Come ti senti quando qualcuno ti insulta, ti attacca verbalmente o ti guarda con occhi pieni di disapprovazione, disprezzo?
Quando ti senti minacciato, giudicato, non apprezzato e non amato?Si scatena in te una reazione rabbiosa. Senti come un fuoco che brucia dentro di te e questo ti fa immediatamente reagire in modo esplosivo, urlare a gran voce o cercare le parole più spiacevoli per ferire la persona che, secondo te, ha causato la tua sofferenza.
La rabbia è un’emozione che, come tutte le emozioni, ha la sua ragione di essere. Nasce infatti come derivata dell’istinto di sopravvivenza.
Attiva, a livello cerebrale, sostanze chimiche per scatenare le reazioni necessarie a difenderci fisicamente dalla violenza (fuga, attacco ecc.). Se però queste sostanze restano in circolo per troppo tempo non solo avranno una funzione tossica per il nostro corpo ma attiveranno anche reazioni sproporzionate e impulsive.
L’illusoria soddisfazione iniziale, derivante dalla nostra reazione di rabbia e dall’adrenalina che viene attivata, si trasforma in disagio, senso di colpa, frustrazione nel ferire qualcuno e nel non riuscire a rispondere in modo diverso.
Ma noi possiamo liberarci di queste emozioni pervasive e spiacevoli!Per questo, è importante riconoscere in anticipo i segni di rabbia crescente, di questa fiamma che si nutre di risentimento e che diventa sempre più grande fino a quando non crea un fuoco ingovernabile.
Questo significa che è meglio stare zitti e mantenere la rabbia dentro? Non sarebbe forse peggio reprimere tutto?
Possiamo utilizzare una comunicazione non violenta, nella quale riconosciamo il diritto alla nostra rabbia, diciamo chiaramente cosa pensiamo e come ci sentiamo, ma non necessariamente usando parole aggressive, che sono dannose per tutte le parti coinvolte.
Ad esempio, invece di puntare il dito dicendo “tu”, la persona che ha bisogno di esprimere la propria opinione su un’ingiustizia subita può dire “io” esprimendo come si è sentito “..assalito, maltrattato, giudicato, insultato, umiliato …”
Se facciamo la domanda “mi permetti di dirti qualcosa di spiacevole?”, l’altra persona ha la possibilità di accettare o meno. Se accetta di ascoltarti, significa che il suo cervello è già pronto a ricevere delle informazioni.
Ricordiamoci che possiamo sempre operare delle scelte. Siamo infatti responsabili delle nostre azioni, del nostro linguaggio, del nostro comportamento, delle nostre emozioni, abbiamo il potere di scegliere ciò che è benefico o tossico nella nostra vita.
Non siamo invece responsabili di come gli altri reagiscono o dello stato in cui si trovano.
Se riconosciamo la nostra rabbia, se la guardiamo in faccia senza negarla, siamo già sulla buona strada. Possiamo quindi imparare a regolare queste esplosioni, a limitarle il più possibile o a trasformarle in modo positivo, per evitare di esserne completamente invasi.
Mese: Marzo 2020
Attacco ischemico transitorio: cosa fare?
L’attacco ischemico transitorio, solitamente, è il campanello d’allarme per l’ictus. un terzo dei TIA si risolve spontaneamente rimanendo un evento confinato, un terzo va incontro a recidiva e un terzo si evolve verso l’ictus. I sintomi si risolvono di solito entro 15 minuti, ma non si protraggono mai oltre le 24 ore. Se il deficit neurologico persiste oltre le 24 ore si parla di deficit neurologico ischemico reversibile.
Entro le 6 ore dall’attacco il paziente deve essere sottoposto ad alcuni accertamenti quali esame neurologico, monitoraggio dei valori pressori, esame del fondo oculare, visita cardiologica ed ECG, esami ematochimici, radiografia del torace, tomografia computerizzata. Se poi il paziente è candidato ad un intervento chirurgico, allora è necessario sottoporlo anche ad altri esami: angiografia, monitoraggio Holter, ecocardiografia, doppler o ecodoppler ed esame del liquor.
