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Menta

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Audibertia Benth, Menthella Pérard, Minthe St.-Lag., Preslia Opiz, Pulegium Mill. Non vi dicono nulla questi nomi, neppure un sospetto? Passateli in rassegna ancora una volta e certamente non vi passerà inosservata quella radice: “Ment-“ o “Mint-” Sì, avete ragione, stiamo parlando della menta o anche della ‘Mentha piperita’ se volete. Un’erba aromatica perenne e resistente, fresca, gustosa, profumata che si presta all’uso in cosmesi, erboristeria, medicina. E anche in cucina e non solo per la preparazione di cocktail e bevande di cui l’impiego è più noto. Ecco allora il piacere di coltivarla, con facilità, in giardino o in vaso: e ben ci sta a fianco della vostra piantina di salvia!

Una antica conoscenza. Se volete scoprire da quando data la menta dovete fare un enorme balzo indietro nel tempo. Ad attribuirgli il nome fu per primo Gaio Plinio Secondo (Como, 23 – Stabiae, 25 agosto 79), scrittore, ammiraglio e naturalista romano, ma il suo nome scientifico arrivò ben più tardi, nel 1753, quando Linneo (1707 – 1778), biologo e scrittore svedese), conosciuto anche come Carl von Linné, lo inserì nella sua pubblicazione “Species Plantarus”. Intorno al nome della menta girano tante mitologie e una di queste la unisce al nome greco “Μίνθη” (Minthe o Myntha): costei era bellissima ninfa partorita nel fiume infernale Cocito. Si racconta che Ade, il dio degli Inferi, si innamorò di Myntha e quando Persefone, moglie di Ade, lo scoprì, trasformò Myntha in una pianta, appunto la menta cosicché tutti avrebbero camminato su di lei. Fu a quel punto che Ade nell’impossibilità di sciogliere l’incantesimo, decise di donarle un magnifico profumo, cosicché tutti potessero sentirlo passandole accanto. Cosa consociamo ancora? Che era una pianta molto conosciuta e apprezzata fin dall’antichità: Ippocrate ne faceva uso come afrodisiaco, mentre Egizi, Greci e Romani la usavano come profumo. Grazie all’azione leggermente cicatrizzante, nel passato se ne ricavava una pasta da apporre sulle ferite, mescolandola con olio d’oliva. Anche Galeno Pergamo, 129 – Roma, 201 d.C. circa), medico dell’antica Grecia, usava la menta come  pianta medicina, e quest’uso in parte è rimasto anche oggi. Cosa ancora? Dal mito e dalla storia si passa alla realtà. 

Una enorme varietà. Non si può dire che conosciuta una specie si sono conosciute tutte. Non fosse altro per la vastità di specie della menta: oltre 600 dovute al fatto che quest’erba tende a ibridare, ovvero a incrociarsi facilmente dando origine quindi a tante ‘versioni’ di se stessa. Quello che è vero è che è possibile tracciare dei caratteri distintivi della menta, ovvero che appartiene alla famiglia delle Limiaceae, molto numerosa che conta circa 250 generi e quasi 7000 specie botaniche. Cresce per lo più nel bacino del mediterraneo, in tutta Europa, in Asia e in Africa, in pieno sole o a mezz’ombra, ma può resistere anche a basse temperature. Delle otto specie presenti sul territorio italiano, sei si trovano nell’arco alpino. Quelle più diffuse sono quattro specie:.

  • Menta piperita: ricca di mentolo e oli essenziali. Appartengono alla menta piperita anche la menta nera e la menta bianca.
  • Menta romana o Mentha viridis: pianta cespugliosa tipica delle zone di campagna, viene impiegata anche per abbellire i giardini.
  • Mentuccia o Nepitella: è impiegata in cucina per preparare ricette della tradizione e in tempi lontani era tra i principali rimedi per trattare numerose problematiche.
  • Menta acquatica: cresce negli ambienti umidi, in prossimità di specchi d’acqua. Emana un buon profumo fastidioso per gli insetti.

