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Disturbi psichici dopo il lockdown

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La pandemia da coronavirus ha costretto la popolazione italiana a un forzato isolamento all’interno delle proprie abitazioni e non v’è dubbio che questa quarantena abbia provocato condizioni di disagio psicologico.

Per quale motivo l’isolamento, ormai da tutti conosciuto come  lockdown, ha determinato uno stato di malessere psichico?

Il motivo è da collegare all’importanza delle relazioni sociali negli essere umani.
I rapporti sociali sono infatti alla base dell’evoluzione verso una società sempre più complessa, come quella attuale: la privazione improvvisa e del tutto inattesa dei rapporti interpersonali ha privato l’esser umano degli aspetti più significativi della sua vita.

Le limitazioni  assunte dai vari governi nazionali, al fine di contenere la diffusione della pandemia, hanno causato l’impossibilità di incontrarsi  con amici e parenti o di poter accedere a locali di ritrovo, come teatri o ristoranti.
Sono venute meno manifestazioni istintive, come il semplice “darsi la mano.” Lo stesso distanziamento sociale è stato avvertito come una barriera alla libertà dell’individuo.

I problemi di salute mentale sono una risposta comune alla pandemia COVID-19; sintomi come ansia e depressione sono aumentati  dal 16 al 28%, mentre condizioni di stress sono state riscontrate nel 10% dei casi.
Legati allo stress sono anche i disturbi del ritmo sonno-veglia con frequenti risvegli notturni e sonno poco ristoratore.
Tra i gruppi più a rischio gli anziani, le donne incinte, le persone con patologie preesistenti incluse anche quelle mentali, gli studenti fuori sede, i senza tetto, i migranti.

Lo stress psicologico può manifestarsi, oltre con disturbi del ritmo sonno-veglia, in forme diverse, che possono includere:

  • preoccupazione per la propria salute e quella dei propri cari, anche per l’imprevedibilità e la gravità della malattia;
  • paura di perdere le sicurezze acquisite nel tempo (lavoro, affetti, amicizie etc.);
  • deficit del’attenzione e della concentrazione;
  • sensazione di solitudine e noia;
  • aumento dell’utilizzo di alcol, tabacco e altre sostanze psicotrope;
  • peggioramento di eventuali malattie croniche preesistenti.

Contribuiscono al malessere anche l’impatto economico legato al COVID-19 e l’angoscia di perdere le risorse disponibili.

Come affrontare questo stato di malessere?

Di seguito un elenco di strategie volte alla riduzione dello stress correlato alle epidemie:

  • informazioni accurate al pubblico al fine di minimizzare risposte come “panico” riguardo alla malattia e alla sua trasmissione; ad esempio, l’uso di misure preventive specifiche, come il lavaggio delle mani, ha in parte mitigato la comparsa di turbe psichiche;
  • miglioramento del sostegno sociale;
  • mantenimento di una vita quanto più normale possibile, anche in presenza di misure di sicurezza;
  • utilizzo dei servizi psicosociali disponibili, in particolare dei servizi online;
  • formazione di equipe di specialisti qualificati per affrontare il disagio emotivo e la necessità di una formazione adeguata del personale sanitario;
  • uso di sondaggi online per valutare la portata dei problemi di salute mentale;
  • fornitura di servizi di consulenza online e di auto-mutuo aiuto e in particolare cercare di rendere online i servizi di salute mentale;
  • sviluppo dei servizi di telemedicina per scopi diagnostici e di consulenza;
  • miglioramento dei collegamenti tra comunità e servizi ospedalieri.

Tali strategie offrono la speranza di poter fornire servizi di salute mentale in modo più facilmente accessibile senza alcun aumento del rischio di infezione. Tuttavia, le suddette strategie dipendono in modo cruciale dalla disponibilità di personale e di infrastrutture adeguate.

In un recentissimo studio (Banerjee et al, 2020), viene sottolineata in particolare la figura centrale dello psichiatra, a cui vengono attribuiti sei ruoli fondamentali:

  1. a) educare il pubblico sugli effetti psicologici più comuni di una pandemia;
  2. b) motivare il pubblico ad adottare strategie per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute;
  3. c) integrare i servizi dei Dipartimenti di Salute Mentale con l’assistenza sanitaria disponibile;
  4. d) insegnare strategie per risolvere i problemi per far fronte alla crisi attuale;
  5. e) responsabilizzare i pazienti con COVID-19 e i loro assistenti;
  6. f) fornire assistenza psichiatrica agli operatori sanitari.

Infine alcuni semplici consigli per affrontare i sintomi dello stress:

  • cercare di rispettare gli abituali ritmi sonno-veglia, andando a riposare e alimentandosi agli orari consueti;
  • continuare ad assumere i farmaci per eventuali altre patologie;
  • tenere in ordine la propria abitazione;
  • evitare l’uso di alcool e droghe;
  • cercare di fare un po’ di attività fisica anche semplicemente muovendosi all’interno della propria abitazione;
  • cercare di svolgere delle attività che tengano impegnato il proprio cervello come leggere, fare le parole incrociate, cucinare, ecc.;
  • mantenere i contatti con i propri amici e parenti, cercando di non parlare esclusivamente dei problemi legati alla pandemia;
  • se insorgono disturbi fisici, come alterazioni del ritmo sonno-veglia, sensazioni di apatia o disinteresse verso l’ambiente circostante, oppure stato ansioso, contattare il proprio medico.

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