Terapia
Il medico dovrebbe assumere un duplice atteggiamento:
- Identificazione e controllo di eventuali fattori di rischio
- Profilassi anticoagulante con aspirina
Fonte: Handbook della Guardia Medica a cura di Mediserve
Fluidificanti del sangue: attenti a non sbagliare
Questi farmaci aiutano a prevenire un attacco di cuore o un ictus, ma comportano anche alcuni rischi. Ecco alcune cose da sapere.
La gestione del tempo
Ci sono diversi modi per utilizzare il tempo e quello peggiore è di fare bene qualcosa che non c’è bisogno di fare, sprecando energie che non portano a nulla. Siamo spesso indaffarati a rincorre il tempo, dimenticandoci di definire il nostro tempo e stabilendo delle priorità.
Non si può fare tutto, per cui è importante comprendere la reale natura dei problemi da affrontare nel breve, nel medio e nel lungo termine. È necessario disegnare una mappa mentale con le attività che vanno suddivise in 4 quadranti: attività urgenti, attività non urgenti ma importanti, attività urgenti ma non importanti e, infine attività non urgenti e non importanti. L’ideale sarebbe potersi muovere normalmente all’interno del secondo quadrante attraverso un’accurata pianificazione. Il consiglio più utile è quello di avere obiettivi ben chiari, definire gli interventi prioritari e vagliare tutte le situazioni problematiche. Un grosso ostacolo alla gestione ottimale del tempo è la tendenza a non affrontare i problemi nei tempi e nei modi giusti. Molto importante è anche la pausa all’interno di una programmazione dell’attività, infatti occorre dedicare almeno un’ora al giorno all’informazione sugli sviluppi relativi al proprio lavoro. Tra i pericoli più immediati c’è la facilità con cui si è disposti ad accollarsi i problemi altrui, per cui è importante che ci sia un’equa distribuzione dei carichi di lavoro e una condivisione della responsabilità. La capacità di percepire il tempo e la realtà nel loro insieme è sicuramente il presupposto di una crescita professionale attraverso un atteggiamento attivo della propria vita.
Fonte: Non ho tempo per… Come logora curare: operatori sanitari sotto stress di Ferdinando Pellegrino
Avvelenamento da Mercurio
Il mercurio se ingerito non ha effetti nell’organismo. Le minuscole goccioline di mercurio reagiscono con l’acido cloridrico dello stomaco formando il cloruro. Quando invece il mercurio entra in contatto con la cute viene assorbito per via percutanea, dando origine al quadro clinico noto come idrargirismo. Da un punto di vista biochimico il mercurio sembra avere una certa affinità per il legame sulfidrilico ed è quindi in grado di alterare il metabolismo cellulare. Quando vengono ingeriti i sali di mercurio i primi sintomi sono bruciore al carico del cavo orale, seguito da dolore di tipo costrittivo a livello retrosternale, con vomito e diarrea. Se invece vengono inalati i vapori di mercurio dopo poche ore compare tosse secca e stizzosa con dispnea, piressia e dolori muscolari.
Diagnosi e trattamento
Il quadro clinico, associato all’anamnesi, è quasi sempre sufficiente a formulare una diagnosi. L’avvelenamento acuto da Sali di metallo richiede un trattamento rianimativo con emodialisi. Con il mercurio metallico i sintomi acuti rispondo a misure di tipi sintomatico per cui se vi sono segni di avvelenamento cronico può essere intrapresa la terapia con dimercaprolo come per l’arsenico e con le stesse precauzioni.
Fonte: Vadecum di terapia degli avvelenamenti di Roy Goulding
Cannabis, uno studio su 100mila adolescenti dimostra che la liberalizzazione non aumenta il consumo
Uno studio condotto su 100mila adolescenti dimostra che il consumo di Cannabis non aumenta a seguito della sua liberalizzazione.
Dunque sembra che liberalizzare la cannabis non provochi un aumento di consumo tra i giovani. Una nuova analisi dell’Università del Kent, infatti, non ha trovato alcuna correlazione tra tassi di consumo più elevati della Cannabis ed i paesi che l’hanno liberalizzata.
La ricerca
Questo studio ha analizzato più di 100mila adolescenti, in 38 Paesi, tra cui Regno Unito, Stati Uniti, Russia, Francia, Germania e Canada, ed i suoi risultati sono stati di recente pubblicati sull’International Journal of Drug Policy. Lo studio offre un’ulteriore conferma del fatto che una reale riduzione del consumo di marijuana non sia strettamente legato a politiche restrittive dei paesi.