Usi e ‘costumi’. Come sono molteplici le sue varietà, così anche i modi in cui la menta può essere impiegata. Ad esempio:

  • In cucina: si usa sia fresca che essiccata per dare un sapore ‘fresco’ a zuppe, salse, primi piatti a base di riso e nelle paste fredde, verdure, legumi, cereali, carne soprattutto all’agnello e a triti da utilizzare nei ripieni, tipicamente di uso balcanico e medio orientale. La menta è infatti molto presente nella cucina tunisina e algerina, dove viene utilizzata per rinfrescare il taboulé e bulgur (grano duro), oppure per profumare melanzane e le zucchine grigliate; nel pesce in una ricetta chiamat Mint Julep Bistrò, tipica di New Orleans. Può essere usata anche in dolciaria per preparare sciroppi, salse, gelati, granite e ghiaccioli, caramelle, chewing-gum. Ed anche per aromatizzare liquori, o altre bevande da sola o in combinazione con gusti coerenti come menta-liquirizia, menta-anice, menta-orzata o latte-menta. Tra gli alcolici sono famosi cocktail Mojito, amari e grappe come Centerbe, Branca Menta, e infusi come il tè verde maghrebino. Non basta dire menta, infatti bisogna saper scegliere quella ‘giusta’: ad esempio la menta piperita, dal gusto rinfrescante è la migliore per caramelle e gomme da masticare, mentre la Mentha pulegiuum, è più indicata nelle preparazioni a base di carne. Infine le foglioline possono essere usate a scopo decorativo per guarnire e abbellire la presentazione dei piatti e pietanze.
  • In cosmesi: si utilizza soprattutto il mentolo, un estratto della menta, ingrediente di molti profumi, cosmetici compreso il dentifricio alla menta piperita, ma viene usato anche per aromatizzare le sigarette.
  • In erboristeria: si usano sia fiori sia foglie che vanno raccolti tra luglio ed agosto e lasciati essiccare all’aria aperta. Sono impiegati prevalentemente per la preparazione di tisane ottenute dalla loro infusione in acqua bollente. Prepararle è molto facile: occorre calcolare due cucchiaini di menta essiccata per ogni tazza di infuso, che dovrà poi essere lasciata riposare per quindici minuti prima di filtrare e bere. Possono essere consumati fino a 500 millilitri di tisana alla menta al giorno.

Sulla menta: se ne dicono tante…anche qualche interessante curiosità. Almeno cinque:

  • L’olio essenziale di menta, se usato in maniera sbagliata e a dosi eccessive, può avere effetti collaterali, anche importanti: ad esempio può mimare gli esiti di alcune sostanze stupefacenti, o essere causa di aritmie. Dunque, come tutti gli altri oli essenziali va utilizzato con criterio e in seguito al consiglio di uno specialista.
  • Pensando a qualcosa di buono, ad esempio alle bevande che si ricavano dalla mente si dice che il Mojito, a base di menta, rum, zucchero di canna, lime e acqua tonica, sia stato inventato in un bar di L’Avana, La Bodeguita del Medio, frequentato da Hernest Hemingway che amava particolarmente questo cocktail e che ne ha decretato il successo. Il piccolo ristorante, che si trova oggi nel centro della città, è una frequentata meta turistica.
  • Il suo infuso è efficace anche contro il mal d’auto. Va consumato due o tre giorni prima del viaggio, oppure si può conservare in un thermos e berlo durante il viaggio, appena si sentono i primi sintomi di nausea e vomito.
  • Per preparare bevanda rinfrescanti estive, potete utilizzare:
    • Le foglie di menta essiccate unite a del succo o scorza di limone, esattamente come si fa con la tisana, lasciandola raffreddare prima di berla.
    • Se preferite un infuso con tè verde, mescolatelo a foglie di menta fresca, meglio piperita, e a qualche fogliolina di salvia fresca (avete capito perché coltivarla sul balcone nell’angolo degli aromi?). In un litro d’acqua, unite circa 30 grammi di tè, 10/15 foglioline di menta e 4/5 foglioline di salvia. Filtrate e addolcite con zucchero integrale di canna. Lasciate raffreddare prima a temperatura ambiente e poi ponete la bevanda in frigo.
    • Sciroppo con la menta: è un’altra bevanda dissetante molto apprezzata e facile da preparare. Occorrono 500 ml di acqua, 50 gr di foglie fresche di menta, 500 gr di zucchero di canna e ½ limone. A questo punto non vi resta che mettere le foglie di menta in acqua, lasciandole in infusione per circa 15 minuti, risciacquatele con cura, tamponatele con un panno e fatele asciugare. Vanno poi finemente tritate e versate in un contenitore, insieme allo zucchero, mescolate e lasciate riposare mezz’ora. Nel frattempo potete fare bollire l’acqua, versandovi il composto una volta a bollore. Il tutto va lasciato cuocere fino quando non diventerà un liquido denso. La densità aumenterà in relazione ai tempi di cottura: più sono lunghi più si rapprenderà, regolatevi secondo il vostro gusto. Infine, filtrate con un colino e versate direttamente in una bottiglia di vetro precedentemente sterilizzata.
  • La leggenda narra che i primi a mescolare la menta con l’alcol furono i pirati dei Caraibi.
  • Infine un consiglio di economia domestica, strofinare sulle dita delle foglioline di menta fresca può aiutare ad eliminare i cattivi odori, ad esempio quelli di aglio o cipolla.

