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Una conclusione che di certo non sorprende e che si sarebbe potuta facilmente prevedere anche senza fare uno studio ad hoc quella che arriva dal congresso dell’Endocrine Society, ENDO 2019, tenutosi a New Orleans (Stati Uniti) dal 23 al 26 marzo. Ma si sa, la scienza i fenomeni deve misurarli, prima di poter affermare alcunché.

Così, adesso sappiamo “per certo” che i ragazzi che mantengono queste abitudini, a dispetto degli inviti dei genitori a staccare la spina e a dedicarsi a passatempi più dinamici, sono esposti a un rischio non trascurabile di accumulare chili di troppo e di sviluppare precocemente sindrome metabolica, condizione data dalla contemporanea presenza di sovrappeso (soprattutto concentrato a livello addominale), ipertensione, ipercolesterolemia e iperglicemia/diabete di tipo 2 (quello tipico dell’adulto, derivante perlopiù da uno stile di vita scorretto).

Nella ricerca, che ha analizzato le abitudini di uso dei dispositivi tecnologici e di stile di vita di quasi 34.000 adolescenti brasiliani (età media 14,6 anni), il fatto di passare oltre 6 ore al giorno seduti davanti a uno schermo comportava un aumento del 71% del rischio di sindrome metabolica rispetto a chi ci stava meno.

Dal momento che la sindrome metabolica si associa a un significativo incremento del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e che i problemi su questo fronte aumentano con il passare del tempo, è cruciale che i genitori che riconoscono comportamenti eccessivamente sedentari dei propri figli, specie se associati ad alimentazione disordinata e poco sana, intervengano subito con misure adeguate a modificare lo stile di vita. D’accordo: non è facile, ma è importante. E dare il buon esempio aiuta.

Una seconda notizia decisamente meno scontata in arrivo da ENDO 2019, riguarda le potenziali implicazioni per il peso-forma di bambini, adolescenti e adulti dell’esposizione ai composti chimici che si accumulano nelle polveri presenti all’interno delle abitazioni.

In base all’analisi delle polveri raccolte dai ricercatori della Duke University’s School of the Environment di Durham (Stati Uniti) in 194 case della Carolina del Nord, circa il 70% dei 100 composti chimici presenti nelle polveri domestiche sembrerebbe in grado di promuovere lo sviluppo degli adipociti, ossia delle cellule in cui viene depositato il grasso sottocutaneo nel corpo umano.

In sostanza, ciò significa che le sostanze che si accumulano nelle nostre case potrebbero farci ingrassare più facilmente. Il riscontro, al momento, è stato ottenuto in sistemi cellulari e va, pertanto, considerato come un’informazione biologica di base da approfondire in organismi complessi. Tuttavia, si tratta di un’indicazione molto interessante perché potrebbe suggerire un meccanismo non-alimentare ed esterno all’organismo in grado di promuovere lo sviluppo di sovrappeso ed obesità.

Fonte

Annual meeting of the Endocrine Society – ENDO 2019, March 23-26 New Orleans (Usa):

  • https://www.endodaily.org/study-shows-increased-risk-of-obesity-tied-to-unhealthy-snacking-coupled-with-extensive-screen-time-in-teens/
  • https://www.endodaily.org/researchers-link-chemicals-in-household-dust-to-fat-cell-development/

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