Nessun legame
“Il nuovo studio si aggiunge a molti altri che non mostrano alcuna prova dell’esistenza di un legame tra sanzioni più severe e un minore consumo di cannabis”, ha spiegato l’autore Alex Stevens. “Questa è un’informazione fondamentale per i governi che stanno cercando il modo migliore per affrontare la cannabis. I danni e i costi di imporre condanne penali per chi fa uso di questa sostanza non sembrano essere giustificati da una effettiva riduzione del suo consumo”.
La liberalizzazione
I ricercatori hanno messo in discussione nella nuova analisi , per ribadire l’inesistenza di prove del legame tra liberalizzazione e consumo di cannabis, uno studio del 2015 da cui si evinceva una correlazione tra la liberalizzazione della sostanza e una maggiore possibilità di utilizzo da parte degli adolescenti.
I risultati della ricerca, ha spiegato Stevens, erano basati su una errata interpretazione, mentre “la nostra analisi ha preso in considerazione una più ampia raccolta di dati, tenendo conto delle differenze nell’uso di cannabis tra ragazzi e ragazze in diversi paesi e non ha trovato un’associazione significativa tra la liberalizzazione delle politiche e l’uso della cannabis negli adolescenti”.
Sindrome metabolica
La sindrome metabolica è un insieme di anomalie che possono aumentare il rischio di patologie cardiovascolari e non solo. Essa si caratterizza attraverso la presenza di almeno tre di questi fattori: aumento della circonferenza della vita, ipertrigliceridemia, ridotto HDL colesterolo, aumento della pressione arteriosa, iperglicemia. L’ipotesi patogenetica più importante che spiega la sindrome metabolica è l0insorgenza di insulino-resistenza collegata all’aumento degli acidi grassi liberi circolanti. Nei pazienti con sindrome metabolica è stato anche riscontrato un aumento delle citochine pro infiammatorie. L’aumento di sindrome metabolica nella popolazione è sicuramente legato all’obesità, al sedentarismo e all’invecchiamento generale della popolazione stessa.
Consigli dietetici
La terapia dietetica per i pazienti affetti da Sindrome Metabolica ha l’obiettivo di correggere le alterazioni metaboliche presenti, quindi obesità, insulino-resistenza, ridotta tolleranza ai carboidrati, dislipidemia e ipertensione arteriosa. La dieta da seguire deve essere a ridotto contenuto calorico e costituita prevalentemente da carboidrati complessi e povera di zuccheri semplcii. Per quanto riguarda l’apporto di grassi è necessaria la riduzione di acidi grassi saturi, di acidi grassi trans e colesterolo. Tra i grassi da preferire ci sono quelli monoinsaturi quindi l’olio d’oliva. Per migliorare i valori pressori la dieta deve anche prevedere la riduzione dell’apporto di sodio tenendo presente che molti degli alimenti ricchi di grassi sono anche ad alto contenuto di sodio.
Fonte: Manuale di dietetica e nutrizione clinica di Franco Contaldo e collaboratori
Il colore degli occhi può rivelare alcuni problemi di salute?
Davvero molte persone ritengono un viso con occhi marroni più affidabile?O che gli occhi blu predisporrebbero al cancro? Le risposte potrebbero sorprendere.
Per quanto tempo il virus resta sulle superfici?
Il nuovo coronavirus può vivere ore o giorni sulle superfici di banconi o di maniglie delle porte. Il tempo di sopravvivenza del virus dipende dal tipo di materiale di cui è fatta superficie.
Vediamo i tempi di sopravvivenza sulle diverse superfici con cui veniamo in contatto quotidianamente.
Elementi che possono indebolire il sistema immunitario
Un sono insufficiente, la mancanza di vitamina D, ma anche alcune medicine possono talvolta influire sulla capacità del sistema immunitario di debellare le infezioni e le le malattie. Altre ancora sono possibili e sorprendenti fattori che possono influire con i loro effetti.
Gli esercizi per migliorare le prestazioni sessuali
In genere l’attività fisica aiuta a ravvivare la nostra vita sessuale. Alcuni esercizi in particolare migliorano la circolazione sanguigna nel corpo, aumentano la resistenza e assicurando maggiore elasticità.
