I farmaci “da banco” od OTC (sigla dell’inglese Over-The-Counter) sono rimedi preziosi per alleviare molti comuni disturbi, fastidiosi ma non gravi, che possono occasionalmente presentarsi nella vita quotidiana, senza doversi recare per forza dal medico per ottenere la ricetta. Il loro libero acquisto in farmacia è consentito perché decenni di impiego da parte di milioni di persone ha dimostrato che i farmaci OTC sono efficaci e sicuri quando assunti ai dosaggi e secondo le modalità indicate sui foglietti illustrativi o sulle confezioni e che sono semplici da gestire anche senza disporre di conoscenze mediche specifiche. Tuttavia, per trarne i benefici attesi senza non correre rischi, non se ne deve abusare: soprattutto di questi.
Mese: Settembre 2019
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Diuresi forzata durante l’avvelenamento
Una volta che un agente tossico si è distribuito nei tessuti e negli organi del paziente, l’azione nociva continuerà a persistere finchè un antidoto non lo neutralizzerà. Ovviamente l’utilizzo di antidoti è limitato, in quanto non esistono metodi per aumentare artificialmente i processi di inattivazione metabolica. Con la filtrazione, si è affermata l’idea che l’infusione di una maggiore quantità di liquidi nell’organismo dovrebbe portare non solo alla formazione di più pipì, ma anche alla rimozione delle tossine. Tutto ciò è stato reso evidente in seguito alla diuresi forzata di migliaia di persone avvelenate.
Per la maggior parte dei farmaci presi in overdose, solo una piccola parte di essi viene eliminata dal rene in forma invariata. Solitamente la loro azione termina per degradazione metabolica, per cui la diuresi non modificherebbe la durata dei loro effetti.
Da un punto di vista terapeutico la diuresi forzata può aiutare il paziente avvelenato solo quando si tratta di overdose di salicilati, di barbitale e di fenobarbitale, di chinina e di altri farmaci amfetamino-simili.
Inoltre, il pH delle urine può alterare l’efficacia della diuresi nell’escrezione del farmaco.
Fonte: Vademecum di terapia degli avvelenamenti di Roy Goulding
Siete certi di pulire abbastanza bene casa e oggetti?
Pensate di vivere in una casa abbastanza pulita? Ogni quanto pulite pavimenti, tappeti, superfici di bagno e cucina, armadietti e finestre? E il frigorifero? E il forno? Siete consapevoli di quanti batteri può raccogliere uno smartphone usato quotidianamente e appoggiato praticamente ovunque? E di quale variegato ecosistema microscopico possono ospitare il telecomando della tv o lo spazzolino da denti? Cliccate qui per sapere ogni quanto si dovrebbero pulire le diverse zone della casa, utensili e dispositivi vari per assicurarsi un’igiene accurata e ridurre il rischio di malattie infettive.
Crisi addisoniana e da perdita dei sensi
La crisi addisoniana è principalmente dovuta ad un’assenza di ormoni surrenali, mentre la perdita di sensi alla mancanza di mineralcorticoidi nei bambini con sindrome surrenogenitale. Entrambe possono rappresentare l’esordio della malattia, essendo segno di scompenso metabolico in pazienti già diagnosticati e trattati.
I sintomi sono: astenia profonda, ipotensione, sudorazione profusa, disidratazione, iperattività, evidente cianosi, ipoglicemia e turbe della coscienza.
È necessario procedere immediatamente con ossigenoterapia per raggiungere un livello di respirazione adeguato e soluzione fisiologica per idratare il paziente.
Gli esami da eseguire sono PH arterioso, elettroliti, glicemia, azotemia, creatininemia, ECG.
Fonte: Emergenze mediche in Pediatria di Mediserve
Invecchiare è anche questo..
Le energie fisiche inevitabilmente calano e così la prontezza dei riflessi e l’efficienza nell’apprendere e trattenere nuove informazioni. Ci si può sentire già stanchi al risveglio o giù di tono durante il giorno e soffrire di indolenzimenti apparentemente “immotivati” a muscoli e articolazioni, dopo sforzi modesti o addirittura a riposo. Il metabolismo rallenta e, anche se l’appetito cala, si accumula qualche chilo di troppo. Il sonno si fa più breve. Sono soltanto alcuni dei cambiamenti fisiologicamente associati all’invecchiamento con cui tutti, poco o tanto, devono fare i conti soprattutto a partire dai 60 anni. Ma il passare del tempo porta anche qualche vantaggio, che può almeno in parte controbilanciare gli aspetti negativi dell’età. Questi per esempio.
Quali sono le possibili lesioni del naso?