La coltivazione. Anche chi non ha un pollice verde può cimentarsi a coltivare la menta, in quanto cresce bene (anzi bisogna contenerla!, come vedremo tra poco) adattandosi a molti tipi di terreno e clima, a esposizioni ombrose o più soleggiate e fino a resistere a eventi climatici più avversi. Scegliete della terra ben drenante perché ovunque si coltivi la menta, in vaso o in giardino, una delle criticità è l’umidità: occorre evitare i ristagni idrici e i terreni troppo umidi perché, a lungo andare, potrebbero danneggiare le radici della pianta e comprometterne lo sviluppo. Inoltre il terreno deve essere ben fertile, ricco di humus e sostanza organica, sostituendolo ogni due anni. Nei periodi più freddi o particolarmente piovosi, coprite i fusti della menta con dei teli, in tal modo da proteggere le foglie dagli agenti atmosferici e dal gelo. Anzi, è meglio scegliere la qualità della menta in funzione del clima: ad esempio la menta piperita si adatta meglio al freddo e se coltivata in giardino attirerà farfalle, api e altri insetti impollinatori che faranno la gioia di tutte le altre piante, mentre la menta spicata è preferibile in climi più caldi.

  • Se volte coltivarla in vaso: procuratevi un contenitore di buona dimensione (diametro almeno 40 cm), avendo cura di non metterla insieme ad altri ortaggi o erbe perché tende a invadere tutto lo spazio. Appena la pianta inizierà a germogliare dovrà essere spostata in pieno sole e i travasi dovranno seguire la crescita.
  • Se volte piantarla a terra ci sono due modalità di propagazione per talea o semi. La propagazione della menta deve coincidere comunque con l’arrivo della
    • Per talea: i mesi ottimali sono marzo, aprile, maggio e settembre. La menta è facile da fare attecchire: occorrerà prelevare da una pianta esistente un ramo di almeno 20 cm di lunghezza e piantarne un’estremità nel terreno finché non si radica (in alternativa è possibile porlo anche in un bicchiere fino a eradicazione e poi piantarla). Questa tecnica è da preferire alla semina
    • A terra: la semina va fatta tra marzo e aprile e i semini vanno posti appena sotto il livello del terreno, dove germineranno abbastanza rapidamente, si può poi decidere se usare un semenzaio e poi trapiantare. La menta forma un cespuglio, non è importante la distanza tra le piante perché la competizione tra loro sistema al meglio gli spazi, in genere si lasciano almeno 40 cm tra ogni piantina e 70 cm tra le file.

Indicazione. Poiché come detto, la menta tende a colonizzare ogni spazio, bisogna contenerla, lasciandola in vaso, o inserendo un vaso senza fondo nel terreno dell’orto, oppure posizionando dei pannelli di legno o lamiera interrati per creare dei divisori che racchiudano le piante di menta evitando un’espansione senza controllo. 

Operazioni colturali. Il terreno intorno alla pianta di menta deve essere tenuto pulito dalle erbe infestanti, ma la sarchiatura è utile anche perché zappettando si ossigena il terreno. Anche la pacciamatura di paglia può aiutare a contenere le erbacce e a tenere le radici al caldo in inverno. Ogni anno durante l’estate si può fare una potatura più decisa per rinnovare la pianta.

Parassiti e malattie. La menta può soffrire di malattia funginea, in particolare di ruggine che si manifesta con macchie marroni/gialle sulle foglie, e del marciume delle radici, entrambe dovute a ristagno di acqua: dunque attenzione all’irrigazione e a scegliere il terreno drenante. Ma può essere colpita anche da parassiti, soprattutto  insetti, quali la chrysolina americana, sebbene preferisca rosmarino o lavanda, o Puccinia Menthae in cui steli e foglie si riempiono di rigonfiamenti e puntini rossastri che poi si evolvono in macchioline nerastre, le piante infette vanno eliminate e bruciate. Viene, inoltre, attaccata dalle lumache che ne sono ghiotte.

***

La raccolta. Di norma avviene in estate quando le foglie sono particolarmente ricche di mentolo e oli essenziali. Ma se ci sono foglie sulla pianta si può sempre raccogliere, senza curarsi del periodo o di quante foglie lasciare. La pianta della menta ha un vigore straordinario e anche se viene tagliata completamente riesce sempre a rispuntare. Meglio fare la raccolta quando la pianta è completamente fiorita e successivamente portata nelle apposite distillerie. Per uso domestico viene essiccata in luogo fresco e arieggiato. La menta dà il suo meglio appena colta ma può essere essiccata o con un essiccatore o appendendo i rami in un luogo asciutto e arieggiato.

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