Non parliamo di una comunicazione più efficace in camera da letto. Questi movimenti aumentano forza e flessibilità per ottenere il miglior sesso di sempre.
AFFONDI
Su cosa agiscono: flessibilità dei fianchi, glutei.
Migliorano il sesso perché: più sarà ampio il raggio di mobilità delle anche, più facilmente riuscirai ad assumere e mantenere qualsiasi posizione avrai in mente con il partner, specialmente quelle dove le gambe sono poste in alto o, al contrario, tendono verso il basso, spiega la dottoressa Sari Locker, educatrice sessuale presso la Columbia University. Glutei più forti ti aiuteranno a generare maggiore potenza se, di solito, sei il partner più attivo in ogni posizione.
Come svolgere l’esercizio: Immaginati al centro di un orologio, con le 12 puntate sul pavimento di fronte a te e le sei immediatamente dietro, spiega Susan Stanley, trainer di Equinox. Fai un passo avanti col piede destro in posizione di affondo, col piede puntato alle 12. Mantieni il peso sul tallone destro e spingi su di esso per ritornare alla posizione di partenza. Ripeti lo stesso movimento con il piede destro verso l’una, le due, le tre, le quattro, le cinque e le sei del tuo orologio immaginario, poi passa al piede sinistro e procedi con gli affondi dalle sei alle 12. Quando ti senti a tuo agio con l’equilibrio, puoi aggiungere dei manubri per aumentare la resistenza e sviluppare una forza maggiore. Per una maggiore difficoltà puoi aumentare la velocità (mantenendo la posizione corretta) per aggiungere anche l’attività cardio e migliorare la tua energia nelle sessioni più lunghe.
HALO E PLANK CIRCOLARI
Su cosa agiscono: spalle, braccia e tronco.
Migliorano il sesso perché: le posizioni in cui devi sostenerti a qualcosa (testiera, muro, piano della cucina) o sostenere il tuo stesso peso richiedono tronco e parte superiore molto forti, spiega Locker.
Come eseguire gli Halo: Afferra un manubrio di peso medio, con i piedi divaricati alla larghezza delle spalle e il busto eretto. Solleva il peso sopra la tua testa e, lentamente, fallo roteare intorno al capo come se stessi tracciando un’ampia aureola. Mantieni la schiena dritta quando alzi il peso, non lasciare che si inarchi. Se ti senti instabile, puoi dividere l’esercizio per una maggiore stabilità, spiega Stanley: i piedi divaricati alla larghezza delle spalle, ma con il piede destro davanti a quello sinistro di circa trenta centimetri (o viceversa). Questo esercizio è perfetto anche per gli uomini, soprattutto per coloro che di solito stanno sopra. Qualcuno vuole fare allenamento di coppia?
Come eseguire i plank “full-circle”: iniziate dalla posizione plank sulle mani o sugli avambracci. Mantenetela per trenta secondi, poi passate al plank sul lato destro dove il corpo è girato verso sinistra e vi sostenete con la mano o l’avambraccio destro. Restate così per trenta secondi. Controllando il movimento, giratevi in posizione plank inverso, sostenendovi con le mani e guardando verso il soffitto anziché verso il pavimento. Le spalle dovrebbero trovarsi in corrispondenza dei polsi, mentre le gambe sono allineate. (Se girarvi vi risulta troppo difficile, va bene anche tornare in posizione plank e riposizionarvi in posizione plank inverso). Tenete la posizione per altri 30 secondi, poi passate al plank sul lato sinistro per altri 30. Una volta acquisita maggiore sicurezza, provate ad aggiungere dei movimenti con i fianchi. Potete muoverli da un lato all’altro in ognuna delle posizioni eseguite oppure muoverli in cerchio se ve la sentite, afferma Stanley. Il segreto è muovere solo i fianchi, cercando di tenere immobile il resto del corpo.
OROLOGIO PELVICO
Su cosa agisce: muscoli del pavimento pelvico, tronco.
Migliora il sesso perché: rinforzare i muscoli del pavimento pelvico può aiutarti a sentire maggiore piacere e ridurre il dolore durante il sesso. Con i classici esercizi di Kegel si isolano questi muscoli, mentre qui si lavora col busto contemporaneamente.