Epitassi
L’epistassi avviene quando c’è una rottura dei vasi sanguigni e alla vittima inizia a fuoriuscire sangue dalle narici.
Cosa fare?
- Tenere il paziente seduto, con la testa piegata in avanti, evitando che il sangue non scenda in gola.
- Stringere entrambe le narici per circa 5 minuti.
- Se l’emorragia continua, è necessario che il paziente soffi delicatamente il naso per rimuovere grumi di sangue e ridurre gli starnuti. In seguito premere di nuovo il naso per 5 minuti.
- Se l’emorragia continua portare il paziente al pronto soccorso.
Se il paziente, invece, è incosciente porlo su un fianco per evitare l’aspirazione del sangue e seguire le procedure indicate sopra.
Corpi estranei nel naso
I corpi estranei nel naso sono un problema che si presenta soprattutto nei bambini piccoli, che provano una particolare soddisfazione nell’infilare nelle narici fagioli, uva, arachidi e altri piccoli oggetti. Dopo aver stabilito quale sia la narice colpita provare i seguenti metodi:
- Provocare uno starnuto facendo inalare al bambino del pepe o solleticando la narice opposta.
- Far soffiare il naso delicatamente e nel frattempo tenere chiusa la narice opposta.
- Se l’oggetto è visibile tirarlo fuori con le pinzette.
- Se l’oggetto non può essere rimosso, rivolgersi ad un otorino.
Rottura del naso
Nel caso in cui si rompa il naso, trattare l’epistassi come descritto precedentemente. Applicare un impacco di ghiaccio sul naso per 15 minuti e inviare il paziente al pronto soccorso.
Fonte: Guida Tascabile di Pronto Soccorso di Mediserve
Malattia di Alzheimer: come aiutare chi aiuta
Assistere una persona cara con problemi di salute ha sempre una natura ambivalente. Da un lato fa sentire bene perché si ha la consapevolezza di aiutare in un momento di necessità e di offrire sostegno pratico e psicologico. Dall’altro, però, può “esaurire” le energie fisiche e le “risorse interiori”, soprattutto quando ci si confronta con patologie severe, associate a grave sofferenza fisica e/o psichica e di lunga durata. Per sua natura, la malattia di Alzheimer chiede ai caregiver un impegno particolarmente intenso a fronte di ben poche gratificazioni, poiché il declino cognitivo che comporta è progressivo e non reversibile, sottraendo via via anche la possibilità di comunicare. Per poter garantire un supporto valido e prolungato, è importante che chi assiste si prenda cura, oltre che della persona malata, anche di se stesso. Qualche consiglio.
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Emesi in caso di avvelenamento
Nonostante la lavanda gastrica sia innegabilmente utile, ha molte caratteristiche che ricordano un assalto barbaro, per cui è meglio evitare di utilizzare questo metodo con i bambini piccoli. Quando si tratta di questi ultimi solitamente si ricorre all’induzione al vomito, provvedimento molto efficace, a meno che il bambino non sia privo di coscienza.
La stimolazione con le dita è sicuramente il modo più semplice per indurre il vomito di qualcuno, ma spesso si dimostra poco efficace. Altra soluzione, talvolta più efficace è lo sciroppo di ipecacuana, che dato ad un bambino, seguito da un bicchiere d’acqua o succo di arancia, provoca quasi sempre il vomito in circa 20 minuti. Se una dose di 15-30 ml non ha effetto, se ne può somministrare una seconda dose. In questo caso la percentuale di successo sale al 95%, sostituendo nei bambini, l’aspirazione e il lavaggio gastrico.
Molte volte l’ipecacuana viene utilizzato anche negli adulti, nel caso in cui non si possa provvedere alla lavanda gastrica.
Fonte: Vademecum di terapia degli avvelenamenti di Roy Goulding
Disturbi della vista in età adulta: le principali cause
Quando si inizia a vedere male da vicino o da lontano in modo persistente oppure si ha la testa pesante o fastidio agli occhi dopo aver letto o usato il computer a lungo, nella maggioranza dei casi alla base c’è un “difetto di rifrazione” (come la miopia, la presbiopia o l’astigmatismo) oppure una sindrome dell’occhio secco non ancora diagnosticati. Se si hanno più di 60 anni, il peggioramento della vista può essere legato alla cataratta o alla degenerazione maculare senile. In tutti i casi, rivolgersi subito all’oculista aiuta a evitare fastidi e complicanze, nonché talvolta a diagnosticare malattie che interessano altri organi o l’intero organismo e che hanno il peggioramento della vista tra i loro sintomi caratteristici. Ecco le più diffuse.
Mixedema: sintomi e monitoraggio
Il mixedema è lo scompenso metabolico dovuto ad una ridotta increzione di ormoni tirodei. Questa patologia è molto rara in età pediatrica.
