare i seguenti metodi:
- Provocare uno starnuto facendo inalare al bambino del pepe o solleticando la narice opposta.
- Far soffiare il naso delicatamente e nel frattempo tenere chiusa la narice opposta.
- Se l’oggetto è visibile tirarlo fuori con le pinzette.
- Se l’oggetto non può essere rimosso, rivolgersi ad un otorino.
Rottura del naso
Nel caso in cui si rompa il naso, trattare l’epistassi come descritto precedentemente. Applicare un impacco di ghiaccio sul naso per 15 minuti e inviare il paziente al pronto soccorso.
Fonte: Guida Tascabile di Pronto Soccorso di Mediserve
Malattia di Alzheimer: come aiutare chi aiuta
Assistere una persona cara con problemi di salute ha sempre una natura ambivalente. Da un lato fa sentire bene perché si ha la consapevolezza di aiutare in un momento di necessità e di offrire sostegno pratico e psicologico. Dall’altro, però, può “esaurire” le energie fisiche e le “risorse interiori”, soprattutto quando ci si confronta con patologie severe, associate a grave sofferenza fisica e/o psichica e di lunga durata. Per sua natura, la malattia di Alzheimer chiede ai caregiver un impegno particolarmente intenso a fronte di ben poche gratificazioni, poiché il declino cognitivo che comporta è progressivo e non reversibile, sottraendo via via anche la possibilità di comunicare. Per poter garantire un supporto valido e prolungato, è importante che chi assiste si prenda cura, oltre che della persona malata, anche di se stesso. Qualche consiglio.
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Disturbi della vista in età adulta: le principali cause
Quando si inizia a vedere male da vicino o da lontano in modo persistente oppure si ha la testa pesante o fastidio agli occhi dopo aver letto o usato il computer a lungo, nella maggioranza dei casi alla base c’è un “difetto di rifrazione” (come la miopia, la presbiopia o l’astigmatismo) oppure una sindrome dell’occhio secco non ancora diagnosticati. Se si hanno più di 60 anni, il peggioramento della vista può essere legato alla cataratta o alla degenerazione maculare senile. In tutti i casi, rivolgersi subito all’oculista aiuta a evitare fastidi e complicanze, nonché talvolta a diagnosticare malattie che interessano altri organi o l’intero organismo e che hanno il peggioramento della vista tra i loro sintomi caratteristici. Ecco le più diffuse.
