Come svolgere l’esercizio: siediti su una fitball con le mani sui fianchi, addominali e muscoli pelvici contratti e la pianta del piede appoggiata al pavimento. Mantenendo la parte superiore e le gambe immobili, usa gli addominali per muovere i fianchi avanti e dietro, tra le 12 e le 6 dell’orologio, e poi ancora tra le 3 e le 9. Non otterrai alcun beneficio sui muscoli pelvici se non fai uno sforzo cosciente per rinforzarli: dovresti sentirti come se stessi stringendo un assorbente interno, per tutta la durata dell’esercizio. Poi, muovi i fianchi in cerchio, completa il giro e poi procedi nella direzione inversa. Se non hai una fitball, alzati in piedi e mima il movimento dell’hula-hoop, che lavora sugli stessi muscoli. (Se hai in casa un hula-hoop vero e proprio, ancora meglio!)
PONTE GLUTEI
Su cosa agisce: glutei e muscoli del pavimento pelvico.
Migliora il sesso perché: i glutei forniscono la forza per ogni movimento che prevede una spinta, spiega Locker, e inoltre anche qui rinforzerai i muscoli del pavimento pelvico.
Come svolgere l’esercizio: Stenditi sul pavimento con le braccia lungo i fianchi, la pianta del piede sul pavimento e le ginocchia piegate a 45 gradi. Contrai i glutei mentre alzi il sedere e la zona lombare e, contemporaneamente, contrai anche i muscoli del pavimento pelvico. Solleva finché addome e ginocchia non sono su un’unica linea retta, trattieni per un secondo poi ritorna in posizione iniziale. Puoi aggiungere difficoltà mantenendo dei manubri all’altezza delle anche, oppure puoi provare il ponte con una gamba sola, spiega Stanley, con una gamba puntata verso il soffitto, il piede flesso e il tallone spinto verso l’altro mentre sollevi sedere e zona lombare.
AFFONDI CONTRO IL MURO
Su cosa agisce: quadricipiti e glutei.
Migliora il sesso perché: avrai più forza nelle posizioni in piedi e un maggiore controllo sui fianchi, in tutte le posizioni.
Come svolgere l’esercizio: in piedi con la schiena contro il muro, piedi alla larghezza delle spalle a qualche centrimentro da te. Scivola con la schiena lungo il muro, allontanando ulteriormente i piedi se necessario. L’obiettivo è portare le ginocchia a novanta gradi, mantenendole sempre in corrispondenza delle caviglie. Mantieni la posizione fino sentire bruciore nelle cosce, poi porta i piedi ancora un po’ più lontano. Mantieni ancora la posizione, poi porta i piedi sempre un po’ più distanti e mantieni la posizione. Per una difficoltà maggiore, Stanley raccomanda i piegamenti con una sola gamba: si solleva un piede mentre si mantiene la posizione e poi si cambia gamba.
Approfondimento: https://www.huffingtonpost.it/2016/07/09/esercizi-vita-sessuale_n_10903024.html
Ipertensione arteriosa
L’aumento della pressione arteriosa rappresenta una patologia molto diffusa nei paesi industrializzati e la sua prevalenza nella popolazione di ogni fascia d’età e sesso dipende anche dallo stile di vita attuale, caratterizzato da sedentarismo, grasso corporeo ed elevato stress psico-fisico. Tali fattori ambientali possono interagire con un genotipo particolarmente sensibile. Sembra dimostrato che i geni che codificano le varie componenti del sistema renina – angiotensina – aldosterone e dell’enzima di conversione dell’angiotensina possano essere correlati alla sodio-sensibilità di alcune forme di ipertensione essenziale. Le modifiche dello stile di vita influenzano positivamente l’attività biologica dell’insulina, l’assunzione di alimenti ricchi di calcio, ma a bassa densità calorica, ricchi di potassio e magnesio come i prodotti vegetali.