I sintomi principali sono sonnolenza, letargia, ipoventilazione, ipotermia e coma. Le procedure immediate da svolgere sono supporto calore, mantenimento della respirazione e mantenimento del circolo.
Esami e monitoraggio
Gli esami da eseguire immediatamente sono: PH arterioso, emocromo, azotemia, glicemia, elettroliti, transaminasi, TSH, FT3, FT4, T3, T4.
È necessario monitoraggio clinico con controlli cardiologici, valutazione psicologica, e regressione dei sintomi. Per quanto riguarda il monitoraggio strumentale e di laboratorio eseguire esami per funzionalità tiroidea, ecografia, scintigrafia della ghiandola tiroidea, RMN encefalo.
Fonte: Emergenze mediche in Pediatria di Mediserve
Tanti sforzi, ma la pancia non cala? Ecco perché
Ce la mettete tutta per farla sparire, ma la “pancetta” resta pressoché immutata. Perché? Innanzitutto, è bene essere onesti con se stessi e valutare se ci si sta veramente impegnando per seguire una dieta sana (mangiando meno alimenti ipercalorici e bevendo meno alcolici e bibite zuccherate) e per praticare più attività fisica. Poi, se effettivamente queste due premesse sono rispettate, si devono considerare altri nemici della forma fisica che promuovono, nello specifico, l’accumulo del cosiddetto “grasso viscerale”: il più pericoloso per la salute di cuore e arterie e per lo sviluppo di malattie metaboliche come il diabete di tipo 2. Controllate quali sono e quali vi riguardano direttamente. Quindi agite!
Lesioni del collo e della schiena
In caso di incidente stradale, da cadute o per tuffi tutte le vittime devono essere trattate come se avessero una lesione spinale. Di conseguenza le vittime potrebbero riportare anche una lesione alla testa, torpore, debolezza o sensazione di bruciore agli arti, paralisi delle braccia, deformità e dolori nei movimenti. È necessario esaminare la funzionalità spinale strisciando la pianta del piede verso l’alluce con una chiave o un altro oggetto appuntito. Se l’alluce si piega verso il basso la reazione è normale, se invece l’alluce si piegherà verso l’alto si tratta di una lesione spinale o cerebrale. A questo punto porre una serie di domande alla vittima cosciente:
- “Avverte dolore?” Le lesioni del collo irradiano il dolore alle braccia, le lesioni della parte superiore della parte della schiena irradiano il dolore lungo le costole, le lesioni della parte inferiore della schiena irradiano il dolore lungo le gambe.
- “Può muovere i piedi?” Il soccorritore deve chiedere alla vittima di muovere il piede contro la sua mano. Se non riesce in questo movimento, si tratta probabilmente di una lesione del midollo spinale.
- “Può muovere le dita?” Se la vittima è capace di muovere le dita, le vie nervose sono intatte.
Se la vittima è priva di coscienza cercare provocare delle reazioni stringendo le mani ed i piedi. L’assenza di reazioni potrebbe indicare un danno spinale.
Cosa fare?
- Controllare l’ABCHs e chiamare l’ambulanza.
- Lasciare la vittima nella posizione in cui si trova.
- Immobilizzare la vittima per impedire che si muova.
Se la vittima è distesa, afferrare la clavicola ed il muscolo trapezio della vittima e sollevare la testa tra il lato interno dei propri avanbracci. Mantenere la testa ed il collo immobili fino all’arrivo dell’ambulanza.
Fonte: Guida Tascabile di Pronto Soccorso di Mediserve
Tutti i benefici dell’aria aperta
Durante l’estate avrete probabilmente avuto modo di accorgervene: trascorrere più tempo fuori casa, soprattutto in mezzo alla natura ma anche visitando luoghi storici e città d’arte, aiuta a stare meglio a livello fisico e psichico. L’effetto non dipende soltanto del fatto che non si sta lavorando o che in vacanza si hanno meno preoccupazioni del solito. È proprio il fatto di essere all’aperto, in spazi ampi ed esposti alla luce naturale ad avere effetti favorevoli sull’organismo, favorendone l’equilibrio e il benessere, sia in persone sane sia in chi presenta malattie acute o croniche, fisiche o mentali. Scopritene qui le ragioni, e poi uscite subito a passeggiare.
Stress e adattamento: le risorse umane
Per svolgere qualsiasi tipo di lavoro è necessario essere in buona forma, infatti un sano equilibrio psicologico consente all’individuo di lavorare in maniera più serena e sviluppare al meglio le proprie potenzialità. Essere leader di sé stessi significa affrontare i problemi che si verificano in ambito lavorativo, in modo chiaro e con obiettivi precisi.