Consigli dietetici
Una corretta alimentazione ha un ruolo molto importante per la prevenzione o la cura dell’pertensione arteriosa. Di seguito alcuni consigli utili:
- Evitare di aggiungere sale a tavola
- Leggere sempre le etichette nutrizionali
- Preferire acque oligominerali
- Prediligere un alimentazione ricca di vegetali
- Controllare il peso corporeo
Fonte: Manuale di dietetica e nutrizione clinica di Franco Contaldo e collaboratori
Burocrazia in ambito lavorativo
Una delle principali cause di stress lavorativo è la burocrazia, che viene chiamata spesso in causa, quando sembra che i problemi non abbiano soluzione. Nell’attuale assetto organizzativo sociale e lavorativo è un rischio ignorare la burocrazia, per cui è importante conoscere il sistema e porsi degli interrogativi. Uno dei maggiori ostacoli spesso è l’atteggiamento pregiudizievole nei confronti del sistema che diventa un alibi per sottrarsi alle responsabilità. Nella gestione di un’azienda lo spazio individuale di crescita e di responsabilizzazione è limitato, se questa ha un alto profilo di burocratizzazione. Per alcune organizzazioni, sia pubbliche che private, la burocrazia rappresenta un freno alla crescita dell’azienda, in quanto paralizza le attività e funge da sistema protezionistico. Non tutti i sistemi sono pronti all’innovazione, infatti pur di far fronte ad evidenze operative alternative è necessario sapere gestire l’attività nel rispetto dell’organizzazione dell’azienda. Anche se si tratta di un sistema rigido ci sono comunque delle opportunità di crescita.
Negli attuali asseti aziendali le leggi che disciplinano le attività lavorative sono cambiate tantissimo, in quanto si tende a valorizzare le risorse umane e a dare maggiore responsabilità agli operatori. La nuova burocrazia dovrebbe essere più agile ed efficace, lasciando spazio all’innovazione.
Un’altra grande risorsa per fronteggiare la burocrazia è l’intelligenza emotiva, infatti stimolare la creatività e l’intuito per trovare le strategie più idonee per risolvere un problema, è il motore delle relazioni.
Fonte: Non ho tempo per… Come logora curare: operatori sanitari sotto stress di Ferdinando Pellegrino
Un bagno caldo fa bruciare calorie quanto una pedalata?
Dallo scorso gennaio circola sul web una fake news (che, come tutte le fake news, trae la sua forza dal fatto che collude con un desiderio o una convinzione più o meno consapevole di chi la scolta e la accoglie) che un bel bagno caldo può essere una valida alternativa ad una moderata attività fisica, come una corsetta.
La notizia farebbe riferimento, fraintentendolo, ad uno studio condotto presso l’università di Loughborough nel Regno Unito e pubblicato sulla rivista Temperature.
Lo studio aveva come suo focus gli effetti della temperatura corporea sui disturbi del metabolismo allo scopo di poter individuare nuovi possibili trattamenti. All’interno di questo quadro i ricercatori hanno appurato che, per chi ha una ridotta mobilità un bagno caldo (40°) con il suo dispendio calorico di 140 Kcal all’ora (ma il dato è teorico perché la temperatura dovrebbe essere costante per tutto il periodo), potrebbe essere un’alternativa, apportando dei benefici metabolici.
Aggiornamenti sul Coronavirus: cosa bisogna sapere
A più di un terzo della popolazione mondiale è fatto obbligo di restare a casa o di limitare i propri spostamenti. Il conteggio mondiale dei casi di COVID-19 oggi ammontano a più di 483.000, con circa 20.000 decessi in tutto il mondo. Anche il Principe Carlo è risultato positivo al test del virus. Ecco cosa bisogna sapere.
Cosa fare in caso di avvelenamento da piombo?
Il piombo abbonda il natura, in quanto viene distribuito sulla terra raggiungendo l’ambiente per l’estrazione dai depositi naturali. Il piombo entra nel metabolismo ed interferisce con la normale sintesi dell’eme. Esso agisce anche sul sistema nervoso, a livello sia centrale che periferico. Un vero avvelenamento da piombo si può avere solo con alcuni tipi di Sali del metallo, per cui la tossicità non è legata strettamente al metallo, ma al comportamento della sostanza ingerita.
Questo tipo di avvelenamento può instaurarsi in modo molto subdolo con la comparsa dei sintomi quando il piombo contenuto nell’organismo diventa eccessivo. I sintomi principali sono dolori addominali, paralisi nervose, sapore metallico e stipsi. Se il piombo è stato ingerito nell’intestino una radiografia può evidenziare delle opacità.
Diagnosi e trattamento
L’avvelenamento da piombo può essere riconosciuto attraverso i sintomi descritti in precedenza. Test supplementari includono il dosaggio dell’attività dell’acido amino-levulinico deidrasi negli eritrociti. L’avvelenamento acuto richiede un trattamento di supporto per bilanciare la disidratazione e la perdita di elettroliti. L’avvelenamento cronico, invece, richiede una specifica terapia di tipo chelante quando i sintomi sono evidenti e i livelli ematici sono al di sopra di 100 ml negli adulti e nel bambino.
Fonte: Vadecum di terapia degli avvelenamenti di Roy Goulding
Coronavirus e pressione arteriosa alta
Recenti ricerche indicano che le persone con pressione arteriosa alta potrebbero essere più facilmente esposti al CVID-19, ed anche avere maggiori sintomi o rischiare la vita per questo contagio.
Ecco cosa bisogna sapere.
10 condizioni serie ascrivibili al bruciore di stomaco
Quel senso di calore bruciante in petto o in gola dopo aver mangiato potrebbe essere “Bruciore di Stomaco”. Ma anche altre affezioni come l’angina o come un attacco cardiaco possono avere sintomatologie simili.
Aspirazione di un corpo estraneo
Si tratta di un evento molto frequente in età pediatrica. Esso si manifesta con tosse e riduzione del murmure vescicolare. L’anamnesi è solitamente indicativa, insieme al quadro che può manifestarsi:
- Con sintomatologia scarsa in presenza di una compromissione più o meno grave dello stato di coscienza
- Impossibilità di fonazione e respirazione, ipersalivazione e stridore inspiratorio se il corpo estraneo è costituito da alimenti, che ostruiscono le vie aeree.
L’approccio diagnostico si avvale dalla radiografia del torace in proiezione laterale e in inspirazione ed espirazione. Solo nel 20% dei casi è possibile osservare il corpo estraneo, ma l’obiettivo dell’indagine è quello di capire quali siano le conseguenze funzionali.
Terapia
La terapia è costituita da:
- Rimozione del corpo estraneo
- Somministrazione di antibiotici, in caso di polmonite da ostruzione
- Intervento estemporaneo e attuazione della manovra di Heimlich in caso indispensabile
- Qualora l’aspirazione non fosse un incidente è importante la prevenzione dell’eventuale ripetizione di un episodio.
Fonte: Handbook della Guardia Medica a cura di Piercarlo Salari (Mediserve)
Tipi di avvelenamento: fosfina
La fosfina è altamente tossica. Per questo motivo, per salvaguardare chi è costretto ad usarla, sono state realizzate preparazioni che generano il gas sul terreno. La fosfina, una volta inalata, agisce rapidamente sul sistema nervoso centrale e su quello gastrointestinale. I principali sintomi sono dolori addominali e vomito, che di solito precedono la comparsa di vertigini, convulsioni, coma e morte.
Diagnosi e trattamento
Non esistono test di laboratorio diagnostici. Le misure che si adottano solitamente sono di supporto generale, ma con questo tipo di avvelenamento c’è poco da fare.
Fonte: Vadecum di terapia degli avvelenamenti di Roy Goulding
Aspetti pratici della vita professionale
Nell’attività lavorativa alcuni problemi tendono a presentarsi più frequentemente rispetto ad altri. Nelle aziende spesso vengono a crearsi conflitti tra le persone e ciò rende ancora più complicata, non solo la gestione delle normali mansioni, ma anche la gestione dei problemi che vengono a crearsi.
La conflittualità può essere causa di violenza, sia fisica che psicologica, con un aumento dei contenziosi e delle situazioni che mettono a rischio la sicurezza del paziente. Altri ostacoli che si presentano nello svolgimento dell’attività lavorativa sono la burocrazia e la gestione del tempo, che molto spesso non vengono affrontati con decisione e con le modalità più adeguate.
Fonte: Non ho tempo per… Come logora curare: operatori sanitari sotto stress di Ferdinando Pellegrino
Lo conferma una ricerca scientifica: nessuna relazione tra vaccini e autismo
Anche se la maggior parte dei componenti della comunità scientifica non avessero particolari dubbi sulla mancanza di correlazione tra vaccini e autismo, un nuovo importante studio ha ulteriormente chiarito una volta di più che certe teorie del complotto sono basate sul nulla.