L’equilibrio di una persona deve essere stabile. L’ “io maturo” è sicuramente un requisito fondamentale per una crescita umana e professionale, mentre lo sviluppo esclusivo in alcuni ambiti umani o professionali determina atteggiamenti non sempre compatibili con uno stile di vita funzionale.
In qualsiasi contesto lavorativo è importante prestare attenzione alle risorse umane e capire come ogni individuo si rapporta a sé stesso e al mondo del lavoro. Ad esempio il lavoro del medico si fonda sulla conoscenza, sul livello di competenza professionale e sulla capacità di conservare una stabilità emotiva, per cui deve badare ad essere sempre in buone condizioni.
Micheal Balint aveva intuito la duplice esigenza del professionista. Egli deve avere cura di sé stesso, sviluppando un buon livello di autostima e imparare ad essere autoefficace anche in condizioni stressanti. Sembra essere un punto di vista estremamente attuale, che prende in considerazione l’opportunità per il professionista di adeguare il proprio standard operativo a livelli di buona efficacia nel rispetto della vita. ciò contribuisce alla riduzione dei margini d’errore, al miglioramento della gestione del rischio clinico e all’acquisizione di una maggiore sicurezza.
Fonte: Non ho tempo per… di Mediserve
Pensate troppo? Ecco come smettere
Esaminare razionalmente tutti gli aspetti di una situazione, i pro e i contro di una scelta e gli effetti che potrebbe determinare nell’immediato e a medio-lungo termine aiuta a evitare errori e danni a se stessi o agli altri. Ma eccedere con riflessioni e ruminazioni non è consigliabile né utile, perché si perdono tempo ed energie che potrebbero essere sfruttate meglio e si entra in uno stato di stress e ansia che rende pressoché impossibile decidere. Spesso, facendo perdere preziose occasioni. Un esperto della materia offre alcuni consigli per evitare di incagliarsi in un eccesso di pensieri e vivere più serenamente.
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La meningite nei bambini
La meningite è una delle malattie neurologiche che si acquisiscono maggiormente durante l’infanzia. Si tratta dell’infezione delle meningi, a causa della penetrazione di patogeni nello spazio subaracnoideo e provoca l’aumento dei leucociti nel liquido cerebrospinale.
Il trattamento deve essere immediato, tenendo conto che i segni clinici sono spesso non specifici.
I sintomi solitamente sono: febbre, sintomi di ipertensione endocranica, sintomi ipertonico-antalgici, sintomi della sfera psichica, sintomi associati a respirazione e digestione e sintomi neurovegetativi.
Per confermare che si tratti di meningite è necessario eseguire la procedura lombare. È molto importante, inoltre, eseguire subito l’esame colturale su faringe e narici, l’emocolture, l’esame delle urine e le prove della coagulazione.
Talvolta è possibile non eseguire la puntura lombare, specialmente quando il paziente presenta grave compromissione cardiaca e respiratoria, segni di ipertensione andocranica e grave infezione cutanea nell’area dell’esecuzione.
Fonte: Emergenze mediche in Pediatria di Mediserve
Combattere l’osteoporosi? Con piacere
L’osteoporosi interessa soprattutto le donne dopo la menopausa, ma neppure gli uomini ne sono esenti. Per prevenirla bisogna iniziare da giovani, adottando uno stile di vita attivo, seguendo un’alimentazione sana e ricca di calcio, fosforo e vitamina D, evitando fumo e alcolici, esponendosi regolarmente al sole (senza eccessi). Insomma, le solite buone regole di salute, che molti considerano noiose e difficili da seguire. Ma si sbaglia: soprattutto a tavola, tutelare la salute delle ossa può essere anche molto piacevole. Per esempio, con queste ricette. Buon appetito!
Lesioni addominali: come individuarle
Le lesioni addominali hanno due aspetti: quelle che si vedono e quelle che non si vedono. Se si tratta di un trauma addominale chiuso mettere la vittima sul lato sinistro e non offrire alcun cibo né bevanda.
Se si tratta di ferita penetrante è necessario bloccare l’oggetto e controllare l’emorragia. Non bisogna rimuovere l’oggetto, e bisogna avvolgere intorno a esso una medicazione voluminosa.
In caso di protrusione di organi non è possibile il reinserimento degli organi, in quando questa manovra potrebbe causare infezioni. È necessario coprire gli organi con una medicazione sterile. Versare acqua potabile sulla medicazione per proteggere l’organo protruso dall’essiccamento.
Fonte: Guida Tascabile di Pronto Soccorso di Mediserve
