Da una ricerca condotta in Danimarca dalla Statens Serum Institut e poi pubblicata sugli ‘Annali di medicina interna’ degli American College Physicians si stabilisce che su un campione significativo di ben 657461 bambini, non sono stati riscontrati casi di correlazione tra la somministrazione del vaccino MPR (vale a dire Morbillo-Parotite-Rosolia) e la comparsa dell’autismo.
I bambini osservati, tutti nati tra il 1999 e il 2010 in Danimarca, un paese con alta partecipazione ai vaccini, sono stati controllati fino al 2013.
L’incrocio dei dati raccolti con il registro della salute danese, comparando quindi i bambini non vaccinati e quelli vaccinati, ai casi accertati di autismo, ha fornito un risultato totale di 6517.
I ricercatori hanno cosi accertato che i vaccini non sono responsabili della comparsa di autismo, e hanno inoltre aggiunto che anche nelle famiglie geneticamente predisposte all’autismo non c’è un maggior rischio che i figli vaccinati possano soffrirne.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene che lo scetticismo contro i vaccini sia tra le dieci principali minacce per la salute nel corso del 2019 e in vista dei prossimi anni.
I casi di autismo sono aumentati solo virtualmente, per effetto di migliori diagnosi e di ricerche , in grado di dimostrare come si possa ‘individuare’ il disturbo in modo precoce.
Il morbillo ad esempio, (malattia perfettamente conosciuta nello spettro scientifico e riconoscibile da chiunque) si è nuovamente affacciato alla cronaca proprio a causa della ridotta copertura vaccinale in moltissimi Paesi.
L’Italia si è collocata tra i peggiori, ma dopo l’introduzione dell’obbligo si è potuti almeno tornare alla percentuale minima per l’immunità di gregge.
Dunque da dove si è originata la controversia che legherebbe vaccini e autismo? Da uno studio pubblicato ben 21 anni fa sulla prestigiosa rivista Lancet , da parte di Andrew Wakefield – autore le cui ricerche furono disconosciute da tutta la comunità di appartenenza (e dalla rivista stessa). Secondo diversi tribunali, il ricercatore aveva falsificato i dati per dare credito alla sua teoria.
L’effetto di queste strampalate teorie è stato che molte famiglie non si sono a non fidate dei vaccini, tanto che nel 2018 c’è stato un aumento del 50% dei casi di morbillo nel mondo, e la malattia ha provocato la morte di ben 136mila persone.
Dislipidemie: consigli dietetici
Le dislipidemie sono state classificate in base al tipo di particelle lipoproteiche presenti in eccesso nel sangue. Possiamo distinguere iperlipidemie con elevato colesterolo nelle LDL e normale trigliceridemia. La terapia delle dislipidemie può essere farmacologica e non farmacologica. Quest’ultima prevede una dieta regolare ed un esercizio muscolare, che dovrebbe essere sempre praticato anche per migliorare l’efficacia dei farmaci somministrati.
Consigli dietetici
Il trattamento dietetico delle iperlipidemie è molto importante, dato che è in grado di normalizzare il quadro lipidemico o di migliorare l’efficacia farmacologica. La dieta prevede un apporto di grassi totali non superiori al 30% delle calorie totali. In particolare gli Ac Grassi Saturi quali burro, lardo, panna, strutto, formaggi, carni grasse ed insaccati non devono superare l’8-10% delle calorie totali. Gli Ac Grassi Monoinsaturi, in particolare l’olio extravergine d’oliva, devono essere preferiti in quanto riducono l’LDL colesterolo. Per quanto riguarda, invece, gli Ac. Grassi Polinsaturi, gli Omega 6 riducono le concentrazioni sieriche di colesterolo, mentre gli Omega 3 hanno un buon effetto ipotrigliceridemizzante. È necessario ridurre gli alimenti ricchi di colestrerolo, quali uova e crostacei. In questi casi è utile una dieta ricca di fibre vegetali.
Fonte: Manuale di dietetica e nutrizione clinica di Franco Contaldo e collaboratori
La dieta per la longevità
Alcuni alimenti possono fornire la gran parte dei nutrimenti di cui il corpo necessita man mano che invecchia. Ecco alcune delle migliori risorse.
















